Uno studio Age-It pubblicato su Nature Aging: una nuova strategia per contrastare il declino del sistema ematopoietico legato all’invecchiamento

La prestigiosa rivista Nature Aging ha pubblicato lo studio “Therapeutic inhibition of telomeric DNA damage response rescues hematopoietic dysfunction driven by telomere shortening and aging, firmato da Alessia Oppezzo, Sara Sepe, Giada Cicio e colleghi, sotto la supervisione del Prof. Fabrizio d’Adda di Fagagna, tra i principali esperti internazionali nello studio dei telomeri, della senescenza cellulare e dei meccanismi biologici dell’invecchiamento.

Lo studio affronta uno dei processi chiave dell’invecchiamento: il progressivo deterioramento del sistema ematopoietico, responsabile della produzione delle cellule del sangue e del corretto funzionamento del sistema immunitario. Con l’avanzare dell’età, infatti, i telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – si accorciano progressivamente e accumulano danni. Questo fenomeno favorisce la comparsa della senescenza cellulare, uno stato in cui le cellule smettono di dividersi e rilasciano molecole pro-infiammatorie che contribuiscono al declino dei tessuti.

I ricercatori hanno individuato un ruolo cruciale della cosiddetta risposta al danno del DNA telomerico (telomeric DNA damage response, tDDR), un meccanismo che viene attivato quando i telomeri risultano compromessi. Lo studio dimostra che questa risposta non rappresenta soltanto un indicatore del danno cellulare, ma contribuisce direttamente al deterioramento delle cellule staminali ematopoietiche durante l’invecchiamento.

Per verificare questa ipotesi, il gruppo di ricerca ha utilizzato una strategia sperimentale basata su oligonucleotidi antisenso telomerici (tASO), progettati per inibire specifici RNA non codificanti coinvolti nell’attivazione della tDDR. L’intervento ha permesso di ridurre la risposta al danno nei tessuti ematopoietici, limitare i processi di senescenza e infiammazione e migliorare la funzionalità delle cellule staminali responsabili della produzione delle cellule del sangue.

I risultati sono stati osservati in modelli murini con deficit di telomerasi, che riproducono alcune caratteristiche dell’invecchiamento associato all’accorciamento dei telomeri, ma anche in topi anziani fisiologicamente invecchiati. Inoltre, il trattamento sperimentale ha migliorato ex vivo la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche ottenute da donatori umani anziani, suggerendo una potenziale rilevanza anche per future applicazioni cliniche.

Secondo gli autori, questi risultati identificano la risposta al danno del DNA telomerico come un importante fattore responsabile del declino ematopoietico associato all’età e indicano l’inibizione della tDDR mediante tASO come una promettente strategia terapeutica per le patologie legate ai telomeri e, più in generale, per contrastare alcuni effetti biologici dell’invecchiamento.

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