È stato pubblicato il 10 dicembre su The Lancet Healthy Longevity l’articolo scientifico “Measuring what matters in ageing societies: integrating dying-well and living-well metrics for resilient health systems”, firmato da Andreea Alexandra Piriu e Aleksandra Torbica.
Le autrici afferiscono al Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi e al Centre for Research on Health and Social Care Management (CERGAS) della SDA Bocconi School of Management (Milano), uno dei principali centri europei di ricerca sui sistemi sanitari e sulle politiche di welfare.
L’articolo propone una riflessione concettuale e metodologica su come le società che invecchiano possano – e debbano – ripensare gli strumenti con cui misurano il successo dei propri sistemi sanitari. Secondo le autrici, gli indicatori tradizionali, centrati prevalentemente su mortalità, morbilità e anni di vita in buona salute, risultano sempre meno sufficienti a cogliere la complessità dell’esperienza dell’invecchiamento nelle fasi avanzate della vita.
Il contributo introduce l’esigenza di integrare le metriche del “living well” con quelle del “dying well”, sostenendo che la qualità della fase finale della vita rappresenti una dimensione essenziale – ma ancora poco sistematizzata – della salute pubblica. In quest’ottica, la capacità dei sistemi sanitari di garantire dignità, controllo dei sintomi, continuità delle cure e supporto psicosociale nel fine vita diventa parte integrante della loro resilienza complessiva.
L’articolo si colloca esplicitamente nel quadro delle trasformazioni demografiche in atto e dialoga con il dibattito internazionale sull’adattamento dei sistemi di welfare alle società longeve. Le autrici sottolineano come l’assenza di indicatori condivisi sulla qualità del fine vita rischi di produrre politiche sbilanciate, orientate alla sola estensione della sopravvivenza, senza una valutazione sistematica degli esiti umani e sociali dell’assistenza nelle età più avanzate.
Pur non proponendo un indice operativo unico, il lavoro individua direzioni di ricerca e criteri di riferimento utili per sviluppare strumenti di monitoraggio più completi, capaci di includere dimensioni cliniche, sociali ed esperienziali. In questo senso, l’articolo contribuisce a spostare il focus dalla sola durata della vita alla qualità dell’intero arco di vita, compresa la sua conclusione.
Per Age–It Ageing Well in an Ageing Society, questa pubblicazione rappresenta un riferimento rilevante nel dibattito sulle metriche dell’invecchiamento, poiché rafforza l’idea che politiche e sistemi di cura debbano essere valutati non solo in termini di efficienza o sopravvivenza, ma anche rispetto alla capacità di accompagnare le persone anziane lungo traiettorie di vita e di fine vita dignitose, eque e sostenibili.
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