April 2026

Articolo open access: “Ageing and Welfare in Transition”, un’analisi interdisciplinare per ripensare l’invecchiamento

Un contributo scientifico nell’ambito del progetto Age-It È disponibile in open access il volume “Ageing and Welfare in Transition. Social, Legal, Economic, and Mobility Perspectives for an Inclusive Society”, curato da Carmine Clemente, Letizia Carrera, Claudia Morgana Cascione ed Elisabetta Venezia e pubblicato da FrancoAngeli. Il libro si colloca all’interno delle attività del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, e propone una riflessione strutturata sulle trasformazioni demografiche in atto. L’obiettivo è offrire una lettura integrata dell’invecchiamento, superando approcci settoriali e frammentati, e contribuendo al dibattito su politiche e modelli di welfare più adeguati alle società che invecchiano. Invecchiamento attivo tra condizioni sociali e accesso alle risorse Attraverso contributi che intrecciano prospettive sociologiche, giuridiche ed economiche, il volume analizza i fattori che incidono sulla possibilità di un invecchiamento attivo e inclusivo. Emergono in modo chiaro le condizioni che favoriscono o limitano la partecipazione sociale delle persone anziane: livello di istruzione, disponibilità economica, stato di salute e qualità delle reti sociali. In questo quadro, l’invecchiamento non è descritto come un processo uniforme, ma come un fenomeno profondamente segnato da disuguaglianze, che richiede interventi mirati e differenziati. Il volume contribuisce così a spostare l’attenzione dalla dimensione puramente individuale a quella sistemica, evidenziando il ruolo delle politiche pubbliche nel creare contesti favorevoli all’autonomia. Spazi urbani, digitalizzazione e mobilità: le infrastrutture dell’inclusione Una parte rilevante dell’analisi è dedicata al ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che sostengono la vita quotidiana. Gli spazi urbani e la prossimità ai servizi vengono individuati come elementi chiave per garantire indipendenza e qualità della vita, mentre la digitalizzazione del welfare è interpretata in una doppia prospettiva: da un lato opportunità per ampliare l’accesso ai servizi, dall’altro potenziale fattore di esclusione per chi non dispone di competenze o strumenti adeguati. In parallelo, il volume propone una lettura della mobilità come infrastruttura fondamentale per l’inclusione sociale, sottolineando come la possibilità di muoversi incida direttamente sulla partecipazione e sull’accesso alle opportunità. Verso politiche integrate per l’active ageing Nel complesso, il lavoro evidenzia come l’active ageing non possa essere promosso esclusivamente come responsabilità individuale, ma richieda un ripensamento delle infrastrutture sociali, urbane e istituzionali. La sfida dell’invecchiamento implica infatti la costruzione di politiche integrate, capaci di tenere insieme dimensioni sociali, territoriali e tecnologiche. Il volume si configura quindi come uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori, contribuendo a definire un approccio più sistemico e sostenibile all’invecchiamento della popolazione. Il volume è disponibile in open access cliccando qui

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Scambio internazionale su invecchiamento e inclusione digitale: il 34° DIHAC Cross-cultural Exchange Meeting

Un confronto globale su ageing e inclusione Il 22 aprile 2026 si è tenuto il 34° Cross-cultural Exchange Meeting promosso nell’ambito dello studio internazionale Digitally Inclusive, Healthy Ageing Communities (DIHAC), un’iniziativa che riunisce ricercatori e istituzioni impegnati nell’analisi delle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione. L’incontro, svolto in modalità online, si inserisce in un ciclo consolidato di appuntamenti dedicati allo scambio interdisciplinare e interculturale, con l’obiettivo di condividere approcci, dati e modelli di intervento per promuovere comunità più inclusive e sostenibili. Il contributo accademico e il ruolo della cooperazione internazionale Tra i protagonisti dell’evento figurano Michele Bertani, Assistant Professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha svolto il ruolo di chair, e Vanna Boffo, professoressa di pedagogia all’Università di Firenze, intervenuta come speaker. Accanto a loro, la partecipazione di studiosi provenienti da contesti accademici internazionali, tra cui Nuttée Suree (Chiang Mai University), ha rafforzato il carattere globale del confronto. L’incontro ha evidenziato l’importanza della cooperazione scientifica internazionale nel comprendere le dinamiche dell’invecchiamento e nel sviluppare risposte coordinate, capaci di integrare dimensioni educative, sociali e tecnologiche. Inclusione digitale e ageing: sfide e opportunità Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie digitali come leva per favorire l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone anziane. L’accesso ai servizi digitali, la formazione continua e lo sviluppo di competenze digitali emergono come fattori chiave per sostenere l’autonomia e la partecipazione attiva nelle fasi avanzate della vita. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la necessità di evitare nuove forme di esclusione, legate al divario digitale e alle disuguaglianze socio-economiche. Oltre il confronto: verso modelli integrati di intervento Il meeting DIHAC conferma il valore degli scambi internazionali come strumenti di costruzione di conoscenza condivisa e di orientamento delle politiche pubbliche. In un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, l’invecchiamento non può essere affrontato in modo frammentato, ma richiede approcci integrati, capaci di connettere ricerca, innovazione e governance. In questa prospettiva, iniziative come il DIHAC rappresentano un laboratorio di confronto utile per sviluppare strategie efficaci e sostenibili, contribuendo al dibattito globale sul futuro delle società che invecchiano. Scopri di più sul sito cliccando qui 

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Ratto talpa nudo: un modello chiave per studiare longevità e resistenza al cancro

Un caso unico nella biologia dell’invecchiamento Tra i modelli animali più studiati nella ricerca sull’invecchiamento, il ratto talpa nudo (Heterocephalus glaber) rappresenta un’eccezione significativa. Nonostante le dimensioni ridotte e l’appartenenza alla famiglia dei roditori, questa specie può vivere oltre 30 anni, un dato nettamente superiore rispetto ad altri mammiferi di taglia comparabile. A questa longevità si associa una incidenza estremamente bassa di tumori spontanei, che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Il caso del ratto talpa nudo mette in discussione alcuni modelli consolidati che correlano direttamente dimensioni corporee, metabolismo e durata della vita, aprendo nuove prospettive nello studio dei meccanismi biologici dell’healthy ageing. I meccanismi biologici: il ruolo dell’acido ialuronico Uno dei principali fattori alla base di questa resistenza è stato individuato nella produzione di acido ialuronico ad altissimo peso molecolare (HMW-HA), una sostanza presente nei tessuti che, nel ratto talpa nudo, raggiunge concentrazioni e caratteristiche uniche. Uno studio pubblicato su Nature ha mostrato come questa molecola favorisca una forma di inibizione da contatto precoce, impedendo alle cellule di proliferare in modo incontrollato e riducendo il rischio di trasformazione tumorale. Quando questo meccanismo viene alterato in laboratorio, le cellule diventano più vulnerabili allo sviluppo di tumori, suggerendo un legame diretto tra HMW-HA e protezione oncologica. Tuttavia, la ricerca evidenzia anche che questo non è l’unico fattore coinvolto: processi legati alla stabilità del genoma, alla risposta allo stress cellulare e alla regolazione del metabolismo contribuiscono in modo integrato alla straordinaria resilienza della specie. Tra mito e realtà: un modello per la ricerca, non un’eccezione assoluta È importante chiarire che il ratto talpa nudo non è completamente immune al cancro. Studi più recenti hanno documentato rari casi di tumori, ridimensionando l’idea iniziale di immunità totale. Più correttamente, si parla di una resistenza biologica eccezionale, che rende questa specie un modello particolarmente utile per comprendere i meccanismi che rallentano l’invecchiamento e limitano l’insorgenza di patologie. Il valore scientifico del ratto talpa nudo non risiede quindi in una condizione “perfetta”, ma nella possibilità di studiare processi protettivi amplificati e potenzialmente trasferibili, almeno in parte, alla ricerca umana. In questo senso, il suo studio contribuisce a orientare nuove strategie per la prevenzione e la promozione di un invecchiamento sano, confermando il ruolo della ricerca di base come leva fondamentale per affrontare le sfide demografiche contemporanee. Leggi l’articolo su Nature cliccando qui

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L’italia che invecchia: da sfida a opportunità – su Panorama della Sanità un articolo di Alessandra Petrucci

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. Leggi l’articolo su Panorama della Sanità

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Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza: il 27 aprile a Bologna la presentazione del progetto Migr–Aging

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. L’incontro si terrà lunedì 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, in modalità ibrida: in presenza, presso l’Aula Ardigò, Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45, Bologna); online, tramite piattaforma Teams cliccando qui ID riunione: 358 232 650 545 073 Passcode: Xk9EW7C4 Per ulteriori informazioni è possibile contattare marco.alberio2@unibo.it o alice.lomonaco2@unibo.it

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Aree interne e dinamiche demografiche: il 27 aprile un confronto su economia e politiche di coesione

Territori, demografia e sviluppo: il focus dell’incontro Il 27 aprile 2026, alle ore 15:00, si terrà online su Zoom l’evento “L’economia dei territori tra dinamiche demografiche e politiche di coesione: il caso delle aree interne”, promosso come momento di riflessione sui cambiamenti strutturali che stanno interessando il sistema socio-economico italiano. L’iniziativa, organizzata in occasione della presentazione della rivista Economia&Lavoro, si inserisce nel dibattito sulle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione e al riequilibrio territoriale, con particolare attenzione alle aree interne, spesso caratterizzate da fragilità demografica e marginalità economica . Il contributo accademico al dibattito sulle politiche di coesione L’incontro vedrà il coinvolgimento di autorevoli studiosi del panorama accademico italiano. L’introduzione sarà affidata a Francesca Bettio (Università di Siena), mentre il confronto sarà animato dagli interventi di Paolo Liberati (Università Roma Tre) e Gianfranco Viesti (Università di Bari Aldo Moro). Le conclusioni saranno curate da Luisa Corazza (Università del Molise). Il dialogo tra economisti e studiosi delle politiche pubbliche consentirà di approfondire il legame tra dinamiche demografiche, sviluppo economico e strumenti di intervento pubblico, evidenziando criticità e opportunità nei contesti territoriali più periferici . Aree interne e ageing: una sfida per le politiche pubbliche Il tema delle aree interne si intreccia in modo diretto con le sfide poste dall’healthy ageing e dalla sostenibilità dei sistemi di welfare. In questi territori, infatti, la combinazione di spopolamento, invecchiamento e accesso limitato ai servizi rende necessario ripensare modelli di sviluppo e strategie di coesione. In questo quadro, l’evento rappresenta un’occasione per discutere approcci innovativi e strumenti di policy in grado di contrastare le disuguaglianze territoriali e promuovere una maggiore inclusione economica e sociale. Il confronto si colloca in linea con le priorità di ricerca del programma Age-It, contribuendo a rafforzare il dialogo tra ricerca accademica e decisori pubblici. Registrati e partecipa cliccando qui

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Lo squalo della Groenlandia: dalla datazione radiocarbonica al genoma, nuove evidenze sulla longevità estrema

La stima dell’età: il contributo dello studio su Science Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus) è oggi considerato uno dei modelli più rilevanti per lo studio dell’invecchiamento biologico. Un contributo decisivo proviene dallo studio pubblicato nel 2016 sulla rivista Science, che ha fornito le prime stime quantitative della sua età. I ricercatori hanno analizzato il cristallino oculare di 28 esemplari femmine, utilizzando la datazione al radiocarbonio. Questo tessuto, stabile nel tempo, consente di risalire all’epoca di nascita. L’analisi si basa anche sul cosiddetto “bomb pulse”, il picco di radiocarbonio degli anni ’50-’60: presente negli esemplari più giovani e assente in quelli più grandi. I risultati indicano una longevità minima di almeno 272 anni, con l’esemplare più grande stimato a 392 ± 120 anni e una maturità sessuale intorno a 156 ± 22 anni, confermando questa specie come il vertebrato più longevo attualmente noto. Il genoma: dimensioni e meccanismi di stabilità A queste evidenze si aggiungono studi recenti sul genoma, che per la prima volta è stato sequenziato completamente. Il genoma dello squalo della Groenlandia presenta circa 6,45 miliardi di coppie di basi e 22.634 geni, risultando significativamente più esteso di quello umano. Un elemento distintivo è l’elevata presenza di trasposoni, sequenze genetiche capaci di spostarsi all’interno del DNA e generare duplicazioni. In questa specie, molte duplicazioni coinvolgono geni legati alla riparazione del DNA, suggerendo un possibile rafforzamento dei meccanismi di stabilità genomica. Questa caratteristica potrebbe contribuire a limitare l’accumulo di danni cellulari nel tempo, uno dei processi alla base dell’invecchiamento. TP53 e implicazioni per la ricerca sulla longevità Particolare attenzione è stata dedicata anche al gene TP53, noto come “guardiano del genoma”. Questo gene codifica per la proteina p53, coinvolta nella prevenzione del cancro, nella riparazione del DNA e nel controllo della proliferazione cellulare. Negli squali della Groenlandia è stata osservata una variazione nella sequenza di TP53, che modelli computazionali suggeriscono possa influenzare la funzione della proteina. Nel complesso, la longevità della specie appare associata a una combinazione di fattori: crescita lenta, metabolismo ridotto e sistemi genetici orientati alla conservazione dell’integrità cellulare. Il sequenziamento del genoma rappresenta una base per ulteriori studi su espressione genica e analisi funzionali, contribuendo alla ricerca comparativa sulla longevità e alla comprensione dei meccanismi che regolano la durata della salute (healthspan) nei vertebrati. Leggi l’articolo su Science cliccando qui

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Caregiver familiari e anziani: pubblicata la monografia di Marianna Russo

È stata pubblicata la monografia “Caregiver familiari e anziani. Profili giuslavoristici delle relazioni di cura” di Marianna Russo, realizzata nell’ambito di un assegno di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e inserita nel progetto “Age-It – Ageing Well in an Ageing Society”. Il volume si colloca all’interno del dibattito contemporaneo sull’invecchiamento della popolazione, affrontando in modo sistematico il ruolo dei caregiver familiari, sempre più centrale nei modelli di assistenza. In un contesto in cui la domanda di cura è in costante crescita, il lavoro di Russo analizza le implicazioni giuridiche e lavorative che caratterizzano queste relazioni, contribuendo a chiarire un ambito spesso poco regolato e frammentato. La monografia offre una lettura approfondita dei profili giuslavoristici connessi all’attività di cura informale, mettendo in luce le criticità e le trasformazioni in atto nei sistemi di welfare. In particolare, l’attenzione è rivolta al rapporto tra dimensione familiare e dimensione lavorativa, evidenziando come la cura degli anziani incida su diritti, tutele e organizzazione del lavoro. Attraverso un approccio scientifico e interdisciplinare, il volume contribuisce a rafforzare la riflessione su temi chiave quali la sostenibilità dei sistemi di assistenza, il riconoscimento del lavoro di cura e la necessità di politiche pubbliche più integrate. La pubblicazione è disponibile in modalità open access sul sito del CNR-IRPPS, con l’obiettivo di favorire la diffusione dei risultati della ricerca e renderli accessibili a una platea ampia, composta da studiosi, professionisti e cittadini interessati. Leggi la monografia integrale cliccando qui

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Milan Longevity Summit 2026: la longevità come sistema, non come destino, 20-23 maggio 2026

Un nuovo paradigma per la longevità Dal 20 al 23 maggio 2026, Milano ospiterà la terza edizione del Milan Longevity Summit, appuntamento internazionale dedicato ai temi della longevità, della salute e del benessere. L’edizione 2026 introduce il paradigma One Health, una prospettiva integrata che mette in relazione salute umana, equilibrio ambientale e sviluppo economico, ridefinendo la longevità come risultato dei sistemi che regolano la vita contemporanea. In uno scenario caratterizzato dall’aumento delle malattie croniche, dall’invecchiamento della popolazione e dall’impatto dei fattori ambientali sulla salute, emerge la necessità di superare un approccio esclusivamente medico. Una quota significativa delle patologie croniche risulta infatti prevenibile intervenendo su alimentazione, ambiente, città e modelli sociali, con effetti rilevanti anche sul piano economico. Il Summit si inserisce in questo contesto come piattaforma di confronto internazionale, proponendo una visione della longevità come qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza, in relazione a sistemi sostenibili e interconnessi. Un ecosistema interdisciplinare tra ricerca, innovazione e società Il Milan Longevity Summit 2026 si sviluppa in un programma di quattro giorni, coinvolgendo 12 settori interconnessi, tra cui salute, alimentazione, tecnologia, finanza, infrastrutture urbane, educazione e cultura. Il confronto si articola in quattro principali aree tematiche: Policy & Capital, dedicata a governance e investimenti Market Transformation, focalizzata su innovazione e modelli economici Science, centrata sulla ricerca sulla longevità People, dedicata alla dimensione sociale, alla salute mentale, al lavoro e all’educazione Accanto al programma congressuale presso l’Allianz MiCo, il Summit si estende alla città con iniziative aperte al pubblico, tra cui le Longevity Houses e installazioni immersive, con l’obiettivo di rendere i temi della longevità accessibili e partecipati. Il Summit riunisce una comunità internazionale composta da scienziati, ricercatori, imprese, investitori e istituzioni, favorendo il dialogo tra discipline e settori diversi. Dopo Milano, il confronto proseguirà con il Vatican Longevity Summit, rafforzando il dialogo tra scienza, etica e istituzioni. Il Milan Longevity Summit si conferma così come uno spazio di riferimento per il dibattito sulla longevità, contribuendo a promuovere un approccio integrato che unisce ricerca scientifica, innovazione, economia e dimensione sociale. A breve verrà svelato il programma dell’evento. Scopri di più sul sito del Milan Longevity Summit

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Premio Longevitas: al dott. Maurizio Nicolaio il terzo posto per uno studio innovativo sulla fragilità

Il dott. Maurizio Nicolaio ha ottenuto il terzo posto al Premio Longevitas, promosso dalla Fondazione Longevitas, con una tesi che affronta in modo innovativo il tema della misurazione della fragilità nella popolazione anziana. Il riconoscimento conferma l’attenzione crescente verso approcci metodologici avanzati in un ambito cruciale per la ricerca sull’invecchiamento. Al centro del lavoro, intitolato “Indicatori di fragilità basati sulla teoria degli insiemi parzialmente ordinati: proposte operative e innovazioni metodologiche”, vi è lo sviluppo di nuovi strumenti analitici per la valutazione della fragilità, fondati sull’applicazione della teoria degli insiemi parzialmente ordinati. Si tratta di un approccio che consente di rappresentare e confrontare condizioni complesse senza ricondurle necessariamente a scale lineari, offrendo quindi una lettura più articolata e realistica dei profili di vulnerabilità individuale. In un contesto in cui la fragilità è sempre più riconosciuta come fenomeno multidimensionale, che coinvolge aspetti clinici, funzionali e sociali, il contributo metodologico proposto si distingue per la capacità di superare modelli tradizionali basati su indicatori aggregati. L’impostazione adottata permette infatti di cogliere le relazioni tra variabili eterogenee, migliorando la precisione nella classificazione dei livelli di fragilità e, potenzialmente, il supporto ai processi decisionali in ambito sanitario e di welfare. La cerimonia di premiazione si terrà il 23 aprile 2026 alle ore 15:00 presso la Sala Zuccari, nell’ambito di un evento istituzionale promosso su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris. Il premio prevede anche un riconoscimento economico pari a 500 euro. Oltre al riconoscimento formale, il dott. Nicolaio avrà l’opportunità di presentare i risultati della propria ricerca durante il Milan Longevity Summit, in programma a Milano il 25 e 26 maggio 2026, contribuendo così alla diffusione e al confronto scientifico su tematiche chiave per la longevità. Questo risultato si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento della ricerca interdisciplinare sull’invecchiamento, in cui l’integrazione tra competenze statistiche, matematiche e socio-sanitarie rappresenta un elemento strategico. In particolare, lo sviluppo di modelli innovativi per la misurazione della fragilità risponde alla necessità di disporre di strumenti più accurati per l’analisi dei bisogni della popolazione anziana, con ricadute rilevanti in termini di programmazione dei servizi, prevenzione e personalizzazione degli interventi. Dal punto di vista critico, è importante sottolineare che l’efficacia operativa di approcci metodologici avanzati come quello proposto dipenderà dalla loro applicabilità nei contesti reali, inclusa la disponibilità e qualità dei dati e la capacità di integrazione nei sistemi informativi esistenti. Tuttavia, il lavoro premiato rappresenta un passo significativo verso una misurazione più sofisticata e aderente alla complessità dell’invecchiamento, coerente con le priorità della ricerca contemporanea e con gli obiettivi del programma Age-It. Scopri il programma della Premiazione del Premio Longevitas 2026

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