Entro Il 2029 In Italia Serviranno Oltre 2,2 Milioni Di Lavoratori Domestici – Articolo Su Il Sole 24 Ore – Alley Oop

Cresce il fabbisogno di cura in una società che invecchia

In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore – Alley Oop, Mariolina Sesto analizza una delle principali conseguenze dell’invecchiamento della popolazione italiana: l’aumento della domanda di assistenza domiciliare e di cura. L’allungamento della vita, che rappresenta un importante progresso sociale, comporta infatti una crescente necessità di supporto per le persone anziane e per le loro famiglie.

Secondo i dati richiamati nell’articolo, la speranza di vita in Italia è oggi pari a 83,7 anni e continua a crescere. Parallelamente, la quota di popolazione in età lavorativa è destinata a ridursi nei prossimi decenni, rendendo più complesso garantire un numero adeguato di lavoratrici e lavoratori in grado di rispondere ai bisogni assistenziali di una società sempre più longeva.

Entro il 2029 saranno necessari 2,211 milioni di lavoratori domestici

Un paper commissionato da Assindatcolf al Centro Studi e Ricerche IDOS stima che entro il 2029 in Italia saranno necessari almeno 2 milioni e 211 mila lavoratrici e lavoratori domestici, tra colf e badanti, per coprire il fabbisogno di cura e assistenza delle famiglie. Circa il 69% di questa forza lavoro sarà costituito da persone di origine straniera, in prevalenza provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

Lo studio, presentato nel Rapporto 2026 Family (Net) Work dal titolo Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia, mette in evidenza il ruolo essenziale del lavoro domestico e di cura nel sostenere il sistema di welfare informale del Paese.

Invecchiano anche badanti e collaboratrici familiari

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dal rapporto riguarda il progressivo invecchiamento della stessa forza lavoro impiegata nell’assistenza. Nel 2024 oltre l’11% dei lavoratori stranieri occupati nel settore aveva più di 65 anni, un dato che segnala uno scarso ricambio generazionale e una crescente dipendenza da persone che continuano a lavorare anche in età avanzata, spesso per necessità economiche.

Questo scenario pone interrogativi importanti sulla sostenibilità futura dell’assistenza domiciliare in Italia. In un Paese in cui la longevità continua ad aumentare, garantire condizioni di lavoro adeguate, valorizzare le professioni di cura e favorire il ricambio generazionale rappresentano elementi centrali per assicurare risposte efficaci ai bisogni di una popolazione sempre più anziana.

 
 
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