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Innovazione e finanziamenti 2026: due webinar dell’Università di Firenze per le imprese

L’Università di Firenze promuove “Innovazione e finanziamenti 2026: come collaborare con l’Università di Firenze”, un webinar rivolto alle piccole e medie imprese interessate a sviluppare progetti di innovazione insieme all’Ateneo. L’iniziativa illustrerà le opportunità di collaborazione con l’Università, mostrando come accedere a competenze specialistiche, laboratori e ricerca applicata per trasformare idee innovative in progetti concreti. Durante l’incontro saranno inoltre presentati esempi di collaborazione e casi di successo realizzati con imprese del territorio. La partecipazione è gratuita e il webinar sarà proposto in due appuntamenti: 9 luglio 2026 (13:30-15:00) e 21 luglio 2026 (16:00-17:30). L’iscrizione è aperta tramite modulo online. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a brevetti@unifi.it oppure iuf@csavri.unifi.it.

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Meet in Italy for Life Sciences 2026: a Roma il principale appuntamento nazionale dedicato alle Scienze della Vita

Il 13 e 14 ottobre 2026 Roma ospiterà una nuova edizione di Meet in Italy for Life Sciences (MIT4LS), il principale evento nazionale di networking dedicato al settore delle Scienze della Vita. Promossa dal Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI, la manifestazione rappresenta uno dei principali punti di incontro tra ricerca, imprese, istituzioni, investitori e professionisti del comparto biomedicale e sanitario, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove collaborazioni scientifiche, industriali e tecnologiche. L’iniziativa si rivolge a ricercatori, università, centri di ricerca, startup, PMI innovative, grandi imprese, enti pubblici e investitori interessati a sviluppare progetti congiunti e a valorizzare i risultati della ricerca attraverso il trasferimento tecnologico e l’innovazione. Anche quest’anno il programma prevede un ricco calendario di conferenze, workshop tematici, incontri di matchmaking tra imprese e ricercatori, un’ampia Area Expo dedicata alle organizzazioni del settore e numerose occasioni di networking. Tra i temi al centro dell’edizione 2026 figurano l’innovazione nelle life sciences, la competitività della ricerca, la sostenibilità dei sistemi sanitari, la medicina del futuro e il rafforzamento della collaborazione tra mondo accademico, industria e istituzioni. MIT4LS rappresenta inoltre un’importante opportunità per startup e gruppi di ricerca interessati a presentare le proprie tecnologie, individuare nuovi partner progettuali e accedere a opportunità di finanziamento nazionali ed europee. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. È già possibile prenotare il proprio posto e consultare il programma in continuo aggiornamento sul sito ufficiale della manifestazione. Gli organizzatori segnalano inoltre che sono aperte le opportunità di sponsorship, gli spazi espositivi dell’Area Expo e la Call for Workshop. Per informazioni è possibile contattare la Segreteria Organizzativa all’indirizzo meet2026@mzevents.it. Iscriviti e Partecipa

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Lombardia, via libera al Geriatra di Comunità: un nuovo passo verso una sanità territoriale più vicina agli anziani fragili

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una risoluzione che introduce la figura del Geriatra di Comunità, individuandola come elemento strategico per rafforzare la sanità territoriale e migliorare la presa in carico delle persone anziane fragili. L’iniziativa rappresenta un importante riconoscimento del ruolo della geriatria nell’evoluzione del Servizio sanitario, in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente diffusione delle condizioni di fragilità e multimorbilità. La risoluzione si inserisce nel percorso di riorganizzazione previsto dal DM 77, che punta a rafforzare l’assistenza di prossimità attraverso le Case della Comunità, l’integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari e una maggiore continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Tra gli impegni indicati dal Consiglio Regionale figurano l’avvio di sperimentazioni organizzative del Geriatra di Comunità all’interno delle Case della Comunità e delle reti territoriali, la promozione dello screening della fragilità e della valutazione multidimensionale della persona anziana, il rafforzamento della presenza della geriatria negli ospedali per acuti e nei Pronto Soccorso, lo sviluppo e il collegamento in rete delle Frailty Unit, il sostegno alla formazione e al reclutamento di nuovi specialisti e l’istituzione di un Gruppo di Lavoro regionale con funzioni consultive in materia di geriatria. L’obiettivo è favorire un modello assistenziale capace di intercettare precocemente la fragilità, coordinare gli interventi dei diversi professionisti e accompagnare la persona anziana lungo tutto il percorso di cura, evitando la frammentazione dei servizi e riducendo il ricorso improprio all’ospedalizzazione. L’approvazione della risoluzione rappresenta un segnale significativo anche dal punto di vista culturale. Il documento riconosce infatti che la fragilità non può essere affrontata esclusivamente come una somma di patologie, ma richiede competenze specialistiche, valutazioni multidimensionali e un approccio integrato che coinvolga ospedali, medicina territoriale, servizi sociali e caregiver. La sfida, ora, sarà tradurre gli indirizzi della risoluzione in interventi concreti, sostenibili e misurabili, affinché la figura del Geriatra di Comunità possa contribuire a costruire un sistema di assistenza sempre più efficace nel rispondere ai bisogni di una popolazione che vive più a lungo e presenta esigenze assistenziali sempre più complesse.

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Uno studio Age-It pubblicato su Nature Aging: una nuova strategia per contrastare il declino del sistema ematopoietico legato all’invecchiamento

La prestigiosa rivista Nature Aging ha pubblicato lo studio “Therapeutic inhibition of telomeric DNA damage response rescues hematopoietic dysfunction driven by telomere shortening and aging“, firmato da Alessia Oppezzo, Sara Sepe, Giada Cicio e colleghi, sotto la supervisione del Prof. Fabrizio d’Adda di Fagagna, tra i principali esperti internazionali nello studio dei telomeri, della senescenza cellulare e dei meccanismi biologici dell’invecchiamento. Lo studio affronta uno dei processi chiave dell’invecchiamento: il progressivo deterioramento del sistema ematopoietico, responsabile della produzione delle cellule del sangue e del corretto funzionamento del sistema immunitario. Con l’avanzare dell’età, infatti, i telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – si accorciano progressivamente e accumulano danni. Questo fenomeno favorisce la comparsa della senescenza cellulare, uno stato in cui le cellule smettono di dividersi e rilasciano molecole pro-infiammatorie che contribuiscono al declino dei tessuti. I ricercatori hanno individuato un ruolo cruciale della cosiddetta risposta al danno del DNA telomerico (telomeric DNA damage response, tDDR), un meccanismo che viene attivato quando i telomeri risultano compromessi. Lo studio dimostra che questa risposta non rappresenta soltanto un indicatore del danno cellulare, ma contribuisce direttamente al deterioramento delle cellule staminali ematopoietiche durante l’invecchiamento. Per verificare questa ipotesi, il gruppo di ricerca ha utilizzato una strategia sperimentale basata su oligonucleotidi antisenso telomerici (tASO), progettati per inibire specifici RNA non codificanti coinvolti nell’attivazione della tDDR. L’intervento ha permesso di ridurre la risposta al danno nei tessuti ematopoietici, limitare i processi di senescenza e infiammazione e migliorare la funzionalità delle cellule staminali responsabili della produzione delle cellule del sangue. I risultati sono stati osservati in modelli murini con deficit di telomerasi, che riproducono alcune caratteristiche dell’invecchiamento associato all’accorciamento dei telomeri, ma anche in topi anziani fisiologicamente invecchiati. Inoltre, il trattamento sperimentale ha migliorato ex vivo la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche ottenute da donatori umani anziani, suggerendo una potenziale rilevanza anche per future applicazioni cliniche. Secondo gli autori, questi risultati identificano la risposta al danno del DNA telomerico come un importante fattore responsabile del declino ematopoietico associato all’età e indicano l’inibizione della tDDR mediante tASO come una promettente strategia terapeutica per le patologie legate ai telomeri e, più in generale, per contrastare alcuni effetti biologici dell’invecchiamento.

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Longevity: la demografia come opportunità per il futuro – Intervista a Daniele Vignoli su Manageritalia – Milano Longevity Summit 2026

L’invecchiamento della popolazione è spesso descritto come una sfida per il welfare e per la sostenibilità dei sistemi economici e sociali. Daniele Vignoli, tra i principali demografi europei, propone invece una lettura diversa attraverso il concetto di positive demography, che interpreta i cambiamenti demografici come un’opportunità di sviluppo e innovazione. Intervistato in vista del Milan Longevity Summit 2026, di cui Manageritalia è partner, Vignoli sottolinea come l’allungamento della vita rappresenti il risultato di un importante progresso storico. Vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute può infatti offrire nuove possibilità per ripensare il modo in cui lavoriamo, viviamo e collaboriamo lungo tutto l’arco della vita. La longevità come motore di innovazione Secondo Vignoli, una popolazione più longeva può favorire lo sviluppo della silver economy, stimolare l’innovazione nei servizi e nelle tecnologie e valorizzare il contributo delle persone nelle età mature. L’invecchiamento non dovrebbe quindi essere considerato esclusivamente un costo per pensioni e assistenza, ma anche una risorsa in termini di esperienza, competenze e partecipazione sociale. In questo scenario, imprese e organizzazioni sono chiamate ad adottare strategie di age management, investendo nella formazione continua, nella flessibilità dei percorsi professionali e nella valorizzazione della collaborazione tra generazioni diverse. Modelli organizzativi più inclusivi possono contribuire a rafforzare produttività e resilienza nel lungo periodo. Ripensare politiche e organizzazione del lavoro La positive demography invita a superare una visione difensiva dell’invecchiamento e a sviluppare politiche integrate che coinvolgano lavoro, salute, famiglia e istruzione. Per l’Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, questo significa investire nei giovani, nei servizi e in un nuovo equilibrio tra generazioni. Il messaggio rivolto a manager e decisori pubblici è chiaro: la questione non è quanto costi l’invecchiamento, ma come trasformare gli anni di vita guadagnati in anni attivi, produttivi e in buona salute. In questa prospettiva, la longevità può diventare un vantaggio competitivo e sociale per l’intera collettività. Leggi l’intervista integrale QUI   

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R2I – Research to Innovate Italy: a Bologna la prima edizione della nuova piattaforma nazionale per ricerca e innovazione

Un nuovo appuntamento strategico per il sistema italiano dell’innovazione Il 12 e 13 maggio 2026 Bologna ospiterà la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione della ricerca e al rafforzamento del dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e attori finanziari. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ART-ER. R2I nasce come evoluzione del consolidato appuntamento R2B – Research to Business e si propone come una piattaforma permanente di confronto strategico e operativo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione più integrato e competitivo, capace di favorire sinergie tra territori, attrarre risorse europee e sostenere il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca al sistema produttivo. Un programma articolato tra co-creazione, visione e networking La manifestazione si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. INNOVATE è dedicato a laboratori di co-creazione e confronto tra attori dell’innovazione; INSPIRE propone momenti di approfondimento e indirizzo strategico sulle politiche della ricerca; CONNECT & DISCOVER favorisce il networking e la valorizzazione di progetti, competenze ed eccellenze. Attraverso questa struttura, R2I intende superare la frammentazione territoriale e rafforzare il coordinamento tra livelli regionale, nazionale ed europeo. L’iniziativa ambisce inoltre a produrre proposte concrete a supporto delle politiche pubbliche e ad aumentare la capacità del sistema italiano di accedere ai finanziamenti competitivi e di generare impatti economici e sociali duraturi. In programma la Riunione di Coordinamento PNRR All’interno della manifestazione, il 12 maggio dalle ore 14:00 alle 15:30, presso la Sala Cobalto dell’Ex GAM – Galleria d’Arte Moderna, si terrà la Riunione di Coordinamento PNRR – Missione 4, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”. L’incontro rappresenta un momento di confronto operativo tra i soggetti coinvolti nell’attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate al rafforzamento del sistema della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. L’obiettivo è favorire l’allineamento delle attività, la condivisione degli avanzamenti e il coordinamento tra i diversi programmi finanziati. La partecipazione a R2I è gratuita previa registrazione sul sito ufficiale della manifestazione, mentre la partecipazione alla Riunione di Coordinamento PNRR è riservata ai soggetti invitati. Scopri il Programma QUI   

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Shaping Ageing Futures: a Milano-Bicocca un workshop sulle sfide delle società che invecchiano

  Il 20 maggio 2026, il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ospiterà il workshop “Shaping Ageing Futures: Emerging Societal Challenges and Research Directions”, un incontro dedicato all’analisi delle principali trasformazioni sociali, economiche e culturali connesse all’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività del gruppo di ricerca Ageing Societies, impegnato nello studio dei cambiamenti che interessano le società contemporanee in un contesto di crescente longevità. Il workshop si terrà in presenza, dalle ore 10:00 alle 12:30, presso l’Aula Pagani (edificio U7), e riunirà studiose e studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto sulle nuove sfide poste dall’invecchiamento e sulle direzioni future della ricerca, in una prospettiva capace di integrare approcci sociologici, demografici, economici e di policy. Le nuove sfide delle ageing societies L’aumento dell’aspettativa di vita e la progressiva trasformazione della struttura per età della popolazione stanno ridefinendo in profondità il funzionamento delle società contemporanee. Temi come la sostenibilità dei sistemi di welfare, l’evoluzione dei modelli familiari, il lavoro di cura, la partecipazione sociale e l’inclusione digitale rappresentano oggi ambiti centrali per comprendere gli effetti dell’invecchiamento e per individuare risposte adeguate sul piano delle politiche pubbliche. In questo contesto, il workshop intende stimolare una riflessione sulle questioni emergenti che caratterizzeranno i prossimi decenni, mettendo in dialogo prospettive teoriche e risultati empirici. L’approccio interdisciplinare consente di cogliere la complessità dei processi in atto e di valorizzare il contributo di diverse tradizioni di ricerca nello studio dell’ageing. Verso nuove traiettorie di ricerca e innovazione “Shaping Ageing Futures” si inserisce nel più ampio dibattito scientifico internazionale sulle prospettive future delle società che invecchiano. L’iniziativa mira a rafforzare il confronto tra discipline e a promuovere lo sviluppo di approcci innovativi per l’analisi dei processi di invecchiamento, contribuendo alla definizione di nuove domande di ricerca e di strumenti interpretativi più efficaci. Attraverso momenti di discussione e condivisione, il workshop offrirà un’occasione per consolidare reti di collaborazione e favorire la costruzione di conoscenze utili a orientare politiche e interventi in grado di rispondere alle trasformazioni demografiche in corso. In un’epoca in cui la longevità rappresenta una delle grandi sfide del XXI secolo, comprendere come “dare forma” ai futuri dell’invecchiamento significa contribuire a progettare società più inclusive, sostenibili e attente al benessere lungo tutto il corso della vita.

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Articolo open access: “Ageing and Welfare in Transition”, un’analisi interdisciplinare per ripensare l’invecchiamento

Un contributo scientifico nell’ambito del progetto Age-It È disponibile in open access il volume “Ageing and Welfare in Transition. Social, Legal, Economic, and Mobility Perspectives for an Inclusive Society”, curato da Carmine Clemente, Letizia Carrera, Claudia Morgana Cascione ed Elisabetta Venezia e pubblicato da FrancoAngeli. Il libro si colloca all’interno delle attività del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, e propone una riflessione strutturata sulle trasformazioni demografiche in atto. L’obiettivo è offrire una lettura integrata dell’invecchiamento, superando approcci settoriali e frammentati, e contribuendo al dibattito su politiche e modelli di welfare più adeguati alle società che invecchiano. Invecchiamento attivo tra condizioni sociali e accesso alle risorse Attraverso contributi che intrecciano prospettive sociologiche, giuridiche ed economiche, il volume analizza i fattori che incidono sulla possibilità di un invecchiamento attivo e inclusivo. Emergono in modo chiaro le condizioni che favoriscono o limitano la partecipazione sociale delle persone anziane: livello di istruzione, disponibilità economica, stato di salute e qualità delle reti sociali. In questo quadro, l’invecchiamento non è descritto come un processo uniforme, ma come un fenomeno profondamente segnato da disuguaglianze, che richiede interventi mirati e differenziati. Il volume contribuisce così a spostare l’attenzione dalla dimensione puramente individuale a quella sistemica, evidenziando il ruolo delle politiche pubbliche nel creare contesti favorevoli all’autonomia. Spazi urbani, digitalizzazione e mobilità: le infrastrutture dell’inclusione Una parte rilevante dell’analisi è dedicata al ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che sostengono la vita quotidiana. Gli spazi urbani e la prossimità ai servizi vengono individuati come elementi chiave per garantire indipendenza e qualità della vita, mentre la digitalizzazione del welfare è interpretata in una doppia prospettiva: da un lato opportunità per ampliare l’accesso ai servizi, dall’altro potenziale fattore di esclusione per chi non dispone di competenze o strumenti adeguati. In parallelo, il volume propone una lettura della mobilità come infrastruttura fondamentale per l’inclusione sociale, sottolineando come la possibilità di muoversi incida direttamente sulla partecipazione e sull’accesso alle opportunità. Verso politiche integrate per l’active ageing Nel complesso, il lavoro evidenzia come l’active ageing non possa essere promosso esclusivamente come responsabilità individuale, ma richieda un ripensamento delle infrastrutture sociali, urbane e istituzionali. La sfida dell’invecchiamento implica infatti la costruzione di politiche integrate, capaci di tenere insieme dimensioni sociali, territoriali e tecnologiche. Il volume si configura quindi come uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori, contribuendo a definire un approccio più sistemico e sostenibile all’invecchiamento della popolazione. Il volume è disponibile in open access cliccando qui

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Scambio internazionale su invecchiamento e inclusione digitale: il 34° DIHAC Cross-cultural Exchange Meeting

Un confronto globale su ageing e inclusione Il 22 aprile 2026 si è tenuto il 34° Cross-cultural Exchange Meeting promosso nell’ambito dello studio internazionale Digitally Inclusive, Healthy Ageing Communities (DIHAC), un’iniziativa che riunisce ricercatori e istituzioni impegnati nell’analisi delle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione. L’incontro, svolto in modalità online, si inserisce in un ciclo consolidato di appuntamenti dedicati allo scambio interdisciplinare e interculturale, con l’obiettivo di condividere approcci, dati e modelli di intervento per promuovere comunità più inclusive e sostenibili. Il contributo accademico e il ruolo della cooperazione internazionale Tra i protagonisti dell’evento figurano Michele Bertani, Assistant Professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha svolto il ruolo di chair, e Vanna Boffo, professoressa di pedagogia all’Università di Firenze, intervenuta come speaker. Accanto a loro, la partecipazione di studiosi provenienti da contesti accademici internazionali, tra cui Nuttée Suree (Chiang Mai University), ha rafforzato il carattere globale del confronto. L’incontro ha evidenziato l’importanza della cooperazione scientifica internazionale nel comprendere le dinamiche dell’invecchiamento e nel sviluppare risposte coordinate, capaci di integrare dimensioni educative, sociali e tecnologiche. Inclusione digitale e ageing: sfide e opportunità Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie digitali come leva per favorire l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone anziane. L’accesso ai servizi digitali, la formazione continua e lo sviluppo di competenze digitali emergono come fattori chiave per sostenere l’autonomia e la partecipazione attiva nelle fasi avanzate della vita. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la necessità di evitare nuove forme di esclusione, legate al divario digitale e alle disuguaglianze socio-economiche. Oltre il confronto: verso modelli integrati di intervento Il meeting DIHAC conferma il valore degli scambi internazionali come strumenti di costruzione di conoscenza condivisa e di orientamento delle politiche pubbliche. In un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, l’invecchiamento non può essere affrontato in modo frammentato, ma richiede approcci integrati, capaci di connettere ricerca, innovazione e governance. In questa prospettiva, iniziative come il DIHAC rappresentano un laboratorio di confronto utile per sviluppare strategie efficaci e sostenibili, contribuendo al dibattito globale sul futuro delle società che invecchiano. Scopri di più sul sito cliccando qui 

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L’italia che invecchia: da sfida a opportunità – su Panorama della Sanità un articolo di Alessandra Petrucci

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. Leggi l’articolo su Panorama della Sanità

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