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R2I – Research to Innovate Italy: a Bologna la prima edizione della nuova piattaforma nazionale per ricerca e innovazione

Un nuovo appuntamento strategico per il sistema italiano dell’innovazione Il 12 e 13 maggio 2026 Bologna ospiterà la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione della ricerca e al rafforzamento del dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e attori finanziari. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ART-ER. R2I nasce come evoluzione del consolidato appuntamento R2B – Research to Business e si propone come una piattaforma permanente di confronto strategico e operativo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione più integrato e competitivo, capace di favorire sinergie tra territori, attrarre risorse europee e sostenere il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca al sistema produttivo. Un programma articolato tra co-creazione, visione e networking La manifestazione si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. INNOVATE è dedicato a laboratori di co-creazione e confronto tra attori dell’innovazione; INSPIRE propone momenti di approfondimento e indirizzo strategico sulle politiche della ricerca; CONNECT & DISCOVER favorisce il networking e la valorizzazione di progetti, competenze ed eccellenze. Attraverso questa struttura, R2I intende superare la frammentazione territoriale e rafforzare il coordinamento tra livelli regionale, nazionale ed europeo. L’iniziativa ambisce inoltre a produrre proposte concrete a supporto delle politiche pubbliche e ad aumentare la capacità del sistema italiano di accedere ai finanziamenti competitivi e di generare impatti economici e sociali duraturi. In programma la Riunione di Coordinamento PNRR All’interno della manifestazione, il 12 maggio dalle ore 14:00 alle 15:30, presso la Sala Cobalto dell’Ex GAM – Galleria d’Arte Moderna, si terrà la Riunione di Coordinamento PNRR – Missione 4, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”. L’incontro rappresenta un momento di confronto operativo tra i soggetti coinvolti nell’attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate al rafforzamento del sistema della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. L’obiettivo è favorire l’allineamento delle attività, la condivisione degli avanzamenti e il coordinamento tra i diversi programmi finanziati. La partecipazione a R2I è gratuita previa registrazione sul sito ufficiale della manifestazione, mentre la partecipazione alla Riunione di Coordinamento PNRR è riservata ai soggetti invitati. Scopri il Programma QUI   

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Shaping Ageing Futures: a Milano-Bicocca un workshop sulle sfide delle società che invecchiano

  Il 20 maggio 2026, il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ospiterà il workshop “Shaping Ageing Futures: Emerging Societal Challenges and Research Directions”, un incontro dedicato all’analisi delle principali trasformazioni sociali, economiche e culturali connesse all’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività del gruppo di ricerca Ageing Societies, impegnato nello studio dei cambiamenti che interessano le società contemporanee in un contesto di crescente longevità. Il workshop si terrà in presenza, dalle ore 10:00 alle 12:30, presso l’Aula Pagani (edificio U7), e riunirà studiose e studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto sulle nuove sfide poste dall’invecchiamento e sulle direzioni future della ricerca, in una prospettiva capace di integrare approcci sociologici, demografici, economici e di policy. Le nuove sfide delle ageing societies L’aumento dell’aspettativa di vita e la progressiva trasformazione della struttura per età della popolazione stanno ridefinendo in profondità il funzionamento delle società contemporanee. Temi come la sostenibilità dei sistemi di welfare, l’evoluzione dei modelli familiari, il lavoro di cura, la partecipazione sociale e l’inclusione digitale rappresentano oggi ambiti centrali per comprendere gli effetti dell’invecchiamento e per individuare risposte adeguate sul piano delle politiche pubbliche. In questo contesto, il workshop intende stimolare una riflessione sulle questioni emergenti che caratterizzeranno i prossimi decenni, mettendo in dialogo prospettive teoriche e risultati empirici. L’approccio interdisciplinare consente di cogliere la complessità dei processi in atto e di valorizzare il contributo di diverse tradizioni di ricerca nello studio dell’ageing. Verso nuove traiettorie di ricerca e innovazione “Shaping Ageing Futures” si inserisce nel più ampio dibattito scientifico internazionale sulle prospettive future delle società che invecchiano. L’iniziativa mira a rafforzare il confronto tra discipline e a promuovere lo sviluppo di approcci innovativi per l’analisi dei processi di invecchiamento, contribuendo alla definizione di nuove domande di ricerca e di strumenti interpretativi più efficaci. Attraverso momenti di discussione e condivisione, il workshop offrirà un’occasione per consolidare reti di collaborazione e favorire la costruzione di conoscenze utili a orientare politiche e interventi in grado di rispondere alle trasformazioni demografiche in corso. In un’epoca in cui la longevità rappresenta una delle grandi sfide del XXI secolo, comprendere come “dare forma” ai futuri dell’invecchiamento significa contribuire a progettare società più inclusive, sostenibili e attente al benessere lungo tutto il corso della vita.

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Articolo open access: “Ageing and Welfare in Transition”, un’analisi interdisciplinare per ripensare l’invecchiamento

Un contributo scientifico nell’ambito del progetto Age-It È disponibile in open access il volume “Ageing and Welfare in Transition. Social, Legal, Economic, and Mobility Perspectives for an Inclusive Society”, curato da Carmine Clemente, Letizia Carrera, Claudia Morgana Cascione ed Elisabetta Venezia e pubblicato da FrancoAngeli. Il libro si colloca all’interno delle attività del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, e propone una riflessione strutturata sulle trasformazioni demografiche in atto. L’obiettivo è offrire una lettura integrata dell’invecchiamento, superando approcci settoriali e frammentati, e contribuendo al dibattito su politiche e modelli di welfare più adeguati alle società che invecchiano. Invecchiamento attivo tra condizioni sociali e accesso alle risorse Attraverso contributi che intrecciano prospettive sociologiche, giuridiche ed economiche, il volume analizza i fattori che incidono sulla possibilità di un invecchiamento attivo e inclusivo. Emergono in modo chiaro le condizioni che favoriscono o limitano la partecipazione sociale delle persone anziane: livello di istruzione, disponibilità economica, stato di salute e qualità delle reti sociali. In questo quadro, l’invecchiamento non è descritto come un processo uniforme, ma come un fenomeno profondamente segnato da disuguaglianze, che richiede interventi mirati e differenziati. Il volume contribuisce così a spostare l’attenzione dalla dimensione puramente individuale a quella sistemica, evidenziando il ruolo delle politiche pubbliche nel creare contesti favorevoli all’autonomia. Spazi urbani, digitalizzazione e mobilità: le infrastrutture dell’inclusione Una parte rilevante dell’analisi è dedicata al ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che sostengono la vita quotidiana. Gli spazi urbani e la prossimità ai servizi vengono individuati come elementi chiave per garantire indipendenza e qualità della vita, mentre la digitalizzazione del welfare è interpretata in una doppia prospettiva: da un lato opportunità per ampliare l’accesso ai servizi, dall’altro potenziale fattore di esclusione per chi non dispone di competenze o strumenti adeguati. In parallelo, il volume propone una lettura della mobilità come infrastruttura fondamentale per l’inclusione sociale, sottolineando come la possibilità di muoversi incida direttamente sulla partecipazione e sull’accesso alle opportunità. Verso politiche integrate per l’active ageing Nel complesso, il lavoro evidenzia come l’active ageing non possa essere promosso esclusivamente come responsabilità individuale, ma richieda un ripensamento delle infrastrutture sociali, urbane e istituzionali. La sfida dell’invecchiamento implica infatti la costruzione di politiche integrate, capaci di tenere insieme dimensioni sociali, territoriali e tecnologiche. Il volume si configura quindi come uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori, contribuendo a definire un approccio più sistemico e sostenibile all’invecchiamento della popolazione. Il volume è disponibile in open access cliccando qui

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Scambio internazionale su invecchiamento e inclusione digitale: il 34° DIHAC Cross-cultural Exchange Meeting

Un confronto globale su ageing e inclusione Il 22 aprile 2026 si è tenuto il 34° Cross-cultural Exchange Meeting promosso nell’ambito dello studio internazionale Digitally Inclusive, Healthy Ageing Communities (DIHAC), un’iniziativa che riunisce ricercatori e istituzioni impegnati nell’analisi delle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione. L’incontro, svolto in modalità online, si inserisce in un ciclo consolidato di appuntamenti dedicati allo scambio interdisciplinare e interculturale, con l’obiettivo di condividere approcci, dati e modelli di intervento per promuovere comunità più inclusive e sostenibili. Il contributo accademico e il ruolo della cooperazione internazionale Tra i protagonisti dell’evento figurano Michele Bertani, Assistant Professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha svolto il ruolo di chair, e Vanna Boffo, professoressa di pedagogia all’Università di Firenze, intervenuta come speaker. Accanto a loro, la partecipazione di studiosi provenienti da contesti accademici internazionali, tra cui Nuttée Suree (Chiang Mai University), ha rafforzato il carattere globale del confronto. L’incontro ha evidenziato l’importanza della cooperazione scientifica internazionale nel comprendere le dinamiche dell’invecchiamento e nel sviluppare risposte coordinate, capaci di integrare dimensioni educative, sociali e tecnologiche. Inclusione digitale e ageing: sfide e opportunità Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie digitali come leva per favorire l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone anziane. L’accesso ai servizi digitali, la formazione continua e lo sviluppo di competenze digitali emergono come fattori chiave per sostenere l’autonomia e la partecipazione attiva nelle fasi avanzate della vita. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la necessità di evitare nuove forme di esclusione, legate al divario digitale e alle disuguaglianze socio-economiche. Oltre il confronto: verso modelli integrati di intervento Il meeting DIHAC conferma il valore degli scambi internazionali come strumenti di costruzione di conoscenza condivisa e di orientamento delle politiche pubbliche. In un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, l’invecchiamento non può essere affrontato in modo frammentato, ma richiede approcci integrati, capaci di connettere ricerca, innovazione e governance. In questa prospettiva, iniziative come il DIHAC rappresentano un laboratorio di confronto utile per sviluppare strategie efficaci e sostenibili, contribuendo al dibattito globale sul futuro delle società che invecchiano. Scopri di più sul sito cliccando qui 

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L’italia che invecchia: da sfida a opportunità – su Panorama della Sanità un articolo di Alessandra Petrucci

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. Leggi l’articolo su Panorama della Sanità

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Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza: il 27 aprile a Bologna la presentazione del progetto Migr–Aging

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. L’incontro si terrà lunedì 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, in modalità ibrida: in presenza, presso l’Aula Ardigò, Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45, Bologna); online, tramite piattaforma Teams cliccando qui ID riunione: 358 232 650 545 073 Passcode: Xk9EW7C4 Per ulteriori informazioni è possibile contattare marco.alberio2@unibo.it o alice.lomonaco2@unibo.it

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Aree interne e dinamiche demografiche: il 27 aprile un confronto su economia e politiche di coesione

Territori, demografia e sviluppo: il focus dell’incontro Il 27 aprile 2026, alle ore 15:00, si terrà online su Zoom l’evento “L’economia dei territori tra dinamiche demografiche e politiche di coesione: il caso delle aree interne”, promosso come momento di riflessione sui cambiamenti strutturali che stanno interessando il sistema socio-economico italiano. L’iniziativa, organizzata in occasione della presentazione della rivista Economia&Lavoro, si inserisce nel dibattito sulle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione e al riequilibrio territoriale, con particolare attenzione alle aree interne, spesso caratterizzate da fragilità demografica e marginalità economica . Il contributo accademico al dibattito sulle politiche di coesione L’incontro vedrà il coinvolgimento di autorevoli studiosi del panorama accademico italiano. L’introduzione sarà affidata a Francesca Bettio (Università di Siena), mentre il confronto sarà animato dagli interventi di Paolo Liberati (Università Roma Tre) e Gianfranco Viesti (Università di Bari Aldo Moro). Le conclusioni saranno curate da Luisa Corazza (Università del Molise). Il dialogo tra economisti e studiosi delle politiche pubbliche consentirà di approfondire il legame tra dinamiche demografiche, sviluppo economico e strumenti di intervento pubblico, evidenziando criticità e opportunità nei contesti territoriali più periferici . Aree interne e ageing: una sfida per le politiche pubbliche Il tema delle aree interne si intreccia in modo diretto con le sfide poste dall’healthy ageing e dalla sostenibilità dei sistemi di welfare. In questi territori, infatti, la combinazione di spopolamento, invecchiamento e accesso limitato ai servizi rende necessario ripensare modelli di sviluppo e strategie di coesione. In questo quadro, l’evento rappresenta un’occasione per discutere approcci innovativi e strumenti di policy in grado di contrastare le disuguaglianze territoriali e promuovere una maggiore inclusione economica e sociale. Il confronto si colloca in linea con le priorità di ricerca del programma Age-It, contribuendo a rafforzare il dialogo tra ricerca accademica e decisori pubblici. Registrati e partecipa cliccando qui

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Transizione digitale e trasformazioni socio-economiche: a Firenze il secondo seminario del ciclo IRPET – 17 marzo 2026

Prosegue il ciclo di seminari “Transizioni in corso: demografia, digitale ed ecologia tra sfide e opportunità”, promosso da IRPET, con un secondo appuntamento dedicato all’analisi delle implicazioni economiche e sociali della transizione digitale in Toscana. L’incontro si terrà il 17 aprile 2026, a partire dalle ore 9:20, presso la Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento che mira a mettere in relazione tre grandi dinamiche di cambiamento – demografica, digitale ed ecologica – evidenziandone le interconnessioni e gli effetti sui sistemi territoriali. In questo quadro, il focus sulla transizione digitale rappresenta un passaggio cruciale per comprendere come l’innovazione tecnologica stia ridefinendo strutture economiche, modelli organizzativi e comportamenti sociali. Il seminario intende offrire uno spazio di confronto tra il mondo della ricerca, le istituzioni e i decisori pubblici, a partire dalle analisi sviluppate da IRPET. Al centro del dibattito vi saranno le trasformazioni del sistema produttivo regionale, sempre più orientato verso processi digitalizzati, e le conseguenze sul mercato del lavoro, in termini di competenze richieste, nuovi profili professionali e possibili rischi di polarizzazione occupazionale. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla pubblica amministrazione, chiamata a un’evoluzione che non riguarda soltanto l’adozione di tecnologie, ma anche la revisione dei processi e dei modelli di servizio, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e l’accessibilità. Parallelamente, la digitalizzazione incide sui comportamenti di consumo, contribuendo alla diffusione di nuovi modelli di relazione tra cittadini, imprese e servizi. L’approccio adottato nel ciclo “Transizioni in corso” sottolinea la necessità di interpretare la trasformazione digitale non come un fenomeno isolato, ma come parte di un cambiamento sistemico che coinvolge l’intero assetto socio-economico. In questo senso, la dimensione territoriale assume un ruolo centrale: le opportunità e i rischi della digitalizzazione si distribuiscono infatti in modo differenziato, rendendo necessarie politiche mirate e contestualizzate. Il seminario rappresenta quindi un’occasione per discutere non solo gli effetti della transizione digitale, ma anche le strategie più efficaci per governarla, valorizzando le potenzialità dell’innovazione e mitigandone gli impatti critici. Tra questi, emergono temi quali il divario digitale, l’accesso alle competenze e la capacità delle imprese e delle istituzioni di adattarsi a un contesto in rapida evoluzione. Leggi il programma   

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“Just Evolve”: linguaggio, rappresentazioni e inclusione al centro della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down

In occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down del 21 marzo 2026, la campagna internazionale “Just Evolve”, promossa da CoorDown e sostenuta da Fondazione Cariplo, pone al centro del dibattito pubblico il ruolo del linguaggio nella costruzione dell’inclusione. L’iniziativa parte da un presupposto chiaro: l’uso di termini legati alla disabilità come insulto, metafora denigratoria o espediente comico non è un fenomeno neutro né marginale. Si tratta, al contrario, di una pratica che contribuisce a rafforzare un immaginario abilista, alimentando stereotipi e semplificazioni che hanno effetti concreti sulla vita delle persone con disabilità. La riduzione della disabilità a etichetta o scorciatoia narrativa limita infatti le possibilità di partecipazione sociale e legittima forme più o meno esplicite di discriminazione. “Just Evolve” invita quindi a un cambiamento culturale che parta dal linguaggio, inteso non come elemento superficiale ma come dispositivo che orienta percezioni, relazioni e comportamenti. In questa prospettiva, scegliere parole più accurate e rispettose rappresenta un passaggio necessario per promuovere contesti sociali più equi e inclusivi. La campagna si inserisce all’interno di un impegno più ampio di Fondazione Cariplo, in particolare attraverso il programma “Destinazione Autonomia”, che prevede un investimento di 20 milioni di euro per sostenere la realizzazione di 1.000 progetti di vita per persone con disabilità. Gli interventi riguardano ambiti chiave quali abitare, lavoro, accesso alla cultura e tecnologie per l’autonomia. Dal 2003, la Fondazione ha già supportato oltre 160 progetti legati all’abitare e 35 iniziative di inserimento lavorativo, contribuendo a tradurre i principi di inclusione in opportunità concrete. Accanto alle azioni strutturali, la campagna punta anche su strumenti di sensibilizzazione e coinvolgimento pubblico. I canali social di CoorDown ospitano testimonianze dirette di persone con disabilità e delle loro famiglie, mentre un agente di intelligenza artificiale sviluppato con FAIRFLAI guida utenti e organizzazioni nell’individuazione di comportamenti e pratiche inclusive a partire dall’uso del linguaggio. Particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento di attori chiave – media, aziende, scuole, istituzioni – chiamati a contribuire attivamente al cambiamento culturale. Tra le azioni promosse, anche il sostegno a iniziative di advocacy, come la proposta di revisione di termini obsoleti presenti nel linguaggio istituzionale. Il contesto attuale rende questa riflessione particolarmente rilevante. Nonostante anni di campagne di sensibilizzazione, si registra una rinnovata diffusione di espressioni offensive legate alla disabilità, anche in ambiti pubblici e mediatici ad alta visibilità. Questo fenomeno contribuisce a normalizzare l’uso di tali termini nella vita quotidiana, dal contesto scolastico a quello lavorativo. In questo scenario, “Just Evolve” si configura non solo come una campagna di comunicazione, ma come una chiamata all’azione collettiva. Il messaggio è esplicito: il cambiamento del linguaggio rappresenta il primo passo di un processo più ampio, che deve tradursi in politiche, servizi e pratiche capaci di garantire piena cittadinanza e pari opportunità alle persone con disabilità.

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Data Summit: la sfida della governance dei dati sanitari per l’Italia

Nel corso del Data Summit, il tema della governance dei dati sanitari e del loro utilizzo secondario è emerso come una delle priorità strategiche per il futuro dei sistemi sanitari europei. La capacità di raccogliere, integrare e valorizzare i dati rappresenta infatti una leva decisiva per sostenere ricerca, innovazione e qualità delle cure, oltre che per migliorare la programmazione delle politiche pubbliche. In questo contesto si inserisce l’analisi di Giulia Toniutti, pubblicata su INNLIFES il 25 marzo 2026, che offre una lettura comparata del posizionamento italiano rispetto ad alcuni modelli europei già più strutturati, in particolare Finlandia e Belgio. Il nodo italiano: frammentazione e governance L’articolo evidenzia come l’Italia si trovi oggi in una fase di transizione. Negli ultimi anni sono stati avviati strumenti rilevanti, come il Fascicolo Sanitario Elettronico e l’Ecosistema dei Dati Sanitari, con il coordinamento di Agenas, ma il sistema resta caratterizzato da una forte frammentazione, legata sia all’organizzazione regionale della sanità sia alla disomogeneità dei sistemi informativi. Il punto critico non riguarda soltanto la disponibilità tecnologica, ma soprattutto la definizione di un modello di governance chiaro, capace di regolare in modo efficace l’accesso e l’uso dei dati per finalità secondarie. Senza un quadro condiviso di regole, processi e responsabilità, il rischio è che il potenziale informativo rimanga sottoutilizzato. Il confronto europeo: modelli già operativi Il confronto con altri Paesi europei evidenzia possibili traiettorie di sviluppo. La Finlandia rappresenta uno dei casi più avanzati, grazie a un sistema centralizzato per l’accesso ai dati sanitari e sociali che consente utilizzi secondari in modo regolato, sicuro e trasparente. Il modello finlandese si distingue per l’efficienza dei processi autorizzativi e per l’elevato livello di integrazione dei dati. Il Belgio, pur partendo da una situazione inizialmente frammentata, ha intrapreso un percorso di progressiva centralizzazione attraverso la creazione di un’agenzia nazionale dedicata, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai dati e migliorare la coerenza del sistema. Questi esempi mettono in luce un elemento comune: la presenza di un soggetto istituzionale chiaramente identificato, responsabile della gestione e della regolazione dell’uso dei dati. Oltre la tecnologia: qualità, competenze e fiducia Un aspetto rilevante, sottolineato anche nel dibattito emerso al Data Summit, riguarda il fatto che la sfida non è esclusivamente tecnologica. La disponibilità di infrastrutture digitali, pur necessaria, non è sufficiente se non accompagnata da: qualità e standardizzazione del dato, fondamentali per garantire analisi affidabili; competenze professionali, sia tecniche sia organizzative, per gestire processi complessi; processi autorizzativi chiari e trasparenti, in grado di facilitare l’accesso senza compromettere la sicurezza; fiducia dei cittadini, elemento imprescindibile per l’accettabilità sociale dell’uso secondario dei dati. Sotto questo profilo, il caso italiano evidenzia una criticità strutturale: la difficoltà di coniugare autonomia regionale e costruzione di un’infrastruttura nazionale realmente interoperabile. La cornice europea: lo European Health Data Space Il percorso di riforma si colloca all’interno dello European Health Data Space (EHDS), che definisce un quadro normativo comune per l’accesso e la condivisione dei dati sanitari in Europa. L’obiettivo è creare un ecosistema in cui i dati possano essere utilizzati in modo sicuro e regolato per finalità di ricerca, innovazione e policymaking. Per l’Italia, l’allineamento all’EHDS rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una pressione: da un lato, consente di inserirsi in una rete europea di conoscenza; dall’altro, richiede un’accelerazione nei processi di standardizzazione e governance. Una sfida sistemica L’analisi proposta da Toniutti, in linea con quanto emerso al Data Summit, suggerisce che la costruzione di un modello efficace di governance dei dati sanitari non può essere affrontata come un intervento settoriale. Si tratta di una trasformazione sistemica che coinvolge istituzioni, infrastrutture, competenze e cultura organizzativa. Una lettura più critica impone però di non sottovalutare alcune complessità. La centralizzazione, spesso indicata come soluzione, comporta anche rischi: rigidità burocratiche, rallentamento dei processi decisionali e potenziali criticità nella gestione della privacy. Allo stesso tempo, la qualità del dato resta una variabile decisiva: senza dati completi, accurati e interoperabili, anche il miglior modello di governance rischia di risultare inefficace.   Il confronto tra Italia, Finlandia e Belgio mostra che non esiste un unico modello, ma alcune condizioni abilitanti appaiono imprescindibili: chiarezza istituzionale, qualità del dato, efficienza dei processi e fiducia. Per l’Italia, la sfida è duplice: superare la frammentazione senza comprimere le specificità territoriali e costruire una governance capace di rendere i dati sanitari una risorsa pubblica realmente utile. Non si tratta solo di adottare nuove tecnologie, ma di ridefinire il modo in cui il sistema sanitario produce, condivide e utilizza conoscenza. Leggi l’articolo completo qui

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