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La ricerca prende voce: gli avatar dell’Università di Padova raccontano Age-It

Rendere la ricerca più accessibile senza rinunciare al rigore scientifico è una delle sfide centrali del programma Age-It. In occasione di Science4All 2025 – L’Agorà delle Scienze dell’Università di Padova, i ricercatori coinvolti nel partenariato hanno sperimentato un nuovo modo di dialogare con la cittadinanza: per la prima volta, i contenuti scientifici dei diversi SPOKE sono stati presentati attraverso avatar digitali che traducono concetti complessi in una forma immediata, inclusiva ed efficace. L’iniziativa, promossa all’interno del percorso di divulgazione dell’Ateneo e del PNRR – Next Generation EU, è stata guidata da Sofia Pavanello, referente comunicazione Age-IT per l’Università di Padova, insieme ai responsabili scientifici dei vari ambiti di ricerca: Marco Sandri, SPOKE 2 “Biology of Ageing” e SPOKE 3 “Mechanisms of Age-Related Diseases”; Giovanna Boccuzzo, SPOKE 4 “Population Aging and Dynamics of Fragility”; Emanuele Menegatti, SPOKE 5 “Care Sustainability” e SPOKE 9 “Digital Solutions for Ageing”. All’interno dell’evento, che ha coinvolto 21 scienziate e scienziati impegnati in progetti finanziati dal PNRR, i gruppi padovani di Age-IT hanno scelto di fare un passo ulteriore nella direzione dell’innovazione comunicativa: ogni avatar è stato progettato per rappresentare uno “sguardo” personale sulla ricerca, mantenendo fedeltà ai contenuti scientifici ma permettendo un dialogo più diretto con il pubblico. Un linguaggio nuovo per domande centrali sull’invecchiamento Gli avatar si propongono come strumenti capaci di rendere più leggibili e comprensibili temi che richiedono competenze interdisciplinari: che cosa significa invecchiare bene in una società caratterizzata da profondi cambiamenti demografici; quali innovazioni emergono dalla ricerca biologica, clinica, statistica e socio-assistenziale; quali ricadute concrete possono avere i progetti Age-IT sulla vita quotidiana delle persone anziane, dei caregiver e delle comunità. Il risultato è un racconto scientifico che si apre alla cittadinanza, mantenendo un forte ancoraggio alla qualità delle evidenze e alla missione di Age-IT: contribuire a una transizione verso società più inclusive, attente ai bisogni della popolazione che invecchia e capaci di valorizzare le opportunità dell’innovazione. Un’esperienza divulgativa che continua online Il pubblico può accedere ai contenuti prodotti dai ricercatori e incontrare gli avatar attraverso il link dedicato, che raccoglie i video e le narrazioni realizzate per l’iniziativa. Il materiale offre una panoramica sintetica, ma accurata, delle principali linee di ricerca sviluppate dai singoli SPOKE e mette in evidenza il contributo dell’Università di Padova all’interno del programma nazionale. Esplora gli avatar e le storie della ricerca Age-It cliccando QUI

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SLLS Conference 2026: aperta la Call for Abstracts per il convegno annuale di Bruxelles

La Society for Longitudinal and Lifecourse Studies (SLLS) ha annunciato l’apertura della Call for Abstracts per il suo quindicesimo convegno annuale, che si svolgerà dall’1 al 3 luglio 2026 presso la Brussels School of Public Health dell’Université Libre de Bruxelles, con una giornata di workshop pre-conference programmata per il 30 giugno 2026. La scadenza per la presentazione degli abstract è fissata a venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 17:00 (GMT). L’edizione 2026 sarà dedicata al tema “Structure and Change in Critical Times: Implications for the Life Course”, con l’obiettivo di promuovere lo scambio scientifico su dati, metodi e risultati riguardanti predittori precoci e traiettorie di vita in ambiti sociologici, psicologici, epidemiologici, economici e demografici. Il programma accoglie contributi relativi a studi longitudinali, panel, record linkage, dinamiche familiari e intergenerazionali, interazioni gene-ambiente, innovazioni metodologiche e pratiche di ricerca avanzate, in ottica comparativa e interdisciplinare. La Call invita a presentare proposte in cinque formati: Poster, con abstract fino a 300 parole; Individual Paper, con abstract fino a 300 parole; Symposium, composto da 4–5 interventi con un abstract sintetico (200 parole) e abstract individuali (300 parole ciascuno); Panel, con un abstract fino a 300 parole e massimo cinque partecipanti; Workshop pre-conference, di durata variabile, con abstract fino a 300 parole. Tutte le proposte saranno valutate dal comitato scientifico e gli esiti saranno comunicati entro il 20 marzo 2026. In caso di sovrannumero di contributi, potrà essere applicata una limitazione al numero di presentazioni per autore principale. La conferenza si terrà esclusivamente in presenza. Sono previste tariffe agevolate per i membri SLLS, mentre una selezione dei lavori potrà essere proposta per la pubblicazione sulla rivista Longitudinal and Life Course Studies. Partecipa alla Call for Abstracts sul sito della SLLS Conference 2026 cliccando QUI    

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Avviso pubblico AGENAS per progetti dedicati agli anziani con patologie croniche – Scadenza 2 gennaio 2026

Lunedì 1° dicembre 2025 AGENAS ha pubblicato sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) il nuovo Avviso pubblico destinato alla selezione di progetti rivolti a persone anziane con almeno una patologia cronica. L’iniziativa rientra nel più ampio quadro delle strategie nazionali per la sanità territoriale e per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei grandi anziani attraverso percorsi innovativi e digitalmente supportati. Obiettivi dell’Avviso e durata dei progetti I progetti, della durata massima di 18 mesi, mirano alla presa in carico a domicilio di un bacino complessivo stimato tra 50.000 e 60.000 persone anziane, mediante interventi focalizzati su tre aree prioritarie: Prevenzione del deterioramento cognitivo, attraverso attività di monitoraggio continuo, stimolazione cognitiva e programmi di supporto personalizzati; Miglioramento dell’aderenza terapeutica, con soluzioni che facilitano la corretta gestione dei trattamenti e riducono il rischio di complicanze; Contrasto all’isolamento sociale, tramite strumenti digitali, servizi di prossimità e reti di assistenza integrate. L’Avviso incoraggia la presentazione di progettualità multidisciplinari capaci di integrare competenze cliniche, tecnologiche e organizzative, valorizzando la telemedicina come leva per la continuità assistenziale e per l’accesso equo ai servizi sanitari. Modalità di partecipazione e scadenze Le domande devono essere presentate entro il 2 gennaio 2026 alle ore 23:59, attraverso la compilazione completa della modulistica disponibile nell’Area Service Management della PNT, all’interno della sezione dedicata all’Avviso. Possono partecipare enti pubblici e soggetti qualificati del sistema sociosanitario nazionale, in forma singola o aggregata, a condizione che dispongano delle competenze tecniche e organizzative necessarie all’erogazione degli interventi. Il processo di candidatura richiede la definizione dettagliata del modello di presa in carico, delle tecnologie utilizzate, dei criteri di selezione degli utenti e degli indicatori di monitoraggio dei risultati. L’Avviso sottolinea, inoltre, la necessità di valorizzare approcci sostenibili e replicabili nei diversi contesti territoriali. Candidati cliccando QUI

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Un omaggio interdisciplinare alla ricerca di Antonio Golini al Second General Meeting Age-It

Nel contesto del Second General Meeting del programma AGE-IT, svoltosi a Napoli dal 29 al 31 ottobre 2025, si è tenuta la sessione speciale “Population Ageing: An Interdisciplinary Reflection in Honour of Antonio Golini”, un momento di confronto scientifico dedicato all’eredità accademica di uno dei più importanti demografi italiani. La sintesi ufficiale della sessione, preparata da Graziella Caselli e Viviana Egidi, restituisce la ricchezza dei contributi presentati e mette a disposizione della comunità scientifica un quadro aggiornato dei filoni di ricerca che hanno caratterizzato la carriera del Prof. Golini . Mortality and Health: l’evoluzione degli studi sulla sopravvivenza L’intervento inaugurale, firmato da Caselli ed Egidi, ha ripercorso il ruolo pionieristico di Golini nello studio della mortalità e della salute fin dagli anni Sessanta, evidenziando il superamento dell’approccio puramente descrittivo a favore di una lettura integrata dei rapporti tra salute, condizioni socioeconomiche e dinamiche territoriali. Tra i contributi più innovativi spiccano la costruzione delle prime tavole regionali di mortalità italiane e l’interpretazione della morte come processo, che ha aperto la strada a nuove analisi sulla relazione tra rischio di malattia e rischio di morte. Migrazioni, lavoro e trasformazioni demografiche La seconda presentazione, a cura di Corrado Bonifazi e Giuseppe Gesano, ha approfondito il legame fra mobilità, struttura della forza lavoro e transizioni demografiche. I relatori hanno illustrato come Golini abbia anticipato temi oggi centrali, dalla necessità di prolungare la vita lavorativa alla valorizzazione delle competenze nelle diverse fasi dell’età adulta, fino all’impatto dell’immigrazione sul riequilibrio della struttura per età del Paese. Dinamiche territoriali e “malessere demografico” Annalisa Busetta e Sara Basso hanno ricostruito l’evoluzione del concetto di demographic malaise, introdotto da Golini e Mussino alla fine degli anni Ottanta come chiave interpretativa dei divari territoriali. La presentazione ha mostrato come tale concetto, aggiornato con nuovi indicatori multidimensionali, continui a rappresentare uno strumento utile per individuare aree di intervento strategico e per leggere le trasformazioni demografiche a livello comunale. Geroscienza e nuovi modelli di cura L’intervento conclusivo, affidato a Fabrizia Lattanzio, ha spostato l’attenzione sulle intersezioni tra demografia e geriatria, illustrando i recenti avanzamenti della Geroscience nello studio dell’invecchiamento biologico, dei biomarcatori e dei meccanismi di fragilità, tra cui il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado (inflammaging). La presentazione ha introdotto i concetti di traiettorie differenziate di invecchiamento, di intrinsic capacity e di Precision Gero-Medicine, evidenziando il contributo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella gestione della multimorbilità. Un patrimonio scientifico che continua a generare ricerca La sessione ha messo in luce l’ampiezza e la profondità dell’eredità scientifica di Antonio Golini, evidenziandone l’attualità in un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione richiede analisi integrate e strumenti innovativi. La sintesi delle presentazioni, ora disponibile per la comunità AGE-IT e per i soci AISP, offre un utile riferimento per ricercatrici e ricercatori impegnati nello studio dell’invecchiamento e delle sue molteplici implicazioni. Scopri la sintesi delle presentazioni della sessione speciale cliccando QUI

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La fine del PNRR e il futuro dei ricercatori: una fotografia del Coordinamento Nazionale RTDa

Il documento “La fine del PNRR, ovvero la più grande espulsione di ricercatrici e ricercatori dall’Università italiana” riassume, attraverso grafici e dati, la condizione dei RTDa finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di un documento ricco di tabelle e visualizzazioni che mostrano un quadro complesso: un alto numero di giovani studiosi formati, grandi aspettative e un futuro ancora incerto. I numeri del PNRR Il poster introduce le missioni del PNRR collegate a università e ricerca, indicando fondi, obiettivi e linee di intervento. Viene evidenziato come le risorse abbiano contribuito ad attivare numerosi contratti RTDa all’interno degli atenei. RTDa PNRR: chi siamo? Quanti siamo? Secondo il documento sono state raccolte 491 risposte da ricercatrici e ricercatori attivi con contratti RTDa. I grafici riportati illustrano: anno di presa di servizio come RTDa, anno di conseguimento del titolo di dottorato, percentuale classificabile come “rientro dei cervelli”, anni di esperienza all’estero. Dai dati emerge un profilo altamente qualificato, con percorsi internazionali e competenze consolidate. Indagine sui ricercatori PNRR La sezione centrale del poster mostra i risultati dell’indagine dedicata ai RTDa PNRR. Le infografiche fanno riferimento a: scadenza dei contratti, partecipazione o meno a concorsi per RTT, PA o PO, la domanda chiave: “Entro la fine del tuo RTDa, riuscirai a partecipare a un concorso nel tuo Dipartimento?”, presenza o assenza di supporto al collocamento lavorativo dopo il PNRR. Le percentuali indicano che molti ricercatori non hanno prospettive certe di stabilizzazione e una parte significativa dichiara di non aver ricevuto supporto nella fase successiva al contratto. Il sottofinanziamento cronico dell’università Il poster dedica spazio al tema delle risorse destinate al sistema universitario. Attraverso grafici e serie storiche viene mostrato l’andamento dei finanziamenti e del numero di RTD negli ultimi anni, mettendo in evidenza una difficoltà strutturale: risorse insufficienti e concorsi fermi. Viene inoltre segnalato il rischio di una vera e propria “emergenza sociale”, legata alla scadenza ravvicinata dei contratti e alla possibile perdita di migliaia di ricercatori formati. Le iniziative del Coordinamento Il documento ricostruisce anche le azioni pubbliche messe in campo finora, quali: lettere al MUR e alla Commissione Cultura, richieste istituzionali, audizioni, incontri pubblici e mobilitazioni. L’obiettivo dichiarato è portare la questione al centro del dibattito, prima che l’uscita dal sistema diventi irreversibile. Una fotografia utile, ma che apre interrogativi Il poster si concentra sui dati raccolti, senza produrre previsioni sulla reale capacità di assorbimento futura né confronti internazionali. Il messaggio generale è che alla fine del PNRR molti ricercatori potrebbero non trovare collocazione nelle università, ma vengono evidenziati alcuni elementi che invitano a contestualizzare: il PNRR era un finanziamento straordinario e non strutturale; non tutti i ricercatori devono necessariamente rimanere in accademia; manca un confronto con precedenti cicli di turnover universitario; non sono riportati dati sull’assorbimento nel settore privato. Il documento va quindi letto come una fotografia del presente, non come previsione definitiva, ma come stimolo alla discussione. Resta centrale la domanda su come evitare che un investimento pubblico rilevante si esaurisca con la scadenza dei contratti. Tra i nodi principali da affrontare: sarà possibile programmare concorsi e percorsi di stabilizzazione? quale ruolo avranno gli atenei nella valorizzazione delle competenze? esiste spazio per confronti europei sulle politiche post-doc? Il futuro dei ricercatori PNRR dipenderà dalle risposte istituzionali a questi quesiti. Il poster mette in luce numeri, profili e criticità legate ai contratti RTDa finanziati dal PNRR. La fotografia è quella di una comunità vasta e preparata che potrebbe però trovarsi senza prospettive definite al termine dei fondi. La sfida è trasformare questa risorsa in una componente stabile del sistema universitario, evitando che migliaia di percorsi di ricerca si interrompano proprio dopo essere stati avviati. Scopri il documento qui

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Articolo su WIRED: Arriva la proposta di legge sui caregivers familiari

Il 30 ottobre la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha depositato alla Presidenza del Consiglio il nuovo disegno di legge dedicato al riconoscimento del caregiver familiare. Si tratta di una misura attesa da oltre quindici anni, che interessa una platea vastissima: circa 7 milioni di persone che in Italia si occupano quotidianamente dell’assistenza a un familiare con disabilità o a un anziano non autosufficiente. Composto da 16 articoli, il provvedimento introduce per la prima volta una definizione chiara del ruolo di cura e prevede un sistema di tutele differenziate in base all’impegno settimanale del caregiver. L’obiettivo è dare un inquadramento formale a un’attività che, pur essendo essenziale per il funzionamento del welfare familiare e per la qualità di vita di milioni di cittadini, è rimasta finora priva di riconoscimenti strutturali. Quattro fasce di cura e contributi economici mirati Il disegno di legge stabilisce una classificazione in quattro fasce di caregiver: il caregiver convivente prevalente, impegnato per almeno 91 ore settimanali; il caregiver convivente tra 30 e 90 ore; il caregiver non convivente che presta almeno 30 ore; il caregiver con un impegno tra 10 e 29 ore settimanali. Solo la prima categoria — quella con il carico più rilevante — avrà diritto a un contributo economico di 1.200 euro a trimestre, pari a 400 euro mensili. È la prima volta che un sostegno diretto viene previsto per chi sostiene un carico assistenziale particolarmente gravoso, spesso in assenza di aiuti professionali o servizi territoriali strutturati. Risorse limitate e una domanda molto superiore Se da un lato il disegno di legge colma un evidente vuoto normativo, dall’altro mette in luce una distanza significativa tra il numero dei caregiver e le risorse disponibili. Per il 2026 la legge di bilancio prevede solo 1,15 milioni di euro, destinati esclusivamente alla creazione di una piattaforma INPS per il censimento dei caregiver familiari. I contributi economici veri e propri saranno finanziati solo a partire dal 2027, con 250 milioni di euro annui: una cifra che, secondo le stime, permetterà di raggiungere non più di 52.000 persone all’anno. Un numero esiguo se confrontato con la platea di 7 milioni di caregiver potenziali, e che evidenzia la necessità di interventi più ampi e continuativi per rispondere alla domanda reale. Un fenomeno a forte componente femminile Il quadro emerge con particolare chiarezza quando si considera il profilo socio-demografico di chi svolge attività di cura: il 70% dei caregiver italiani sono donne. Molte di loro interrompono o riducono l’attività lavorativa per assistere un familiare, spesso con un impatto significativo sul reddito, sulla carriera e sul benessere psicologico. Il riconoscimento normativo rappresenta un passo importante, ma da solo non basta a compensare il peso di un’attività ancora largamente invisibile. Una base per riforme future Il provvedimento approderà in Consiglio dei Ministri dopo il varo della legge di bilancio 2026 e inizierà l’iter parlamentare nei primi mesi del prossimo anno. Pur con risorse iniziali limitate, il disegno di legge rappresenta un primo passo verso una visione più strutturata dell’assistenza familiare, che smette di essere un fatto privato per diventare una questione sociale e di politica pubblica. La sfida ora sarà trasformare questo primo riconoscimento in un sistema davvero inclusivo, capace di sostenere la cura non solo nei casi più intensi, ma lungo tutto l’arco dei bisogni che caratterizzano una popolazione sempre più longeva e con livelli crescenti di non autosufficienza. Leggi l’articolo completo su WIRED qui

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Forum della Non Autosufficienza – Bologna, 26 e 27 novembre 2025

Un confronto nazionale sulla fragilità, i diritti e il futuro della cura Il 26 e 27 novembre 2025 si è tenuta a Bologna la 17ª edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile, un appuntamento che anche quest’anno ha richiamato più di 1.500 partecipanti e oltre 300 relatori tra professionisti socio-sanitari, ricercatori, istituzioni e caregiver. L’evento, promosso dal Gruppo Maggioli, si conferma come la principale piattaforma italiana dedicata al dialogo sui bisogni delle persone non autosufficienti — circa quattro milioni nel Paese — e sulle trasformazioni necessarie per costruire un welfare capace di sostenere la fragilità come questione pubblica. In apertura, la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato l’urgenza di riconoscere i diritti delle persone con disabilità e di chi vive situazioni di non autosufficienza ed ha richiamato l’urgenza di un approccio pubblico e condiviso alla cura, collaborando con Age-It, il programma PNRR dedicato alla ricerca sull’invecchiamento. La ministra ha inoltre sottolineato come la cura non possa più essere considerata una responsabilità esclusivamente familiare, ma debba diventare un impegno collettivo che coinvolge istituzioni, servizi e comunità locali. Il Forum ha infatti mostrato come l’invecchiamento demografico, l’aumento delle condizioni di cronicità e la crescente domanda di assistenza richiedano un ripensamento complessivo delle politiche sociali, dei modelli di servizio e dei sistemi di supporto ai caregiver. Al centro, i bisogni delle persone fragili e dei caregiver Uno dei contributi più rilevanti è stato presentato dal prof. Marco Albertini dell’Università di Bologna, che ha illustrato i risultati di una ricerca dedicata ai bisogni emergenti delle persone anziane, delle persone con disabilità e dei caregiver familiari. Lo studio ha evidenziato una forte relazione tra qualità della cura e condizioni di benessere di chi assiste: stress, carichi di lavoro non bilanciati e scarsa integrazione dei servizi incidono direttamente sulla salute e sulla qualità della vita delle persone fragili. Il Forum ha inoltre portato l’attenzione sui dati della Regione Emilia-Romagna, dove le proiezioni demografiche indicano che nei prossimi decenni circa 370.000 cittadini avranno bisogno di assistenza continuativa. Questo scenario conferma la necessità di rafforzare i servizi domiciliari, i percorsi personalizzati e il coordinamento tra professionisti sanitari, sociali e comunitari. Le testimonianze dei caregiver presenti hanno reso evidente il bisogno di sostegni economici più stabili, formazione dedicata, sollievo assistenziale e strumenti digitali che semplifichino la gestione quotidiana della cura. Innovazione, tecnologie e comunità: le nuove traiettorie dell’assistenza L’edizione 2025 ha dedicato un’attenzione significativa anche ai modelli innovativi di assistenza: telemedicina, dispositivi digitali per il monitoraggio, soluzioni di domotica assistiva e piattaforme per la gestione integrata dei percorsi di cura. Gli interventi degli esperti hanno sottolineato come l’adozione tecnologica debba essere accompagnata da una solida infrastruttura organizzativa e da competenze professionali adeguate, per evitare che l’innovazione aumenti le disuguaglianze invece di ridurle. Il confronto tra professionisti sanitari, amministratori locali, organizzazioni del terzo settore e ricercatori ha evidenziato la necessità di un modello di welfare che integri politiche pubbliche, innovazioni digitali e reti di prossimità. La prospettiva condivisa è quella di spostare il baricentro della cura verso un sistema più aperto, accessibile e comunitario, in cui servizi domiciliari, équipe multidisciplinari e tecnologie di supporto consentano alle persone fragili di mantenere autonomia e qualità della vita il più a lungo possibile. Una sfida collettiva per il futuro del welfare Il Forum della Non Autosufficienza 2025 si è confermato un luogo di analisi e confronto, ma soprattutto di proposta. Da più interventi è emersa la necessità di riforme strutturali che riconoscano pienamente la fragilità come condizione sociale e non soltanto privata. Le voci dei ricercatori, tra cui quelle del prof. Marco Albertini e dei numerosi professionisti coinvolti, hanno sottolineato l’urgenza di strumenti più efficaci di governance, investimenti nei servizi territoriali, supporto continuativo ai caregiver e una maggiore integrazione tra sanità, sociale e comunità. L’edizione di quest’anno ha lasciato un messaggio chiaro: la non autosufficienza è una delle principali sfide sociali dei prossimi decenni e richiede un impegno congiunto di istituzioni, professionisti, famiglie e comunità. Solo attraverso un approccio coordinato e multidimensionale sarà possibile garantire dignità, diritti e autonomia alle persone fragili, costruendo un welfare realmente inclusivo e sostenibile. Guarda il servizio su TGR Emilia Romagna qui Leggi l’articolo su La Repubblica qui

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Nursing Meeting Report: “Prossimità, co-design digitale e nuovi ruoli professionali” – Second General Meeting Age-It

Il Secondo General Meeting di Age-It, tenutosi a Napoli dal 29 al 31 ottobre 2025, ha visto una presenza ampia e strutturata della comunità infermieristica, che ha portato in plenaria e nelle sessioni parallele un portafoglio di ricerche particolarmente ricco sul tema dell’invecchiamento sano e attivo. Nei contributi presentati, l’infermieristica emerge come componente sistemica del progetto Age-It, capace di integrare dimensioni organizzative, relazionali e tecnologiche in un quadro coerente di innovazione. Nel progetto sono coinvolti gli Spoke 4, 8 e 10 di Age-It. Implementazione degli interventi innovativi nei setting di cura Il gruppo della Sapienza Università di Roma, coordinato da Azzurra Massimi e Erika Renzi, ha valutato l’implementabilità di tre studi clinici randomizzati condotti nello Spoke 8: INTeMPO, OPTIMAge-IT e I COUNT.L’analisi, basata sul framework degli Implementation Outcomes, ha confrontato accettabilità, fattibilità, adozione, sostenibilità ed altri domini chiave. OPTIMAge-IT ha ottenuto il punteggio più elevato (13/16), mentre gli altri due interventi hanno mostrato punti di forza distinti, dalla maggiore accettabilità tecnologica ai nuovi strumenti di misurazione degli esiti. La ricerca ha messo in evidenza la necessità di un supporto strutturato per l’implementazione e il ruolo cruciale delle tecnologie digitali nella continuità assistenziale. Identità, relazione e implementazione per l’Infermiere di Famiglia e Comunità L’Università del Piemonte Orientale, con il gruppo coordinato da Alberto Dal Molin, ha presentato tre contributi dedicati all’evoluzione del ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). Gli studi hanno analizzato:– la costruzione dell’identità professionale nei contesti territoriali;– la mutualità nella relazione infermiere–paziente–caregiver;– i fattori organizzativi che facilitano o ostacolano l’implementazione del ruolo sul territorio. Queste ricerche confermano l’IFeC come nodo centrale nelle reti di cura, capace di promuovere autonomia, continuità assistenziale e integrazione tra servizi. Un programma più ampio dell’ateneo prevede inoltre una scoping review sui ruoli infermieristici nell’assistenza domiciliare, una survey europea e uno studio osservazionale sugli accessi evitabili al Pronto Soccorso, con l’obiettivo di formulare raccomandazioni operative in un futuro policy brief. Co-design digitale e approcci person-centered Dal lato metodologico, il gruppo dell’Università di Napoli Federico II, coordinato da Maddalena Illario, ha illustrato l’impiego del co-design Blueprint per costruire use-case digitali orientati ai bisogni della popolazione anziana.Un primo lavoro, presentato da Vincenzo De Luca, ha applicato il framework alla gestione della multimorbidità, definendo percorsi digitali che integrano piani condivisi di cura, dispositivi connessi e telemonitoraggio.Un secondo contributo, dedicato all’ipogonadismo maschile del giovane adulto, ha adottato la stessa metodologia per modellare interventi mHealth lungo il corso di vita. In entrambi gli studi, l’infermieristica è integrata come componente abilitante nei processi educativi, nella gestione della relazione e nel coordinamento assistenziale. La promozione della salute nelle popolazioni che invecchiano Una scoping review condotta dai dottorandi Antonio Caputo e Francesco Ricciardi ha sintetizzato il ruolo dell’infermiere nella promozione della salute in età anziana. La revisione identifica quattro domini fondamentali: gestione clinica, promozione della salute, supporto psicosociale e integrazione delle tecnologie. Nel complesso, le ricerche presentate al meeting mostrano una maturità scientifica e progettuale che attraversa tre livelli complementari:– un impianto metodologico orientato alla misurazione degli esiti di implementazione;– un’evoluzione dei ruoli professionali capace di rafforzare continuità e integrazione dei servizi;– una crescente centralità del co-design digitale come strumento per connettere bisogni reali e soluzioni sostenibili. Consulta il report integrale qui

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Tra presente e futuro: una giornata di confronto sull’equità intergenerazionale Roma, 18 dicembre 2025 – Palazzo Wedekind

Il 18 dicembre 2025, Palazzo Wedekind ospiterà una mattinata di lavoro dedicata a uno dei temi più rilevanti per l’Italia dei prossimi decenni: l’equità tra generazioni. L’evento, intitolato “Tra presente e futuro: metriche ed evidenze sull’equità intergenerazionale”, è promosso da Age-It in collaborazione con INPS. L’iniziativa intende offrire un quadro aggiornato degli strumenti oggi disponibili per misurare i divari tra gruppi generazionali e per interpretarne le implicazioni socioeconomiche. La giornata si aprirà alle 10:15 con un welcome coffee, seguito dai saluti istituzionali affidati a Gianfranco Santoro, Direttore Centrale della Direzione Studi e Ricerche dell’INPS, e a Daniele Vignoli, Principal Investigator di Age-It. I contributi introduttivi delineeranno il ruolo della ricerca nell’accompagnare le politiche pubbliche in un contesto caratterizzato da rapido invecchiamento demografico e da crescenti disallineamenti tra condizioni di vita delle diverse coorti. Il cuore dell’evento sarà la sessione dedicata agli indicatori dei divari intra- e inter-generazionali, presieduta da Tommaso Nannicini (EUI). Tre interventi offriranno prospettive complementari sul tema:– Monica Paiella (INPS) presenterà “Un Indice di Fragilità Pensionistica”, strumento volto a sintetizzare fattori di vulnerabilità connessi ai percorsi contributivi e alle prospettive previdenziali.– Agar Brugiavini (Università Ca’ Foscari Venezia) illustrerà “Active Aging: un Indicatore Dinamico”, concentrato sulla partecipazione degli anziani in ambito economico e sociale.– Vincenzo Galasso (Università Bocconi) proporrà “Un Indice di Giustizia Intergenerazionale”, che mira a misurare equilibrio e sostenibilità del patto tra generazioni. A partire dalle 12:15, un panel di discussione approfondirà le prospettive future e le possibili traiettorie di riforma. Interverranno Gabriele Fava, Presidente INPS; Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze e membro di Age-It; Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale Giovani; e Silvia Maria Rovere, Presidente di Poste Italiane. Il confronto sarà moderato da Walter Galbiati (la Repubblica) e porrà al centro l’urgenza di un rinnovato “patto tra generazioni”, costruito su basi empiriche solide e condivise. La mattinata si concluderà con un momento informale di networking previsto alle 13:30. L’iniziativa si propone come un punto di incontro tra ricerca, istituzioni e stakeholder, con l’obiettivo di contribuire a una riflessione informata e plurale sul futuro del welfare italiano e sulle condizioni necessarie per garantire equità alle generazioni presenti e future. Scopri la locandina dell’evento cliccando QUI

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Age.Florence Webinar Series: Il 5 Dicembre Un Incontro Su Preferenze Individuali E Politiche Pubbliche

Prosegue il ciclo di seminari della Age.Florence Webinar Series, lo spazio di confronto promosso dall’Università di Firenze per approfondire i temi dell’invecchiamento in dialogo con la comunità scientifica nazionale del Partenariato Esteso Age-It. Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 5 dicembre, dalle 15:00 alle 16:00, ed è curato dal Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DiSEI). Focus su preferenze individuali e impatti sulle policy Il webinar sarà dedicato al tema “Aging Population: How Individual Preferences Change and Their Impact on Public Policies”, con un’analisi dei cambiamenti nelle preferenze delle persone lungo il corso della vita e delle conseguenze che questi mutamenti generano sulla progettazione e sull’efficacia delle politiche pubbliche. L’incontro si inserisce in un percorso più ampio che mette al centro le trasformazioni demografiche e le loro ricadute economiche e sociali, favorendo un dialogo interdisciplinare tra economisti, sociologi, demografi e ricercatori impegnati nei diversi Spoke di Age-It. Una piattaforma di dialogo tra UniFi e la rete Age-It La Age.Florence Webinar Series rappresenta un momento di scambio tra i Dipartimenti dell’Ateneo fiorentino e la rete dei ricercatori coinvolti nel programma nazionale sull’invecchiamento. Ogni appuntamento offre contributi scientifici aggiornati e consente di valorizzare competenze, metodologie e prospettive utili allo sviluppo di policy e interventi basati su evidenze Partecipa al webinar cliccando qui Il programma completo del ciclo è disponibile qui

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