Articolo su INNLIFES: La biologia dell’invecchiamento e Age-It: parla fabrizio d’adda di fagagna

La comprensione dei meccanismi biologici dell’invecchiamento rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per la ricerca biomedica. Un approfondimento pubblicato da INNLIFES analizza il contributo scientifico del progetto Age-It, con particolare attenzione agli studi dedicati alla biologia dell’invecchiamento e alle possibili implicazioni per la medicina del futuro.

Tra le linee di ricerca centrali di Age-It vi è lo studio dei processi cellulari e molecolari che contribuiscono al deterioramento progressivo dell’organismo con l’avanzare dell’età.

Tra i protagonisti di queste ricerche vi è Fabrizio d’Adda di Fagagna, che da anni studia i meccanismi cellulari dell’invecchiamento e dirige all’IFOM l’unità di ricerca Risposta al danno al DNA e senescenza cellulare, oltre che coordinatore dello Spoke 2 dedicato alla biologia dell’invecchiamento. I suoi studi si concentrano su alcuni dei meccanismi fondamentali che regolano la longevità cellulare, come il ruolo dei telomeri e della senescenza cellulare. I telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – tendono ad accorciarsi nel tempo e il loro deterioramento è associato al danno del DNA e all’invecchiamento delle cellule.

Un altro elemento chiave è rappresentato dall’accumulo di cellule senescenti, cellule che hanno perso la capacità di dividersi ma che rimangono metabolicamente attive e possono contribuire a processi infiammatori cronici. Comprendere come queste cellule si accumulino e influenzino i tessuti è oggi uno degli obiettivi principali della ricerca sull’invecchiamento.

Secondo gli studiosi coinvolti nel progetto AGE-IT, la ricerca sui meccanismi biologici dell’invecchiamento potrebbe aprire nuove prospettive per la medicina, contribuendo in futuro allo sviluppo di strategie in grado di prevenire , ritardare alcune patologie associate all’età avanzata. Tuttavia, gli scienziati sottolineano anche la necessità di distinguere con chiarezza tra i risultati della ricerca scientifica e le promesse spesso diffuse nel mercato della cosiddetta longevity economy, dove trattamenti e prodotti anti-age vengono talvolta proposti senza solide evidenze scientifiche.

In questo contesto, il progetto AGE-IT si propone di rafforzare il dialogo tra ricerca biologica, politiche sanitarie e società, contribuendo a costruire una conoscenza più solida dei processi di invecchiamento e delle loro implicazioni per la salute pubblica. L’obiettivo non è soltanto prolungare la durata della vita, ma soprattutto migliorare la qualità dell’invecchiamento, favorendo condizioni di vita più sane e sostenibili in una società sempre più longeva.

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