Maggio 2026

Un Paese che (non) invecchia: ABI apre il confronto su demografia, longevità e trasformazione del settore bancario – 18 maggio, Roma

Le banche di fronte alla sfida della longevity Si è svolto il 18 maggio 2026 presso le Scuderie di Palazzo Altieri a Roma l’evento promosso dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) dal titolo “Un Paese che (non) invecchia. Demografia, crescita e inclusione: le banche alla prova longevity”. L’iniziativa, organizzata nell’ambito delle attività del Comitato tecnico strategico ABI “Evoluzione Demografica e Servizi Bancari” e realizzata con il supporto di BPER Banca, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sul rapporto tra cambiamenti demografici, innovazione e sviluppo economico. L’evento si è inserito nel quadro del macro-trend n. 7 “Cambiamenti demografici e disequilibri”, uno degli otto grandi trend individuati dall’ABI per analizzare le trasformazioni che stanno ridefinendo il settore bancario. Il titolo stesso dell’incontro ha messo in evidenza una delle questioni più rilevanti per il futuro del Paese: comprendere come l’invecchiamento della popolazione, la riduzione della natalità e l’evoluzione dei bisogni di giovani e anziani influenzino il sistema economico e i servizi finanziari. Il convegno ha avuto come obiettivo quello di riflettere sul ruolo delle banche in una società caratterizzata da una crescente longevità. In questo contesto, il settore bancario è chiamato a sviluppare prodotti, servizi e modelli organizzativi capaci di rispondere a esigenze sempre più diversificate, promuovendo inclusione, innovazione e sostenibilità. Un confronto tra accademia, finanza e impresa Ad aprire i lavori sono stati il welcome coffee e networking, seguiti dai saluti istituzionali di Marco Elio Rottigni, Direttore Generale ABI. La moderazione è stata affidata alla giornalista di Class CNBC Janina Landau, che ha guidato il confronto tra esponenti del mondo bancario, universitario e imprenditoriale. Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato il dialogo “L’importanza di essere tutti demografi: due prospettive a confronto”, che ha visto protagonisti Gianni Franco Papa, Presidente del Comitato tecnico strategico ABI “Evoluzione Demografica e Servizi Bancari” e Amministratore Delegato di BPER Banca, e Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi. Il confronto ha sottolineato come la lettura dei trend demografici sia ormai una competenza strategica per comprendere i bisogni futuri di cittadini, famiglie e imprese. La sessione successiva si è aperta con il keynote “Indagine ABI – Focus Demografia & giovani” affidato ad Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’intervento ha approfondito il rapporto tra dinamiche generazionali, aspettative dei giovani e nuove sfide per il sistema economico e finanziario. Dall’analisi all’azione: giovani, silver economy e nuove opportunità La panel discussion conclusiva, intitolata “Dall’analisi all’azione: giovani e silver tra bisogni emergenti, nuove idee di business, investimenti e trasformazione”, ha coinvolto Giacomo Biraghi, Presidente di Stratosferica Impresa Sociale, Paolo Ceschi, Financial Services Lead di Accenture, e Anna Lambiase, Presidente di CDP Venture Capital. Il dibattito ha evidenziato come l’invecchiamento della popolazione non rappresenti soltanto una sfida sociale, ma anche un potente motore di innovazione. La crescita della silver economy, l’emergere di nuovi modelli di investimento e la necessità di servizi sempre più personalizzati stanno aprendo opportunità significative per il sistema bancario e per l’intero tessuto produttivo. L’incontro si è concluso con un light lunch e un momento di networking, confermando la volontà dell’ABI di promuovere un dialogo strutturato tra ricerca, finanza e impresa. In un’Italia che cambia rapidamente dal punto di vista demografico, comprendere la longevità significa non solo interpretare il presente, ma progettare servizi e strategie in grado di sostenere crescita, inclusione e competitività nel lungo periodo.

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Genesis4LifeScience: aperte le candidature per startup e team di ricerca nell’ambito di MIT4LS26

Genesis4LifeScience × MIT4LS 2026 è un bando dedicato a startup e team di ricerca attivi nel settore Life Sciences, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di progetti innovativi dalla ricerca al mercato. Il programma Genesis4LS offre percorsi di accelerazione, networking qualificato, formazione avanzata e accesso a investitori e aziende, supportando la crescita di soluzioni ad alto impatto nei settori: Medical Devices, Pharma, Biotech, Salute Digitale e Biomanufacturing. Tre percorsi su misura Le realtà potranno accedere a uno dei tre percorsi progettati in base al livello di maturità del progetto: 🔹 Tech Transfer Per team di ricerca e spin-off accademici, focalizzati sulla valorizzazione dei risultati scientifici e sul trasferimento tecnologico. 🔹 Growth Per startup pronte a scalare, con focus su go-to-market, fundraising e sviluppo del business. 🔹 BRIDGE – Biomanufacturing Percorso verticale dedicato a processi produttivi, scale-up e industrializzazione nel biomanufacturing. Cosa offre il programma Tutti i percorsi includono workshop specialistici e sessioni di mentorship su: Pitch avanzato e relazione con investitori Grant, bandi e strumenti di finanziamento Tech transfer e proprietà intellettuale HTA e Clinical Strategy Go-to-market e procurement Per i percorsi Growth e BRIDGE sono previsti approfondimenti verticali per settore. Pitch davanti agli investitori Il 13 e 14 ottobre 2026, nell’ambito di Meet in Italy for Life Sciences, le realtà selezionate presenteranno il proprio progetto davanti a venture capital, business angel e aziende del settore. Come partecipare al bando Genesis4LifeScience  Le candidature sono aperte fino al 6 giugno 2026. Tutti i requisiti di ammissione, i criteri di selezione e le modalità di candidatura sono disponibili nel bando ufficiale. Clicca qui per scaricare il bando Candidati ora al percorso più adatto al tuo progetto: CANDIDATI – TECH TRANSFER CANDIDATI – GROWTH CANDIDATI – BRIDGE – BIOMANUFACTURING   Candidati entro il 6 giugno 2026 – 23:59 (CET)  Per maggiori informazioni, visita il sito web: https://meetinitalylifesciences.eu/innovation/

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Vesta 2026: A Roma Il Confronto Nazionale Sul Futuro Del Lavoro Di Cura E Dell’assistenza Alla Persona – 15 Maggio

Si è svolto il 15 maggio 2026 presso l’Auditorium della Tecnica di Roma VESTA 2026, manifestazione nazionale dedicata al lavoro di cura e all’assistenza alla persona. L’iniziativa ha riunito per un’intera giornata istituzioni pubbliche, università, imprese, startup, operatori del settore e organizzazioni della società civile con l’obiettivo di analizzare le profonde trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema della cura in Italia. Il programma ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti del dibattito contemporaneo: l’invecchiamento della popolazione, la crescente domanda di assistenza domiciliare, il ruolo della tecnologia nei servizi alla persona, la sostenibilità della silver economy e l’evoluzione del lavoro di cura. In questo quadro, VESTA 2026 si è confermato come un luogo di confronto multidisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze scientifiche, esperienze professionali e prospettive di innovazione. Nel corso della giornata si sono alternati panel, workshop e sessioni tematiche dedicate ai caregiver familiari, alla formazione degli assistenti familiari, alla sanità integrativa, alla prevenzione e ai nuovi modelli di finanziamento e organizzazione dei servizi. La varietà dei temi trattati ha evidenziato come la cura rappresenti oggi non solo una questione sanitaria e sociale, ma anche una dimensione strategica per lo sviluppo economico e per la coesione del Paese. L’intervento di Cecilia Tomassini su demografia e nuovi modelli di assistenza Tra i momenti più significativi del programma scientifico si è distinto il panel “Chi si prenderà cura dell’Italia? Demografia, longevità e nuovi modelli di assistenza”, svoltosi dalle 10:50 alle 11:20 nella Sala Mostre 1 – Piazza Domina. Il titolo del panel ha posto al centro una delle domande più urgenti per il futuro del welfare italiano: come garantire servizi di assistenza adeguati in un contesto caratterizzato da un rapido invecchiamento della popolazione e da una progressiva riduzione della forza lavoro disponibile. In questo contesto è intervenuta la Dott.ssa Cecilia Tomassini, invitata come relatrice in rappresentanza dell’Università degli Studi del Molise. Il suo contributo ha approfondito le implicazioni demografiche della longevità e le conseguenze che tali trasformazioni producono sull’organizzazione dei sistemi di cura. L’intervento ha evidenziato la necessità di sviluppare modelli di assistenza innovativi, in grado di integrare domiciliarità, tecnologie digitali e sostenibilità economica e sociale. Il panel è stato condiviso con un relatore del Policlinico Gemelli, a testimonianza della volontà di coniugare prospettive demografiche e competenze clinico-sanitarie. Il confronto ha sottolineato come il futuro della cura richieda approcci interdisciplinari capaci di mettere in relazione dati di popolazione, bisogni assistenziali e capacità del sistema di rispondere in modo efficace e duraturo. Una piattaforma di dialogo per il futuro della care economy VESTA 2026 ha confermato la crescente centralità del settore della cura all’interno del dibattito pubblico e delle strategie di sviluppo. L’allungamento della vita, l’aumento delle condizioni di fragilità e la trasformazione delle strutture familiari stanno infatti modificando profondamente la domanda di servizi, rendendo necessario ripensare il rapporto tra famiglie, istituzioni, mercato e innovazione. La manifestazione ha messo in evidenza il ruolo sempre più strategico della care economy, intesa come insieme di attività, servizi e competenze che sostengono la qualità della vita delle persone anziane, fragili o non autosufficienti. Dalla sanità integrativa alla domotica, dalla formazione professionale al reclutamento di operatori qualificati, il settore si presenta oggi come uno degli ambiti più dinamici e rilevanti per il futuro del welfare italiano.

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Invecchiamento E Aree Interne: A Sepino Un Confronto Su Welfare, Servizi E Qualità Della Vita – 18 Maggio, Campobasso

Lunedì 18 maggio 2026, dalle 16.45 alle 19.00, il Palazzo Tiberio di Sepino, in provincia di Campobasso, ospiterà il convegno “Invecchiamento e aree interne: sfide e prospettive. Servizi, welfare e comunità per la qualità della vita nei territori marginali”, promosso dal Consiglio Regionale Unipol Molise con il patrocinio dei Comuni di Sepino e Campobasso. L’iniziativa affronta una delle questioni più rilevanti per il futuro del Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione nelle aree interne italiane, dove le dinamiche demografiche si intrecciano con fenomeni di spopolamento, impoverimento economico, rarefazione dei servizi e aumento delle fragilità sociali. Si tratta di territori che rappresentano una parte significativa dell’Italia e che oggi pongono interrogativi cruciali sulla sostenibilità dei modelli di welfare e sulla capacità delle istituzioni di garantire qualità della vita, prossimità e inclusione. Il titolo del convegno mette in evidenza la necessità di elaborare risposte concrete e innovative, capaci di coniugare protezione sociale, servizi di prossimità, sostenibilità economica e rafforzamento delle comunità locali. In questo contesto, il Molise diventa un osservatorio privilegiato per riflettere sulle trasformazioni che interessano molti territori marginali del Paese, accomunati dalla necessità di ripensare il rapporto tra invecchiamento, sviluppo territoriale e coesione sociale. Un confronto tra istituzioni, università e organizzazioni nazionali Il programma prevede, a partire dalle ore 16.45, la registrazione dei partecipanti, seguita dai saluti istituzionali del sindaco di Sepino Paolo Pasquale D’Anello e della presidente del Consiglio Regionale Unipol Molise Chiara Iosue. L’introduzione sarà affidata a Luca Giordano, responsabile Corporate Social Responsibility del Gruppo Unipol, mentre il coordinamento dei lavori sarà curato dalla giornalista e conduttrice RAI Chiara Giallonardo. La discussione riunirà esponenti del mondo istituzionale, accademico e associativo. Interverranno Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso e vicepresidente nazionale ANCI; Caterina Tremante, Head of Business Retail and SME di UniSalute; Cecilia Tomassini, professoressa ordinaria di Demografia all’Università degli Studi del Molise; Luca Bianchi, direttore generale di SVIMEZ; Luisa Corazza, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università degli Studi del Molise; e Rossella Muroni, coordinatrice del Goal 11 dell’ASviS e presidente di Nuove Ri-Generazioni. La composizione del panel evidenzia la volontà di affrontare il tema da una prospettiva multidisciplinare, integrando analisi demografiche, valutazioni economiche, riflessioni giuridiche e considerazioni sulle politiche territoriali e ambientali. Questo approccio è particolarmente rilevante perché l’invecchiamento nelle aree interne non costituisce solo una questione sanitaria o assistenziale, ma coinvolge l’organizzazione complessiva dei servizi, il mercato del lavoro, la mobilità, l’abitare e la partecipazione civica. Welfare di comunità e sviluppo sostenibile per un’Italia che invecchia Il convegno si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo delle aree interne nel quadro dello sviluppo sostenibile, come richiamato anche dai riferimenti agli Obiettivi dell’Agenda 2030 presenti nel materiale dell’iniziativa, con particolare attenzione alla salute e benessere, alla riduzione delle disuguaglianze e alla costruzione di comunità sostenibili. In un Paese in cui l’età media continua ad aumentare e molti piccoli comuni sperimentano una progressiva contrazione demografica, la capacità di garantire servizi accessibili e reti di sostegno efficaci rappresenta una delle principali sfide delle politiche pubbliche. L’attenzione si sposta quindi verso modelli di welfare di comunità, in cui istituzioni, terzo settore, imprese e cittadini collaborano per costruire risposte più flessibili e vicine ai bisogni delle persone. L’appuntamento di Sepino si propone dunque come un’importante occasione di confronto e approfondimento su un tema destinato a incidere sempre più sulle scelte di programmazione territoriale e sulle politiche sociali nazionali. La partecipazione è gratuita, previa registrazione online attraverso la piattaforma Eventbrite, e l’incontro è aperto a cittadini, amministratori, operatori sociali, studiosi e a tutti coloro che intendono contribuire alla definizione di nuove strategie per migliorare la qualità della vita nei territori più fragili del Paese. Registrati all’evento QUI

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Entro Il 2029 In Italia Serviranno Oltre 2,2 Milioni Di Lavoratori Domestici – Articolo Su Il Sole 24 Ore – Alley Oop

Cresce il fabbisogno di cura in una società che invecchia In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore – Alley Oop, Mariolina Sesto analizza una delle principali conseguenze dell’invecchiamento della popolazione italiana: l’aumento della domanda di assistenza domiciliare e di cura. L’allungamento della vita, che rappresenta un importante progresso sociale, comporta infatti una crescente necessità di supporto per le persone anziane e per le loro famiglie. Secondo i dati richiamati nell’articolo, la speranza di vita in Italia è oggi pari a 83,7 anni e continua a crescere. Parallelamente, la quota di popolazione in età lavorativa è destinata a ridursi nei prossimi decenni, rendendo più complesso garantire un numero adeguato di lavoratrici e lavoratori in grado di rispondere ai bisogni assistenziali di una società sempre più longeva. Entro il 2029 saranno necessari 2,211 milioni di lavoratori domestici Un paper commissionato da Assindatcolf al Centro Studi e Ricerche IDOS stima che entro il 2029 in Italia saranno necessari almeno 2 milioni e 211 mila lavoratrici e lavoratori domestici, tra colf e badanti, per coprire il fabbisogno di cura e assistenza delle famiglie. Circa il 69% di questa forza lavoro sarà costituito da persone di origine straniera, in prevalenza provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Lo studio, presentato nel Rapporto 2026 Family (Net) Work dal titolo Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia, mette in evidenza il ruolo essenziale del lavoro domestico e di cura nel sostenere il sistema di welfare informale del Paese. Invecchiano anche badanti e collaboratrici familiari Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dal rapporto riguarda il progressivo invecchiamento della stessa forza lavoro impiegata nell’assistenza. Nel 2024 oltre l’11% dei lavoratori stranieri occupati nel settore aveva più di 65 anni, un dato che segnala uno scarso ricambio generazionale e una crescente dipendenza da persone che continuano a lavorare anche in età avanzata, spesso per necessità economiche. Questo scenario pone interrogativi importanti sulla sostenibilità futura dell’assistenza domiciliare in Italia. In un Paese in cui la longevità continua ad aumentare, garantire condizioni di lavoro adeguate, valorizzare le professioni di cura e favorire il ricambio generazionale rappresentano elementi centrali per assicurare risposte efficaci ai bisogni di una popolazione sempre più anziana.     

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Call for papers – Special issue “Come si invecchia al lavoro?” – Spoke 1 – Deadline 15 dicembre 2026

Un numero speciale dedicato ai processi di invecchiamento occupazionale È aperta la Call for Papers per il numero speciale 178(2)/2027 della rivista Sociologia del Lavoro, dal titolo “Come si invecchia al lavoro? Processi, traiettorie cumulative e approcci innovativi”. L’iniziativa è curata da Giustina Orientale Caputo, Adriana Cerasuolo, Marino Pezzolo e Giuseppe Gargiulo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e nasce dal lavoro di un gruppo di ricerca che ha collaborato alle attività di Age-It, in particolare nell’ambito dello Spoke 1 – Task 4.4. La Special Issue si propone di analizzare l’invecchiamento lavorativo non come semplice dato anagrafico, ma come un processo socialmente costruito, influenzato dalle traiettorie biografiche, dalle disuguaglianze cumulative e dalle trasformazioni del mercato del lavoro. L’obiettivo è approfondire come esperienze di precarietà, interruzioni di carriera, responsabilità di cura e contesti organizzativi possano incidere sulle condizioni di lavoro e di benessere nelle età più avanzate. Temi di ricerca e approcci metodologici La Call accoglie contributi teorici ed empirici, in italiano o in inglese, che affrontino temi quali i meccanismi generativi delle disuguaglianze, l’intersezionalità, le culture organizzative, l’impatto della digitalizzazione, il lavoro ibrido e le politiche orientate al corso di vita. Sono incoraggiati studi qualitativi, quantitativi e mixed-methods, con particolare attenzione a prospettive comparative e longitudinali. Tra gli assi tematici figurano anche le relazioni tra lavoro e salute, la gestione dell’age diversity nelle organizzazioni e le nuove forme di governance capaci di accompagnare le traiettorie occupazionali lungo tutto l’arco della vita. La Special Issue intende così contribuire al dibattito scientifico su come trasformare l’allungamento della vita lavorativa in una sfida affrontabile con strumenti analitici e politiche innovative. Scadenza e modalità di partecipazione Gli articoli, con una lunghezza massima di 8.000 parole, dovranno essere inviati entro il 15 dicembre 2026 attraverso la piattaforma Open Journal Systems di FrancoAngeli Journals. Tutti i contributi conformi alle norme editoriali della rivista saranno sottoposti a un processo di double blind peer review. La Call rappresenta un’importante opportunità per ricercatrici e ricercatori interessati a studiare i rapporti tra invecchiamento, lavoro e disuguaglianze sociali, offrendo uno spazio di confronto interdisciplinare su uno dei temi più rilevanti per le società contemporanee. Consulta la pagina e procedi alla sottomissione QUI   

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Longevity: la demografia come opportunità per il futuro – Intervista a Daniele Vignoli su Manageritalia – Milano Longevity Summit 2026

L’invecchiamento della popolazione è spesso descritto come una sfida per il welfare e per la sostenibilità dei sistemi economici e sociali. Daniele Vignoli, tra i principali demografi europei, propone invece una lettura diversa attraverso il concetto di positive demography, che interpreta i cambiamenti demografici come un’opportunità di sviluppo e innovazione. Intervistato in vista del Milan Longevity Summit 2026, di cui Manageritalia è partner, Vignoli sottolinea come l’allungamento della vita rappresenti il risultato di un importante progresso storico. Vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute può infatti offrire nuove possibilità per ripensare il modo in cui lavoriamo, viviamo e collaboriamo lungo tutto l’arco della vita. La longevità come motore di innovazione Secondo Vignoli, una popolazione più longeva può favorire lo sviluppo della silver economy, stimolare l’innovazione nei servizi e nelle tecnologie e valorizzare il contributo delle persone nelle età mature. L’invecchiamento non dovrebbe quindi essere considerato esclusivamente un costo per pensioni e assistenza, ma anche una risorsa in termini di esperienza, competenze e partecipazione sociale. In questo scenario, imprese e organizzazioni sono chiamate ad adottare strategie di age management, investendo nella formazione continua, nella flessibilità dei percorsi professionali e nella valorizzazione della collaborazione tra generazioni diverse. Modelli organizzativi più inclusivi possono contribuire a rafforzare produttività e resilienza nel lungo periodo. Ripensare politiche e organizzazione del lavoro La positive demography invita a superare una visione difensiva dell’invecchiamento e a sviluppare politiche integrate che coinvolgano lavoro, salute, famiglia e istruzione. Per l’Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, questo significa investire nei giovani, nei servizi e in un nuovo equilibrio tra generazioni. Il messaggio rivolto a manager e decisori pubblici è chiaro: la questione non è quanto costi l’invecchiamento, ma come trasformare gli anni di vita guadagnati in anni attivi, produttivi e in buona salute. In questa prospettiva, la longevità può diventare un vantaggio competitivo e sociale per l’intera collettività. Leggi l’intervista integrale QUI   

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R2I – Research to Innovate Italy: a Bologna la prima edizione della nuova piattaforma nazionale per ricerca e innovazione

Un nuovo appuntamento strategico per il sistema italiano dell’innovazione Il 12 e 13 maggio 2026 Bologna ospiterà la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione della ricerca e al rafforzamento del dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e attori finanziari. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ART-ER. R2I nasce come evoluzione del consolidato appuntamento R2B – Research to Business e si propone come una piattaforma permanente di confronto strategico e operativo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione più integrato e competitivo, capace di favorire sinergie tra territori, attrarre risorse europee e sostenere il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca al sistema produttivo. Un programma articolato tra co-creazione, visione e networking La manifestazione si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. INNOVATE è dedicato a laboratori di co-creazione e confronto tra attori dell’innovazione; INSPIRE propone momenti di approfondimento e indirizzo strategico sulle politiche della ricerca; CONNECT & DISCOVER favorisce il networking e la valorizzazione di progetti, competenze ed eccellenze. Attraverso questa struttura, R2I intende superare la frammentazione territoriale e rafforzare il coordinamento tra livelli regionale, nazionale ed europeo. L’iniziativa ambisce inoltre a produrre proposte concrete a supporto delle politiche pubbliche e ad aumentare la capacità del sistema italiano di accedere ai finanziamenti competitivi e di generare impatti economici e sociali duraturi. In programma la Riunione di Coordinamento PNRR All’interno della manifestazione, il 12 maggio dalle ore 14:00 alle 15:30, presso la Sala Cobalto dell’Ex GAM – Galleria d’Arte Moderna, si terrà la Riunione di Coordinamento PNRR – Missione 4, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”. L’incontro rappresenta un momento di confronto operativo tra i soggetti coinvolti nell’attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate al rafforzamento del sistema della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. L’obiettivo è favorire l’allineamento delle attività, la condivisione degli avanzamenti e il coordinamento tra i diversi programmi finanziati. La partecipazione a R2I è gratuita previa registrazione sul sito ufficiale della manifestazione, mentre la partecipazione alla Riunione di Coordinamento PNRR è riservata ai soggetti invitati. Scopri il Programma QUI   

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Shaping Ageing Futures: a Milano-Bicocca un workshop sulle sfide delle società che invecchiano

  Il 20 maggio 2026, il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ospiterà il workshop “Shaping Ageing Futures: Emerging Societal Challenges and Research Directions”, un incontro dedicato all’analisi delle principali trasformazioni sociali, economiche e culturali connesse all’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività del gruppo di ricerca Ageing Societies, impegnato nello studio dei cambiamenti che interessano le società contemporanee in un contesto di crescente longevità. Il workshop si terrà in presenza, dalle ore 10:00 alle 12:30, presso l’Aula Pagani (edificio U7), e riunirà studiose e studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto sulle nuove sfide poste dall’invecchiamento e sulle direzioni future della ricerca, in una prospettiva capace di integrare approcci sociologici, demografici, economici e di policy. Le nuove sfide delle ageing societies L’aumento dell’aspettativa di vita e la progressiva trasformazione della struttura per età della popolazione stanno ridefinendo in profondità il funzionamento delle società contemporanee. Temi come la sostenibilità dei sistemi di welfare, l’evoluzione dei modelli familiari, il lavoro di cura, la partecipazione sociale e l’inclusione digitale rappresentano oggi ambiti centrali per comprendere gli effetti dell’invecchiamento e per individuare risposte adeguate sul piano delle politiche pubbliche. In questo contesto, il workshop intende stimolare una riflessione sulle questioni emergenti che caratterizzeranno i prossimi decenni, mettendo in dialogo prospettive teoriche e risultati empirici. L’approccio interdisciplinare consente di cogliere la complessità dei processi in atto e di valorizzare il contributo di diverse tradizioni di ricerca nello studio dell’ageing. Verso nuove traiettorie di ricerca e innovazione “Shaping Ageing Futures” si inserisce nel più ampio dibattito scientifico internazionale sulle prospettive future delle società che invecchiano. L’iniziativa mira a rafforzare il confronto tra discipline e a promuovere lo sviluppo di approcci innovativi per l’analisi dei processi di invecchiamento, contribuendo alla definizione di nuove domande di ricerca e di strumenti interpretativi più efficaci. Attraverso momenti di discussione e condivisione, il workshop offrirà un’occasione per consolidare reti di collaborazione e favorire la costruzione di conoscenze utili a orientare politiche e interventi in grado di rispondere alle trasformazioni demografiche in corso. In un’epoca in cui la longevità rappresenta una delle grandi sfide del XXI secolo, comprendere come “dare forma” ai futuri dell’invecchiamento significa contribuire a progettare società più inclusive, sostenibili e attente al benessere lungo tutto il corso della vita.

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