Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro ha pubblicato su Science Advances un nuovo studio che approfondisce il ruolo dell’irisina, una miochina prodotta dai muscoli durante l’attività fisica, nella protezione delle cellule beta pancreatiche coinvolte nella produzione di insulina. La ricerca, guidata da Francesco Giorgino e Annalisa Natalicchio, con Nicola Marrano come primo autore, ha ricevuto anche il sostegno del programma Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato nell’ambito del PNRR.
Il lavoro si concentra sul progressivo deterioramento delle cellule beta, uno dei processi chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2. Attraverso esperimenti condotti su modelli animali, isole pancreatiche umane e cellule coltivate in laboratorio, i ricercatori hanno osservato che l’irisina è in grado di contrastare alcune alterazioni cellulari associate alla malattia. In particolare, la molecola sembra contribuire a preservare la capacità delle cellule beta di secernere insulina, riducendo fenomeni di stress cellulare e di morte cellulare programmata che compromettono la funzionalità del pancreas nel tempo.
Lo studio individua inoltre alcuni dei meccanismi biologici coinvolti in questo effetto protettivo, fornendo nuove informazioni sulle connessioni tra attività muscolare, metabolismo e salute pancreatica. Sebbene i risultati siano promettenti, gli autori sottolineano che si tratta di una ricerca prevalentemente preclinica e che saranno necessari ulteriori studi per verificare se tali evidenze possano tradursi in future applicazioni terapeutiche per le persone con diabete. Il lavoro rappresenta comunque un contributo significativo alla comprensione dei processi che regolano il metabolismo e l’invecchiamento in salute, temi centrali nelle attività di ricerca promosse da Age-It.
