Lavoratori over 55 e fabbrica intelligente: a Padova si studiano tecnologie capaci di adattarsi alle persone

Il progressivo invecchiamento della popolazione sta trasformando anche il mercato del lavoro e il settore manifatturiero. Un approfondimento pubblicato dal Corriere della Sera racconta il caso del Lab Village dell’Università di Padova, dove ricerca e impresa stanno sperimentando soluzioni tecnologiche pensate per adattare macchine e ambienti produttivi alle caratteristiche dei lavoratori più maturi.

Il punto di partenza è un cambiamento già evidente nella composizione della forza lavoro. Secondo i dati INPS riportati nell’articolo, tra il 2019 e il 2025 i lavoratori over 55 sono aumentati del 65%, risultando il segmento cresciuto più rapidamente nel mercato del lavoro italiano. Il fenomeno è legato all’allungamento della vita lavorativa, ma anche al calo demografico e alla progressiva riduzione della popolazione attiva. 

In Veneto, secondo le stime richiamate dal Corriere, nei prossimi anni potrebbe emergere un significativo fabbisogno di lavoratori. In questo scenario, la permanenza al lavoro delle fasce più mature della popolazione viene considerata una componente sempre più rilevante per sostenere il sistema produttivo. 

Macchine che si adattano al lavoratore

Il progetto sviluppato dal Lab Village dell’Università di Padova, in collaborazione con un’azienda del territorio, esplora un modello di fabbrica in cui non sia soltanto il lavoratore ad adattarsi alla macchina, ma anche la macchina alle condizioni e ai ritmi della persona.

Al centro della sperimentazione ci sono cobot, dispositivi indossabili e sensori capaci di rilevare parametri come livello di attenzione, stress, frequenza cardiaca, movimenti oculari e tensioni muscolari. I dati possono essere utilizzati per consentire alle apparecchiature di modificare tempi e modalità operative in funzione delle condizioni dell’operatore. 

L’approccio punta quindi a coniugare digitalizzazione, ergonomia e centralità della persona, con l’obiettivo di rendere il lavoro industriale più sostenibile anche in presenza di una forza lavoro progressivamente più anziana.

Come spiega nell’articolo Luciano Gamberini, professore ordinario di Psicologia del lavoro all’Università di Padova e coordinatore del Lab Village, la prospettiva è quella di riportare al centro del sistema produttivo le esigenze della persona, superando una concezione in cui è esclusivamente il lavoratore a doversi adattare ai ritmi della macchina. 

Il caso padovano mostra come il tema della longevità non riguardi soltanto salute e assistenza, ma investa anche organizzazione del lavoro, innovazione tecnologica e sostenibilità dei sistemi produttivi. Una trasformazione che richiede di ripensare ambienti, processi e tecnologie in funzione di carriere lavorative più lunghe e di una forza lavoro sempre più eterogenea per età.

Leggi l’articolo completo sul Corriere della Sera

Scroll to Top