Vesta 2026: A Roma Il Confronto Nazionale Sul Futuro Del Lavoro Di Cura E Dell’assistenza Alla Persona – 15 Maggio

Si è svolto il 15 maggio 2026 presso l’Auditorium della Tecnica di Roma VESTA 2026, manifestazione nazionale dedicata al lavoro di cura e all’assistenza alla persona. L’iniziativa ha riunito per un’intera giornata istituzioni pubbliche, università, imprese, startup, operatori del settore e organizzazioni della società civile con l’obiettivo di analizzare le profonde trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema della cura in Italia.

Il programma ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti del dibattito contemporaneo: l’invecchiamento della popolazione, la crescente domanda di assistenza domiciliare, il ruolo della tecnologia nei servizi alla persona, la sostenibilità della silver economy e l’evoluzione del lavoro di cura. In questo quadro, VESTA 2026 si è confermato come un luogo di confronto multidisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze scientifiche, esperienze professionali e prospettive di innovazione.

Nel corso della giornata si sono alternati panel, workshop e sessioni tematiche dedicate ai caregiver familiari, alla formazione degli assistenti familiari, alla sanità integrativa, alla prevenzione e ai nuovi modelli di finanziamento e organizzazione dei servizi. La varietà dei temi trattati ha evidenziato come la cura rappresenti oggi non solo una questione sanitaria e sociale, ma anche una dimensione strategica per lo sviluppo economico e per la coesione del Paese.

L’intervento di Cecilia Tomassini su demografia e nuovi modelli di assistenza

Tra i momenti più significativi del programma scientifico si è distinto il panel “Chi si prenderà cura dell’Italia? Demografia, longevità e nuovi modelli di assistenza”, svoltosi dalle 10:50 alle 11:20 nella Sala Mostre 1 – Piazza Domina. Il titolo del panel ha posto al centro una delle domande più urgenti per il futuro del welfare italiano: come garantire servizi di assistenza adeguati in un contesto caratterizzato da un rapido invecchiamento della popolazione e da una progressiva riduzione della forza lavoro disponibile.

In questo contesto è intervenuta la Dott.ssa Cecilia Tomassini, invitata come relatrice in rappresentanza dell’Università degli Studi del Molise. Il suo contributo ha approfondito le implicazioni demografiche della longevità e le conseguenze che tali trasformazioni producono sull’organizzazione dei sistemi di cura. L’intervento ha evidenziato la necessità di sviluppare modelli di assistenza innovativi, in grado di integrare domiciliarità, tecnologie digitali e sostenibilità economica e sociale.

Il panel è stato condiviso con un relatore del Policlinico Gemelli, a testimonianza della volontà di coniugare prospettive demografiche e competenze clinico-sanitarie. Il confronto ha sottolineato come il futuro della cura richieda approcci interdisciplinari capaci di mettere in relazione dati di popolazione, bisogni assistenziali e capacità del sistema di rispondere in modo efficace e duraturo.

Una piattaforma di dialogo per il futuro della care economy

VESTA 2026 ha confermato la crescente centralità del settore della cura all’interno del dibattito pubblico e delle strategie di sviluppo. L’allungamento della vita, l’aumento delle condizioni di fragilità e la trasformazione delle strutture familiari stanno infatti modificando profondamente la domanda di servizi, rendendo necessario ripensare il rapporto tra famiglie, istituzioni, mercato e innovazione.

La manifestazione ha messo in evidenza il ruolo sempre più strategico della care economy, intesa come insieme di attività, servizi e competenze che sostengono la qualità della vita delle persone anziane, fragili o non autosufficienti. Dalla sanità integrativa alla domotica, dalla formazione professionale al reclutamento di operatori qualificati, il settore si presenta oggi come uno degli ambiti più dinamici e rilevanti per il futuro del welfare italiano.

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