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Pubblicato il volume “Mercato del lavoro e relazioni sociali dopo i 50” nella collana Quaderni IRCrES

È stato pubblicato ed è disponibile online il volume 25 della collana Quaderni IRCrES, dal titolo “Mercato del lavoro e relazioni sociali dopo i 50. Riflessioni e politiche per il benessere in una società che invecchia”, a cura di Anna D’Ascenzio, Luisa Errichiello, Greta Falavigna e Valentina Lamonica. Il volume raccoglie i risultati delle attività di ricerca sviluppate nel corso del secondo anno del progetto nazionale PNRR Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, iniziativa dedicata allo studio delle trasformazioni economiche e sociali generate dall’invecchiamento demografico e delle implicazioni per le politiche pubbliche. L’invecchiamento demografico e le trasformazioni del lavoro L’allungamento della vita e il progressivo aumento della quota di popolazione nelle fasce di età più avanzate rappresentano una delle principali trasformazioni demografiche che interessano le società contemporanee. In questo contesto, il rapporto tra mercato del lavoro, relazioni sociali e qualità della vita dopo i 50 anni assume un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulle politiche economiche e sociali. Il Quaderno affronta questi temi proponendo un’analisi interdisciplinare che integra prospettive economiche, sociologiche e demografiche. L’obiettivo è comprendere come cambiano le condizioni lavorative e le reti relazionali nelle fasi più mature della vita e quali strumenti di policy possano favorire percorsi di invecchiamento attivo e sostenibile. Ricerca e politiche per il benessere nelle età mature Le ricerche presentate nel volume si inseriscono nel quadro delle attività del progetto Age-It, che mira a sviluppare strumenti analitici e proposte operative per accompagnare le trasformazioni generate dalla longevità crescente. Attraverso l’analisi di dati e casi di studio, i contributi raccolti nel Quaderno esplorano diversi aspetti del rapporto tra lavoro, relazioni sociali e benessere nelle età mature. Tra i temi affrontati emergono in particolare le dinamiche di partecipazione al mercato del lavoro oltre i 50 anni, il ruolo delle reti sociali e familiari, e le implicazioni economiche e sociali dell’allungamento della vita attiva. L’attenzione è rivolta anche alla definizione di politiche capaci di valorizzare il contributo delle persone nelle fasi più mature della vita, promuovendo condizioni di lavoro sostenibili e favorendo la partecipazione sociale. Un lavoro collettivo di ricerca Oltre alle curatrici Anna D’Ascenzio, Luisa Errichiello, Greta Falavigna e Valentina Lamonica, il volume include contributi di Ferdinando Giglio, Orsola Salmista, Federico Comes, Martina Menon, Federico Perali, Matteo Moscatelli, Sara Nanetti, Luca Vota e Donatella Bramanti. Il Quaderno rappresenta quindi un lavoro collettivo che riunisce competenze e prospettive diverse, con l’obiettivo di offrire strumenti di analisi utili per comprendere le trasformazioni in corso e supportare lo sviluppo di politiche pubbliche orientate al benessere in una società sempre più longeva. La pubblicazione è disponibile online e contribuisce alle attività di disseminazione scientifica del progetto PNRR Age-It, che promuove ricerca interdisciplinare e confronto tra studiosi, istituzioni e decisori pubblici sui temi dell’invecchiamento della popolazione.

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Data Summit 2026: un confronto sullo Spazio europeo dei dati sanitari – 25 marzo, Roma

Il 25 marzo 2026, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica, si terrà la seconda edizione del Data Summit, evento dedicato allo Spazio europeo dei dati sanitari e promosso su iniziativa del senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato. L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, esperti di governance dei dati, ricercatori e responsabili di enti sanitari per discutere il ruolo dei dati sanitari nella cura, nella ricerca e nell’innovazione. I lavori saranno introdotti e moderati da Felicia Pelagalli. L’apertura della giornata prevede i saluti istituzionali del senatore Francesco Zaffini e del Ministro della Salute Orazio Schillaci. Seguiranno gli indirizzi di saluto di Olivér Várhelyi, commissario europeo per la salute e il benessere degli animali, e di Adam Jarubas, presidente della Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo. La prima sessione sarà dedicata agli interventi istituzionali con la partecipazione di Sandra Gallina, direttore generale della DG SANTE della Commissione europea, Alessio Butti, sottosegretario di Stato all’innovazione tecnologica e transizione digitale, e Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute. Seguirà una sessione dedicata alle autorità per l’accesso ai dati sanitari, con interventi di Mervi Siltanen, acting director di Findata – Social and Health Data Permit Authority (Finlandia), Katleen Janssens, director Health Data Agency (Belgio), e Angelo Tanese, direttore generale Agenas. Il programma proseguirà con una sessione su dati e intelligenza artificiale, con gli interventi di Lucilla Sioli, direttore AI Office della DG Connect della Commissione europea, e Achille Iachino, direttore dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del PNRR del Ministero della Salute. Nel corso della giornata sono previsti inoltre contributi di Luigi Montuori, segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali, Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, e Ruggero Razza, membro del Parlamento europeo. Nel pomeriggio i lavori riprenderanno con la sessione “Dati per la cura, la ricerca e l’innovazione”, con gli interventi di Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Francesco Ubertini, presidente Cineca, Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze, e Francesco Dotta, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Seguirà la sessione “Dati sanitari per la governance e il management del sistema”, con la partecipazione di Americo Cicchetti, professore ordinario di organizzazione e programmazione sanitaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Andrea Urbani, direttore salute e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, e Giuseppe Quintavalle, direttore generale ASL Roma 1 e presidente FIASO. La giornata si concluderà con l’intervento “Dati per il bene comune” di Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell’informazione presso Yale University, seguito dalle conclusioni del senatore Francesco Zaffini.

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Articolo su La Nazione: “un ospedale a misura di seniors” – Andrea Ungar racconta l’evento “il grande adattamento” e le sfide dell’invecchiamento

In occasione di una giornata di studi organizzata a Firenze dalla Fondazione Cesifin Alberto Predieri e dalla Fondazione CR Firenze, esperti e studiosi si sono confrontati sulle trasformazioni demografiche in atto e sulle sfide che l’invecchiamento della popolazione pone ai sistemi sanitari. L’iniziativa ha riunito numerosi ricercatori e professionisti impegnati sui temi dell’invecchiamento, tra cui diversi protagonisti del programma Age-It. Nell’articolo pubblicato da La Nazione il 14 marzo, il geriatra Andrea Ungar, dell’Università di Firenze, è intervistato sui cambiamenti necessari per rendere gli ospedali più adeguati ai bisogni della popolazione anziana. Ungar sottolinea l’esigenza di un cambio di paradigma nella presa in carico delle persone anziane, sempre più caratterizzate da fragilità e comorbilità, e la necessità di modelli di cura che integrino dimensione clinica, sociale e relazionale. Il confronto ha evidenziato l’importanza di sviluppare servizi più integrati tra ospedale e territorio e di promuovere soluzioni organizzative capaci di favorire l’autonomia delle persone anziane e la sostenibilità del sistema sanitario in una società sempre più longeva. LA GIORNATA DI STUDIO Come riportato nell’articolo, il programma dell’evento è stato articolato nel seguente modo: “Come affrontare al meglio le trasformazioni di una società sempre più anziana? Di un Paese in cui si vive molto di più e bene, ma si hanno meno giovani pronti per il mondo del lavoro? Intorno a queste domande si è articolata ieri la giornata di studi ‘Il grande adattamento. L’Italia dei seniors: generare valore alleviando gli oneri’. Un confronto a cura di Fondazione Cesifin Alberto Predieri e Neodemos alla Fondazione CR Firenze. A introdurre i lavori Giuseppe Morbidelli, de La Sapienza di Roma e presidente Cesifin, e Gustavo De Santis (Unifi e presidente Neodemos). La prima sessione, presieduta dalla rettrice dell’Unifi Alessandra Petrucci, con Cecilia Tomassini dell’Università del Molise, Silvio Brusaferro, già presidente dell’Istituto superiore di sanità e docente all’Università di Udine, e Ignazio Visco, governatore onorario Bankitalia. La seconda sessione presieduta da Franca Alacevich di Unifi con Maria Chiara Carrozza dell’Università di Milano-Bicocca, già presidente del Cnr, Arturo Lanzani del Politecnico di Milano e Andrea Ungar, di Unifi. Le conclusioni di Daniele Vignoli (Unifi) e al demografo Massimo Livi Bacci (Unifi e Neodemos).” Leggi l’articolo su La Nazione qui

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“Oltre l’età?”: alla LUMSA un incontro sulle trasformazioni sociali dell’invecchiamento

Il 18 marzo 2026 alle ore 14.15, presso l’Aula 2 della sede di via Pompeo Magno 28 a Roma, l’Università LUMSA ospiterà l’incontro “Oltre l’età? Metamorfosi ed effetti sociali dell’invecchiamento”, dedicato alla presentazione del numero 19/2025 della rivista Cartografie sociali. L’evento sarà fruibile sia in presenza sia online, favorendo la partecipazione di studiosi, ricercatori e pubblico interessato ai temi dell’invecchiamento e delle sue implicazioni sociali. L’iniziativa rappresenta un momento di confronto interdisciplinare sulle trasformazioni demografiche e sociali legate all’aumento della longevità. Negli ultimi decenni, infatti, l’invecchiamento della popolazione è diventato uno dei fenomeni più rilevanti per le società contemporanee, ponendo nuove sfide alle politiche sociali, ai sistemi di welfare e ai modelli di partecipazione sociale. In questo contesto, il volume presentato raccoglie contributi di ricerca che analizzano l’invecchiamento non solo come processo biologico, ma come trasformazione sociale complessa, capace di ridefinire ruoli, relazioni e strutture istituzionali. Durante l’incontro interverranno gli autori del volume: Anna D’Ascenzio, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile, Cristiana Di Pietro dell’Università LUMSA e Antonio Sanguinetti dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR. I loro contributi offriranno diverse prospettive di analisi sulle dinamiche sociali dell’invecchiamento e sulle trasformazioni che interessano individui, comunità e istituzioni. Il seminario sarà introdotto da Folco Cimagalli, docente dell’Università LUMSA, e moderato da Rita Cutini, anch’essa docente dell’ateneo romano. Al dibattito prenderanno parte anche Greta Falavigna, Luisa Errichiello e Valentina Lamonica, ricercatrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che porteranno ulteriori contributi di riflessione sui temi affrontati nel volume. A dialogare con gli autori saranno inoltre Maria Chiara Inzerilli di Roma Capitale, Mariella Nocenzi dell’Università LUMSA e Cristina Sofia della Sapienza Università di Roma, offrendo un confronto tra prospettive accademiche e istituzionali sulle implicazioni sociali dell’invecchiamento. L’incontro si inserisce nel più ampio dibattito scientifico sulla longevità e sui cambiamenti demografici che stanno interessando le società contemporanee. La crescente presenza di popolazioni anziane richiede infatti nuove chiavi interpretative e strumenti di analisi capaci di comprendere come l’allungamento della vita influenzi le relazioni sociali, i modelli di partecipazione e le politiche pubbliche. Attraverso il dialogo tra studiosi e istituzioni, l’evento intende contribuire alla costruzione di una riflessione condivisa su questi temi, promuovendo un approccio interdisciplinare allo studio dell’invecchiamento e delle sue trasformazioni nella società contemporanea. Scopri la Locandina cliccando qui

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“Prospettive nella longevità La ricerca di Forlilpsi per l’ageing” 20 marzo 2026, Università di Firenze

Il 20 marzo 2026, dalle 14.00 alle 18.00, il Dipartimento di Formazione, Lingue, Letterature, Intercultura e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze ospiterà il seminario “Prospettive nella longevità. La ricerca di Forlilpsi per l’ageing”, un incontro dedicato alla presentazione delle principali linee di ricerca sviluppate dal Dipartimento sul tema dell’invecchiamento e della longevità. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del centro di ricerca interdipartimentale Age.Florence, che promuove studi interdisciplinari sui processi di invecchiamento e sulle trasformazioni sociali legate alla crescente longevità della popolazione. All’interno di questa cornice, il seminario offrirà un’occasione per condividere i risultati delle ricerche condotte dai gruppi di studio del Dipartimento, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un approccio integrato alle politiche e alle pratiche di invecchiamento attivo. Le attività di ricerca presentate durante l’incontro affrontano il tema della longevità da diverse prospettive disciplinari, tra cui educazione degli adulti, formazione lungo l’arco della vita, psicologia dello sviluppo e linguistica, evidenziando come l’invecchiamento rappresenti un fenomeno complesso che richiede strumenti di analisi e intervento multidimensionali. In particolare, gli studi del Dipartimento si concentrano sui processi educativi e formativi che possono accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, sostenendo la partecipazione sociale, il benessere psicologico e l’apprendimento permanente anche in età avanzata. Il seminario intende inoltre mettere in luce il ruolo della ricerca universitaria nel supportare nuove strategie di accompagnamento alla longevità, attraverso percorsi che integrano conoscenze scientifiche e interventi orientati alla promozione del benessere individuale e collettivo. La direzione scientifica dell’evento è affidata a Vanna Boffo, docente dell’Università di Firenze. Il comitato scientifico, che aderisce al centro Age.Florence, è composto da Giovanna Del Gobbo, Glenda Galeotti, Camilla Matera, Ersilia Menesini, Annalaura Nocentini, Benedetta Emanuela Palladino, Inmaculada Solís García, Fabio Togni e Francesca Torlone. Per partecipare all’evento e iscriversi CLICCA QUI Clicca per scoprire la Locandina_

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Articolo su INNLIFES: La biologia dell’invecchiamento e Age-It: parla fabrizio d’adda di fagagna

La comprensione dei meccanismi biologici dell’invecchiamento rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per la ricerca biomedica. Un approfondimento pubblicato da INNLIFES analizza il contributo scientifico del progetto Age-It, con particolare attenzione agli studi dedicati alla biologia dell’invecchiamento e alle possibili implicazioni per la medicina del futuro. Tra le linee di ricerca centrali di Age-It vi è lo studio dei processi cellulari e molecolari che contribuiscono al deterioramento progressivo dell’organismo con l’avanzare dell’età. Tra i protagonisti di queste ricerche vi è Fabrizio d’Adda di Fagagna, che da anni studia i meccanismi cellulari dell’invecchiamento e dirige all’IFOM l’unità di ricerca Risposta al danno al DNA e senescenza cellulare, oltre che coordinatore dello Spoke 2 dedicato alla biologia dell’invecchiamento. I suoi studi si concentrano su alcuni dei meccanismi fondamentali che regolano la longevità cellulare, come il ruolo dei telomeri e della senescenza cellulare. I telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – tendono ad accorciarsi nel tempo e il loro deterioramento è associato al danno del DNA e all’invecchiamento delle cellule. Un altro elemento chiave è rappresentato dall’accumulo di cellule senescenti, cellule che hanno perso la capacità di dividersi ma che rimangono metabolicamente attive e possono contribuire a processi infiammatori cronici. Comprendere come queste cellule si accumulino e influenzino i tessuti è oggi uno degli obiettivi principali della ricerca sull’invecchiamento. Secondo gli studiosi coinvolti nel progetto AGE-IT, la ricerca sui meccanismi biologici dell’invecchiamento potrebbe aprire nuove prospettive per la medicina, contribuendo in futuro allo sviluppo di strategie in grado di prevenire o ritardare alcune patologie associate all’età avanzata. Tuttavia, gli scienziati sottolineano anche la necessità di distinguere con chiarezza tra i risultati della ricerca scientifica e le promesse spesso diffuse nel mercato della cosiddetta longevity economy, dove trattamenti e prodotti anti-age vengono talvolta proposti senza solide evidenze scientifiche. In questo contesto, il progetto AGE-IT si propone di rafforzare il dialogo tra ricerca biologica, politiche sanitarie e società, contribuendo a costruire una conoscenza più solida dei processi di invecchiamento e delle loro implicazioni per la salute pubblica. L’obiettivo non è soltanto prolungare la durata della vita, ma soprattutto migliorare la qualità dell’invecchiamento, favorendo condizioni di vita più sane e sostenibili in una società sempre più longeva. Leggi l’articolo completo su INNLIFES qui

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Nuovo Policy Brief dello Spoke 10 pubblicato sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione

 È stato pubblicato in modalità open access sulla rivista scientifica Epidemiologia & Prevenzione un contributo dedicato al tema degli indicatori di performance per l’attuazione delle politiche di prevenzione e promozione della salute. L’articolo è stato redatto dal Work Package 4 dello Spoke 10 di Age-It e si inserisce all’interno di una raccolta di diversi contributi dello Spoke 10 che affrontano temi strategici legati alla programmazione e alla valutazione delle politiche sanitarie. Il contributo si inserisce in uno scenario demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una crescente diffusione di multicronicità, fattori che pongono nuove sfide alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. In questo contesto, gli interventi di prevenzione e promozione della salute assumono un ruolo sempre più centrale, ma richiedono strumenti adeguati per valutarne l’efficacia e orientare le decisioni pubbliche. L’articolo propone quindi un quadro concettuale di indicatori di performance utili per monitorare l’attuazione delle politiche di prevenzione. Considerata la natura complessa dei programmi di prevenzione – che spesso combinano strumenti organizzativi, educativi e finanziari – gli indicatori vengono classificati in tre principali categorie: indicatori dal lato della domanda, che riguardano bisogni, comportamenti e partecipazione dei cittadini ai programmi di prevenzione; indicatori dal lato dell’offerta, che permettono di valutare il funzionamento dei servizi e il grado di adesione dei professionisti sanitari alle strategie di prevenzione; indicatori sistemici, che misurano gli effetti complessivi delle politiche sul sistema sanitario e sulla salute della popolazione. La proposta di monitoraggio non si limita a considerare l’utilizzo dei servizi sanitari e gli esiti clinici, ma include anche dimensioni più ampie di performance, come l’equità di accesso alle opportunità di prevenzione e le implicazioni sociali degli interventi, aspetti sempre più rilevanti per i decisori pubblici. Un elemento fondamentale per l’efficace utilizzo di questi indicatori è la disponibilità di sistemi informativi affidabili e integrati, in grado di raccogliere e analizzare dati provenienti da fonti diverse. Solo attraverso una base informativa solida è infatti possibile valutare in modo completo e multidimensionale l’impatto delle politiche di prevenzione e promozione della salute. Scopri il Policy Brief qui 

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Dal mur 60,7 milioni l’anno per assumere 2.000 ricercatori: bernini: fondi strutturali garantire le risorse Anche dopo il PNRR

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha firmato i decreti attuativi del Piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca previsto dalla legge di Bilancio 2026. Il provvedimento mette a disposizione risorse che, secondo quanto comunicato dal MUR, potranno sostenere l’assunzione di fino a 2.000 ricercatori da parte di università ed enti pubblici di ricerca. Il finanziamento previsto ammonta a 18,5 milioni di euro per il 2026 e a 60,7 milioni di euro annui a partire dal 2027. A queste somme potrà aggiungersi il cofinanziamento fino al 50% da parte dei singoli atenei e degli enti, in un impianto pensato per ampliare la capacità di reclutamento e consolidare nel tempo il rafforzamento degli organici della ricerca pubblica. L’obiettivo dichiarato del Piano è quello di rendere strutturali le competenze sviluppate nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR, evitando che una parte del capitale umano formato nella fase straordinaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vada dispersa alla conclusione dei programmi. In questa direzione si colloca anche la firma dei decreti da parte della ministra Anna Maria Bernini, che ha definito lo stanziamento un investimento nel futuro della ricerca italiana e nel patrimonio professionale costruito negli ultimi anni nel sistema universitario e scientifico del Paese. La misura si inserisce in un quadro normativo più ampio delineato dalla legge di Bilancio 2026, che ha previsto strumenti specifici per favorire il reclutamento e la valorizzazione del personale della ricerca sia nelle università sia negli enti pubblici vigilati dal MUR. Il dossier parlamentare sulla manovra chiarisce infatti che il Piano punta a sostenere procedure di assunzione dedicate, con particolare attenzione anche al personale già coinvolto in attività di ricerca collegate al PNRR. Leggi l’articolo su Ansa.it

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Via alla terza edizione del bando “vEIColo” che sostiene atenei ed enti di ricerca italiani

È stata lanciata la terza edizione del Bando vEIColo – Accompagnamento per la valorizzazione della ricerca, iniziativa promossa congiuntamente da Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione CDP per sostenere il posizionamento strategico della ricerca italiana nei programmi dello European Innovation Council (EIC), in particolare nelle call EIC Pathfinder ed EIC Transition. Come evidenzia anche la scheda pubblicata da ProMIS, il bando mira a trasformare i risultati della ricerca in progetti concreti, incrementando la capacità di attrazione di finanziamenti da parte di università ed enti di ricerca del territorio nazionale. L’iniziativa si rivolge ad Atenei ed enti di ricerca pubblici e privati non profit con sede legale in Italia e nasce con un obiettivo preciso: contribuire a colmare la distanza tra eccellenza scientifica e valorizzazione applicativa, accompagnando i team di ricerca nello sviluppo di progettualità con maggiore maturità strategica, potenziale di trasferimento tecnologico e prospettiva di impatto. Il tema è rilevante perché uno dei nodi strutturali del sistema italiano della ricerca non riguarda soltanto la qualità scientifica, ma anche la capacità di trasformare i risultati della ricerca in candidature competitive nei programmi europei dedicati all’innovazione di frontiera. Secondo quanto riportato nella pagina del progetto pubblicata da ProMIS, il bando si articola in due linee di intervento. La Linea 1 – Potenziamento è dedicata a progetti già valutati “sopra soglia” nelle call EIC ma non finanziati per carenza di fondi: in questo caso è previsto un contributo fino a 40.000 euro, accompagnato da un percorso di coaching specialistico fino a 50 ore. La Linea 2 – Nuove opportunità è invece rivolta a nuove candidature ad alto potenziale di trasferimento tecnologico e prevede attività di formazione e fino a 75 ore di accompagnamento. Il bando, nella sua impostazione, non si limita quindi a offrire un sostegno economico, ma propone un modello che combina risorse finanziarie, consulenza strategica e accompagnamento tecnico. È un punto importante, perché suggerisce una visione della valorizzazione della ricerca non come esito automatico dell’eccellenza scientifica, ma come processo che richiede competenze dedicate, lettura dei meccanismi europei di finanziamento e capacità di costruzione progettuale. In questo senso, l’iniziativa si colloca lungo la traiettoria dello European Innovation Council, che all’interno di Horizon Europe è pensato come uno strumento centrale per sostenere tecnologie di frontiera e innovazioni deep tech lungo il loro percorso di maturazione. Scopri di più sul sito del progetto

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Spoke 4 di Age-It alla sissa un’iniziativa di terza missione: I risultati preliminari della ricerca “la cognizione umana tra riserva e declino”

Lo Spoke 4 di Age-It, attraverso il Laboratorio di Neuroscienze Cognitive della prof.ssa Raffaella I. Rumiati, ha realizzato un’iniziativa di Terza Missione dedicata ai partecipanti over 65 coinvolti nel progetto, con l’obiettivo di condividere e discutere i primi risultati emersi dalle attività di ricerca. L’incontro si è svolto presso la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, istituzione scientifica con sede a Trieste e punto di riferimento nazionale e internazionale per la formazione post-universitaria e la ricerca avanzata, anche nell’ambito delle neuroscienze. Al centro dell’appuntamento vi è stata la presentazione dei risultati preliminari dello studio dal titolo “La Cognizione Umana tra Riserva e Declino. Indagine neuroscientifica sui correlati neurali”, a firma di Bianca Monachesi, Elisabetta Pisanu, Stefania Lucia, Silvia Fornaro, Maja Ukmar, Maria A. Cova e Raffaella I. Rumiati. La restituzione ai partecipanti rappresenta un passaggio particolarmente significativo, perché rende visibile uno degli aspetti più rilevanti della ricerca contemporanea sull’invecchiamento: la capacità di mantenere un dialogo diretto con le persone che prendono parte agli studi, restituendo in forma accessibile il senso del lavoro scientifico e i primi esiti emersi. L’iniziativa si colloca nel solco delle attività di Terza Missione, cioè di quell’insieme di azioni con cui la ricerca universitaria e scientifica si apre alla società, promuovendo circolazione della conoscenza, partecipazione e impatto pubblico. In questo caso, il valore dell’incontro è stato duplice: da un lato, ha consentito di condividere con i partecipanti over 65 il quadro preliminare della ricerca; dall’altro, ha rafforzato la dimensione relazionale del progetto, riconoscendo il ruolo attivo delle persone coinvolte nel percorso di studio. Il tema affrontato dallo studio — il rapporto tra riserva cognitiva e declino, osservato attraverso una prospettiva neuroscientifica e focalizzato sui correlati neurali — si inserisce pienamente nelle linee di ricerca sul funzionamento cognitivo nell’età avanzata. Pur senza entrare, in questa fase, nel dettaglio dei risultati scientifici, la presentazione ha rappresentato un’occasione importante per mostrare come l’indagine sui meccanismi della cognizione umana possa tradursi non solo in avanzamento delle conoscenze, ma anche in momenti di confronto chiaro e diretto con i partecipanti.

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