Giugno 2026

Irisina e diabete di tipo 2: uno studio sostenuto da Age-It individua un possibile meccanismo di protezione delle cellule pancreatiche

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro ha pubblicato su Science Advances un nuovo studio che approfondisce il ruolo dell’irisina, una miochina prodotta dai muscoli durante l’attività fisica, nella protezione delle cellule beta pancreatiche coinvolte nella produzione di insulina. La ricerca, guidata da Francesco Giorgino e Annalisa Natalicchio, con Nicola Marrano come primo autore, ha ricevuto anche il sostegno del programma Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato nell’ambito del PNRR. Il lavoro si concentra sul progressivo deterioramento delle cellule beta, uno dei processi chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2. Attraverso esperimenti condotti su modelli animali, isole pancreatiche umane e cellule coltivate in laboratorio, i ricercatori hanno osservato che l’irisina è in grado di contrastare alcune alterazioni cellulari associate alla malattia. In particolare, la molecola sembra contribuire a preservare la capacità delle cellule beta di secernere insulina, riducendo fenomeni di stress cellulare e di morte cellulare programmata che compromettono la funzionalità del pancreas nel tempo. Lo studio individua inoltre alcuni dei meccanismi biologici coinvolti in questo effetto protettivo, fornendo nuove informazioni sulle connessioni tra attività muscolare, metabolismo e salute pancreatica. Sebbene i risultati siano promettenti, gli autori sottolineano che si tratta di una ricerca prevalentemente preclinica e che saranno necessari ulteriori studi per verificare se tali evidenze possano tradursi in future applicazioni terapeutiche per le persone con diabete. Il lavoro rappresenta comunque un contributo significativo alla comprensione dei processi che regolano il metabolismo e l’invecchiamento in salute, temi centrali nelle attività di ricerca promosse da Age-It.

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Adapting to Longevity Societies: 21 Policy Boxes per accompagnare la transizione verso società della longevità

È stato pubblicato “Adapting to Longevity Societies: 21 Boxes to Check”, il nuovo Discussion Paper realizzato nell’ambito della collaborazione tra il programma di ricerca Age-It – Ageing Well in an Ageing Society e Population Europe, la rete che riunisce i principali centri europei di ricerca demografica. Curato da Daniela Vono de Vilhena e firmato da Daniele Vignoli, Carlos Chiatti e dal team Age-It, il documento nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e policymaking e favorire l’utilizzo delle evidenze scientifiche nei processi decisionali europei. Il paper rappresenta uno degli esiti di un percorso che ha incluso incontri di coordinamento scientifico, seminari con stakeholder europei, riunioni di alto livello con esperti e attività di disseminazione rivolte a decisori politici, organizzazioni della società civile e altri attori interessati ai temi dell’invecchiamento della popolazione. Dall’invecchiamento come sfida settoriale a una trasformazione della società Il documento parte da una considerazione di fondo: l’invecchiamento della popolazione non dovrebbe essere interpretato come una crisi temporanea, ma come una trasformazione strutturale delle società contemporanee. Per questo motivo, secondo gli autori, le politiche pubbliche devono superare una visione limitata all’assistenza o alla sanità e adottare un approccio più ampio, capace di integrare dimensioni demografiche, sociali, economiche, tecnologiche e istituzionali. Le evidenze raccolte nel programma Age-It sono state sintetizzate in 21 Policy Checks, organizzati in cinque aree tematiche: inquadramento concettuale, salute e benessere, sistemi di cura, trasformazioni economiche e tecnologiche e governance. Tra i temi affrontati figurano il superamento delle narrazioni allarmistiche sull’invecchiamento, la lotta all’ageismo, l’adozione di una prospettiva basata sull’intero corso della vita, la promozione di ambienti favorevoli all’autonomia, il sostegno ai caregiver, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e il ruolo delle tecnologie come strumenti di inclusione. Evidenze scientifiche a supporto delle politiche per la longevità Il Discussion Paper integra risultati provenienti dai diversi ambiti di ricerca del programma Age-It, includendo contributi sulla demografia dell’invecchiamento, la biologia dell’età avanzata, la multimorbidità, la sostenibilità dei sistemi di cura, la silver economy, l’apprendimento permanente e la governance delle società longeve. Nelle conclusioni, gli autori sottolineano come le società della longevità non rappresentino uno scenario futuro, ma una realtà già presente. Per questo motivo, il documento propone una serie di elementi di verifica rivolti ai decisori pubblici per favorire politiche più coordinate, basate sui dati e orientate al lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di sistemi capaci di sostenere un invecchiamento sano, inclusivo ed equo lungo tutto il corso della vita, rafforzando al tempo stesso il dialogo tra ricerca scientifica e implementazione delle politiche. Scopri i 21 Policy Boxes

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La demografia cambia la società: a Roma un confronto sulle sfide della longevità, della natalità e del welfare

Un Paese che cambia tra invecchiamento e calo delle nascite L’Italia sta vivendo una trasformazione demografica profonda che coinvolge tutti gli ambiti della vita sociale ed economica. Il progressivo calo delle nascite, l’allungamento dell’aspettativa di vita e l’aumento della quota di popolazione anziana stanno modificando gli equilibri tra generazioni, ponendo nuove sfide ai sistemi di welfare, al mercato del lavoro, alla sostenibilità della spesa pubblica e all’organizzazione dei servizi. Per riflettere su questi temi, il 18 giugno 2026, presso il Palazzo dell’Informazione di Roma, si terrà la sesta edizione del ciclo Adnkronos Q&A dal titolo “La demografia cambia la società”. L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle professioni e delle imprese per discutere gli effetti dei cambiamenti demografici e le possibili strategie per affrontarli. Ad aprire i lavori sarà Davide Desario, direttore di Adnkronos. Nel corso dell’evento saranno inoltre presentati i risultati di una rilevazione dedicata alla percezione degli italiani rispetto alle trasformazioni demografiche in atto e al loro impatto sulla società. Il confronto tra istituzioni, ricerca e stakeholder L’incontro vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali impegnati sui temi del lavoro, delle politiche sociali e della famiglia. Tra gli ospiti attesi figurano Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari Sociali del Senato, Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia, Susanna Camusso, senatrice del Partito Democratico, e Gabriele Fava, presidente dell’INPS. I lavori saranno moderati dai vicedirettori di Adnkronos Fabio Insenga e Giorgio Rutelli e coinvolgeranno rappresentanti del mondo della ricerca, delle imprese e delle organizzazioni di settore, con l’obiettivo di promuovere un confronto multidisciplinare sulle conseguenze economiche e sociali della transizione demografica. Longevità, natalità e welfare al centro del dibattito La giornata sarà articolata in tre panel tematici dedicati ai principali nodi del cambiamento demografico. Il primo, “Longevità: salute, costi e sfide dell’invecchiamento”, analizzerà l’allungamento della vita non soltanto come fenomeno demografico, ma anche come opportunità di sviluppo sociale ed economico. Al centro del confronto vi saranno i temi dell’invecchiamento attivo, della salute nelle età avanzate e della sostenibilità dei sistemi di protezione sociale. Tra i relatori sarà presente anche Cecilia Tomassini dell’Università del Molise e del programma Age-It, insieme a rappresentanti del mondo finanziario, delle professioni e delle istituzioni. Gli altri panel saranno dedicati al tema della natalità e della fertilità e alle prospettive del welfare, con particolare attenzione alla capacità dei servizi pubblici e aziendali di rispondere ai bisogni di una società caratterizzata da una crescente longevità e da una struttura demografica sempre più complessa. L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto su una delle principali sfide che attendono il Paese nei prossimi decenni, evidenziando come i cambiamenti demografici richiedano risposte integrate che coinvolgano politiche pubbliche, innovazione sociale e ricerca scientifica. Iscriviti e Partecipa

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Sanità digitale: l’Europa accelera verso un sistema sanitario connesso e basato sui dati

L’Europa deve costruire un sistema sanitario digitale integrato, intelligente e coordinato per rafforzare la fiducia dei cittadini, favorire l’innovazione e consolidare la propria leadership globale. È questo il messaggio emerso dall’European Digital Health Summit, il principale appuntamento europeo dedicato alla trasformazione digitale della salute, che si è svolto a Madrid lo scorso 1-2 dicembre 2025. L’evento, organizzato da UNIR, DIGITALEUROPE e da AHL Reference Site Collaborative Network (RSCN), rientra nel progetto europeo NET4DHE (Network for Digital Health Excellence), finanziato dal programma EU4Health, con l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema europeo della digitalizzazione sanitaria. Al centro del dibattito, il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale, dell’accesso ai dati sanitari e della formazione per rendere i sistemi sanitari più resilienti, personalizzati e sostenibili. Particolare attenzione è stata dedicata all’European Health Data Space (EHDS), l’iniziativa europea che punta a creare uno spazio comune dei dati sanitari per favorire lo sviluppo di soluzioni di IA sicure ed efficaci, garantendo al contempo elevati standard di tutela della privacy. Secondo i dati presentati durante il summit, il mercato europeo della sanità digitale ha raggiunto i 109,6 miliardi di euro nel 2024 e potrebbe superare i 272 miliardi entro il 2033. In Spagna, oltre 2.100 startup del settore hanno raccolto 114 milioni di euro nel corso del 2024, confermando il forte dinamismo dell’ecosistema dell’innovazione sanitaria. Tra i risultati più significativi del progetto NET4DHE figura il lancio del Research Topic “Digital Health Innovations for Resilient, Equitable, and Sustainable European Healthcare Systems”, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Public Health, nella sezione Digital Public Health. L’iniziativa mira a raccogliere contributi scientifici sulle principali priorità emerse durante l’European Digital Health Summit di Madrid e invita ricercatori, professionisti e decisori politici a presentare contributi originali su come l’innovazione digitale possa rafforzare la resilienza, l’equità e la sostenibilità dei sistemi sanitari europei. Tra i temi di interesse figurano l’innovazione nella salute pubblica digitale in linea con i quadri normativi europei – come l’AI Act e lo European Health Data Space –, le infrastrutture interoperabili per la gestione dei dati sanitari, la sorveglianza e la risposta alle minacce per la salute pubblica, gli approcci One Health, l’accesso equo a farmaci e cure, la scalabilità degli interventi di sanità digitale e le implicazioni etiche, legali e sociali delle nuove tecnologie. Particolare attenzione sarà riservata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, inclusi l’IA generativa e il federated learning, nei processi e nei flussi di lavoro della salute pubblica. La scadenza per la presentazione dei manoscritti è fissata al 1 marzo 2027 Puoi trovare tutti i dettagli per inviare il tuo manoscritto qui nel link

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