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Entro Il 2029 In Italia Serviranno Oltre 2,2 Milioni Di Lavoratori Domestici – Articolo Su Il Sole 24 Ore – Alley Oop

Cresce il fabbisogno di cura in una società che invecchia In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore – Alley Oop, Mariolina Sesto analizza una delle principali conseguenze dell’invecchiamento della popolazione italiana: l’aumento della domanda di assistenza domiciliare e di cura. L’allungamento della vita, che rappresenta un importante progresso sociale, comporta infatti una crescente necessità di supporto per le persone anziane e per le loro famiglie. Secondo i dati richiamati nell’articolo, la speranza di vita in Italia è oggi pari a 83,7 anni e continua a crescere. Parallelamente, la quota di popolazione in età lavorativa è destinata a ridursi nei prossimi decenni, rendendo più complesso garantire un numero adeguato di lavoratrici e lavoratori in grado di rispondere ai bisogni assistenziali di una società sempre più longeva. Entro il 2029 saranno necessari 2,211 milioni di lavoratori domestici Un paper commissionato da Assindatcolf al Centro Studi e Ricerche IDOS stima che entro il 2029 in Italia saranno necessari almeno 2 milioni e 211 mila lavoratrici e lavoratori domestici, tra colf e badanti, per coprire il fabbisogno di cura e assistenza delle famiglie. Circa il 69% di questa forza lavoro sarà costituito da persone di origine straniera, in prevalenza provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Lo studio, presentato nel Rapporto 2026 Family (Net) Work dal titolo Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia, mette in evidenza il ruolo essenziale del lavoro domestico e di cura nel sostenere il sistema di welfare informale del Paese. Invecchiano anche badanti e collaboratrici familiari Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dal rapporto riguarda il progressivo invecchiamento della stessa forza lavoro impiegata nell’assistenza. Nel 2024 oltre l’11% dei lavoratori stranieri occupati nel settore aveva più di 65 anni, un dato che segnala uno scarso ricambio generazionale e una crescente dipendenza da persone che continuano a lavorare anche in età avanzata, spesso per necessità economiche. Questo scenario pone interrogativi importanti sulla sostenibilità futura dell’assistenza domiciliare in Italia. In un Paese in cui la longevità continua ad aumentare, garantire condizioni di lavoro adeguate, valorizzare le professioni di cura e favorire il ricambio generazionale rappresentano elementi centrali per assicurare risposte efficaci ai bisogni di una popolazione sempre più anziana.     

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Call for papers – Special issue “Come si invecchia al lavoro?” – Spoke 1 – Deadline 15 dicembre 2026

Un numero speciale dedicato ai processi di invecchiamento occupazionale È aperta la Call for Papers per il numero speciale 178(2)/2027 della rivista Sociologia del Lavoro, dal titolo “Come si invecchia al lavoro? Processi, traiettorie cumulative e approcci innovativi”. L’iniziativa è curata da Giustina Orientale Caputo, Adriana Cerasuolo, Marino Pezzolo e Giuseppe Gargiulo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e nasce dal lavoro di un gruppo di ricerca che ha collaborato alle attività di Age-It, in particolare nell’ambito dello Spoke 1 – Task 4.4. La Special Issue si propone di analizzare l’invecchiamento lavorativo non come semplice dato anagrafico, ma come un processo socialmente costruito, influenzato dalle traiettorie biografiche, dalle disuguaglianze cumulative e dalle trasformazioni del mercato del lavoro. L’obiettivo è approfondire come esperienze di precarietà, interruzioni di carriera, responsabilità di cura e contesti organizzativi possano incidere sulle condizioni di lavoro e di benessere nelle età più avanzate. Temi di ricerca e approcci metodologici La Call accoglie contributi teorici ed empirici, in italiano o in inglese, che affrontino temi quali i meccanismi generativi delle disuguaglianze, l’intersezionalità, le culture organizzative, l’impatto della digitalizzazione, il lavoro ibrido e le politiche orientate al corso di vita. Sono incoraggiati studi qualitativi, quantitativi e mixed-methods, con particolare attenzione a prospettive comparative e longitudinali. Tra gli assi tematici figurano anche le relazioni tra lavoro e salute, la gestione dell’age diversity nelle organizzazioni e le nuove forme di governance capaci di accompagnare le traiettorie occupazionali lungo tutto l’arco della vita. La Special Issue intende così contribuire al dibattito scientifico su come trasformare l’allungamento della vita lavorativa in una sfida affrontabile con strumenti analitici e politiche innovative. Scadenza e modalità di partecipazione Gli articoli, con una lunghezza massima di 8.000 parole, dovranno essere inviati entro il 15 dicembre 2026 attraverso la piattaforma Open Journal Systems di FrancoAngeli Journals. Tutti i contributi conformi alle norme editoriali della rivista saranno sottoposti a un processo di double blind peer review. La Call rappresenta un’importante opportunità per ricercatrici e ricercatori interessati a studiare i rapporti tra invecchiamento, lavoro e disuguaglianze sociali, offrendo uno spazio di confronto interdisciplinare su uno dei temi più rilevanti per le società contemporanee. Consulta la pagina e procedi alla sottomissione QUI   

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Longevity: la demografia come opportunità per il futuro – Intervista a Daniele Vignoli su Manageritalia – Milano Longevity Summit 2026

L’invecchiamento della popolazione è spesso descritto come una sfida per il welfare e per la sostenibilità dei sistemi economici e sociali. Daniele Vignoli, tra i principali demografi europei, propone invece una lettura diversa attraverso il concetto di positive demography, che interpreta i cambiamenti demografici come un’opportunità di sviluppo e innovazione. Intervistato in vista del Milan Longevity Summit 2026, di cui Manageritalia è partner, Vignoli sottolinea come l’allungamento della vita rappresenti il risultato di un importante progresso storico. Vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute può infatti offrire nuove possibilità per ripensare il modo in cui lavoriamo, viviamo e collaboriamo lungo tutto l’arco della vita. La longevità come motore di innovazione Secondo Vignoli, una popolazione più longeva può favorire lo sviluppo della silver economy, stimolare l’innovazione nei servizi e nelle tecnologie e valorizzare il contributo delle persone nelle età mature. L’invecchiamento non dovrebbe quindi essere considerato esclusivamente un costo per pensioni e assistenza, ma anche una risorsa in termini di esperienza, competenze e partecipazione sociale. In questo scenario, imprese e organizzazioni sono chiamate ad adottare strategie di age management, investendo nella formazione continua, nella flessibilità dei percorsi professionali e nella valorizzazione della collaborazione tra generazioni diverse. Modelli organizzativi più inclusivi possono contribuire a rafforzare produttività e resilienza nel lungo periodo. Ripensare politiche e organizzazione del lavoro La positive demography invita a superare una visione difensiva dell’invecchiamento e a sviluppare politiche integrate che coinvolgano lavoro, salute, famiglia e istruzione. Per l’Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, questo significa investire nei giovani, nei servizi e in un nuovo equilibrio tra generazioni. Il messaggio rivolto a manager e decisori pubblici è chiaro: la questione non è quanto costi l’invecchiamento, ma come trasformare gli anni di vita guadagnati in anni attivi, produttivi e in buona salute. In questa prospettiva, la longevità può diventare un vantaggio competitivo e sociale per l’intera collettività. Leggi l’intervista integrale QUI   

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R2I – Research to Innovate Italy: a Bologna la prima edizione della nuova piattaforma nazionale per ricerca e innovazione

Un nuovo appuntamento strategico per il sistema italiano dell’innovazione Il 12 e 13 maggio 2026 Bologna ospiterà la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione della ricerca e al rafforzamento del dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e attori finanziari. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ART-ER. R2I nasce come evoluzione del consolidato appuntamento R2B – Research to Business e si propone come una piattaforma permanente di confronto strategico e operativo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione più integrato e competitivo, capace di favorire sinergie tra territori, attrarre risorse europee e sostenere il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca al sistema produttivo. Un programma articolato tra co-creazione, visione e networking La manifestazione si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. INNOVATE è dedicato a laboratori di co-creazione e confronto tra attori dell’innovazione; INSPIRE propone momenti di approfondimento e indirizzo strategico sulle politiche della ricerca; CONNECT & DISCOVER favorisce il networking e la valorizzazione di progetti, competenze ed eccellenze. Attraverso questa struttura, R2I intende superare la frammentazione territoriale e rafforzare il coordinamento tra livelli regionale, nazionale ed europeo. L’iniziativa ambisce inoltre a produrre proposte concrete a supporto delle politiche pubbliche e ad aumentare la capacità del sistema italiano di accedere ai finanziamenti competitivi e di generare impatti economici e sociali duraturi. In programma la Riunione di Coordinamento PNRR All’interno della manifestazione, il 12 maggio dalle ore 14:00 alle 15:30, presso la Sala Cobalto dell’Ex GAM – Galleria d’Arte Moderna, si terrà la Riunione di Coordinamento PNRR – Missione 4, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”. L’incontro rappresenta un momento di confronto operativo tra i soggetti coinvolti nell’attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate al rafforzamento del sistema della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. L’obiettivo è favorire l’allineamento delle attività, la condivisione degli avanzamenti e il coordinamento tra i diversi programmi finanziati. La partecipazione a R2I è gratuita previa registrazione sul sito ufficiale della manifestazione, mentre la partecipazione alla Riunione di Coordinamento PNRR è riservata ai soggetti invitati. Scopri il Programma QUI   

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Shaping Ageing Futures: a Milano-Bicocca un workshop sulle sfide delle società che invecchiano

  Il 20 maggio 2026, il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ospiterà il workshop “Shaping Ageing Futures: Emerging Societal Challenges and Research Directions”, un incontro dedicato all’analisi delle principali trasformazioni sociali, economiche e culturali connesse all’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività del gruppo di ricerca Ageing Societies, impegnato nello studio dei cambiamenti che interessano le società contemporanee in un contesto di crescente longevità. Il workshop si terrà in presenza, dalle ore 10:00 alle 12:30, presso l’Aula Pagani (edificio U7), e riunirà studiose e studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto sulle nuove sfide poste dall’invecchiamento e sulle direzioni future della ricerca, in una prospettiva capace di integrare approcci sociologici, demografici, economici e di policy. Le nuove sfide delle ageing societies L’aumento dell’aspettativa di vita e la progressiva trasformazione della struttura per età della popolazione stanno ridefinendo in profondità il funzionamento delle società contemporanee. Temi come la sostenibilità dei sistemi di welfare, l’evoluzione dei modelli familiari, il lavoro di cura, la partecipazione sociale e l’inclusione digitale rappresentano oggi ambiti centrali per comprendere gli effetti dell’invecchiamento e per individuare risposte adeguate sul piano delle politiche pubbliche. In questo contesto, il workshop intende stimolare una riflessione sulle questioni emergenti che caratterizzeranno i prossimi decenni, mettendo in dialogo prospettive teoriche e risultati empirici. L’approccio interdisciplinare consente di cogliere la complessità dei processi in atto e di valorizzare il contributo di diverse tradizioni di ricerca nello studio dell’ageing. Verso nuove traiettorie di ricerca e innovazione “Shaping Ageing Futures” si inserisce nel più ampio dibattito scientifico internazionale sulle prospettive future delle società che invecchiano. L’iniziativa mira a rafforzare il confronto tra discipline e a promuovere lo sviluppo di approcci innovativi per l’analisi dei processi di invecchiamento, contribuendo alla definizione di nuove domande di ricerca e di strumenti interpretativi più efficaci. Attraverso momenti di discussione e condivisione, il workshop offrirà un’occasione per consolidare reti di collaborazione e favorire la costruzione di conoscenze utili a orientare politiche e interventi in grado di rispondere alle trasformazioni demografiche in corso. In un’epoca in cui la longevità rappresenta una delle grandi sfide del XXI secolo, comprendere come “dare forma” ai futuri dell’invecchiamento significa contribuire a progettare società più inclusive, sostenibili e attente al benessere lungo tutto il corso della vita.

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Articolo open access: “Ageing and Welfare in Transition”, un’analisi interdisciplinare per ripensare l’invecchiamento

Un contributo scientifico nell’ambito del progetto Age-It È disponibile in open access il volume “Ageing and Welfare in Transition. Social, Legal, Economic, and Mobility Perspectives for an Inclusive Society”, curato da Carmine Clemente, Letizia Carrera, Claudia Morgana Cascione ed Elisabetta Venezia e pubblicato da FrancoAngeli. Il libro si colloca all’interno delle attività del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, e propone una riflessione strutturata sulle trasformazioni demografiche in atto. L’obiettivo è offrire una lettura integrata dell’invecchiamento, superando approcci settoriali e frammentati, e contribuendo al dibattito su politiche e modelli di welfare più adeguati alle società che invecchiano. Invecchiamento attivo tra condizioni sociali e accesso alle risorse Attraverso contributi che intrecciano prospettive sociologiche, giuridiche ed economiche, il volume analizza i fattori che incidono sulla possibilità di un invecchiamento attivo e inclusivo. Emergono in modo chiaro le condizioni che favoriscono o limitano la partecipazione sociale delle persone anziane: livello di istruzione, disponibilità economica, stato di salute e qualità delle reti sociali. In questo quadro, l’invecchiamento non è descritto come un processo uniforme, ma come un fenomeno profondamente segnato da disuguaglianze, che richiede interventi mirati e differenziati. Il volume contribuisce così a spostare l’attenzione dalla dimensione puramente individuale a quella sistemica, evidenziando il ruolo delle politiche pubbliche nel creare contesti favorevoli all’autonomia. Spazi urbani, digitalizzazione e mobilità: le infrastrutture dell’inclusione Una parte rilevante dell’analisi è dedicata al ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che sostengono la vita quotidiana. Gli spazi urbani e la prossimità ai servizi vengono individuati come elementi chiave per garantire indipendenza e qualità della vita, mentre la digitalizzazione del welfare è interpretata in una doppia prospettiva: da un lato opportunità per ampliare l’accesso ai servizi, dall’altro potenziale fattore di esclusione per chi non dispone di competenze o strumenti adeguati. In parallelo, il volume propone una lettura della mobilità come infrastruttura fondamentale per l’inclusione sociale, sottolineando come la possibilità di muoversi incida direttamente sulla partecipazione e sull’accesso alle opportunità. Verso politiche integrate per l’active ageing Nel complesso, il lavoro evidenzia come l’active ageing non possa essere promosso esclusivamente come responsabilità individuale, ma richieda un ripensamento delle infrastrutture sociali, urbane e istituzionali. La sfida dell’invecchiamento implica infatti la costruzione di politiche integrate, capaci di tenere insieme dimensioni sociali, territoriali e tecnologiche. Il volume si configura quindi come uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori, contribuendo a definire un approccio più sistemico e sostenibile all’invecchiamento della popolazione. Il volume è disponibile in open access cliccando qui

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Scambio internazionale su invecchiamento e inclusione digitale: il 34° DIHAC Cross-cultural Exchange Meeting

Un confronto globale su ageing e inclusione Il 22 aprile 2026 si è tenuto il 34° Cross-cultural Exchange Meeting promosso nell’ambito dello studio internazionale Digitally Inclusive, Healthy Ageing Communities (DIHAC), un’iniziativa che riunisce ricercatori e istituzioni impegnati nell’analisi delle trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione. L’incontro, svolto in modalità online, si inserisce in un ciclo consolidato di appuntamenti dedicati allo scambio interdisciplinare e interculturale, con l’obiettivo di condividere approcci, dati e modelli di intervento per promuovere comunità più inclusive e sostenibili. Il contributo accademico e il ruolo della cooperazione internazionale Tra i protagonisti dell’evento figurano Michele Bertani, Assistant Professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha svolto il ruolo di chair, e Vanna Boffo, professoressa di pedagogia all’Università di Firenze, intervenuta come speaker. Accanto a loro, la partecipazione di studiosi provenienti da contesti accademici internazionali, tra cui Nuttée Suree (Chiang Mai University), ha rafforzato il carattere globale del confronto. L’incontro ha evidenziato l’importanza della cooperazione scientifica internazionale nel comprendere le dinamiche dell’invecchiamento e nel sviluppare risposte coordinate, capaci di integrare dimensioni educative, sociali e tecnologiche. Inclusione digitale e ageing: sfide e opportunità Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie digitali come leva per favorire l’inclusione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone anziane. L’accesso ai servizi digitali, la formazione continua e lo sviluppo di competenze digitali emergono come fattori chiave per sostenere l’autonomia e la partecipazione attiva nelle fasi avanzate della vita. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la necessità di evitare nuove forme di esclusione, legate al divario digitale e alle disuguaglianze socio-economiche. Oltre il confronto: verso modelli integrati di intervento Il meeting DIHAC conferma il valore degli scambi internazionali come strumenti di costruzione di conoscenza condivisa e di orientamento delle politiche pubbliche. In un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, l’invecchiamento non può essere affrontato in modo frammentato, ma richiede approcci integrati, capaci di connettere ricerca, innovazione e governance. In questa prospettiva, iniziative come il DIHAC rappresentano un laboratorio di confronto utile per sviluppare strategie efficaci e sostenibili, contribuendo al dibattito globale sul futuro delle società che invecchiano. Scopri di più sul sito cliccando qui 

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Ratto talpa nudo: un modello chiave per studiare longevità e resistenza al cancro

Un caso unico nella biologia dell’invecchiamento Tra i modelli animali più studiati nella ricerca sull’invecchiamento, il ratto talpa nudo (Heterocephalus glaber) rappresenta un’eccezione significativa. Nonostante le dimensioni ridotte e l’appartenenza alla famiglia dei roditori, questa specie può vivere oltre 30 anni, un dato nettamente superiore rispetto ad altri mammiferi di taglia comparabile. A questa longevità si associa una incidenza estremamente bassa di tumori spontanei, che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Il caso del ratto talpa nudo mette in discussione alcuni modelli consolidati che correlano direttamente dimensioni corporee, metabolismo e durata della vita, aprendo nuove prospettive nello studio dei meccanismi biologici dell’healthy ageing. I meccanismi biologici: il ruolo dell’acido ialuronico Uno dei principali fattori alla base di questa resistenza è stato individuato nella produzione di acido ialuronico ad altissimo peso molecolare (HMW-HA), una sostanza presente nei tessuti che, nel ratto talpa nudo, raggiunge concentrazioni e caratteristiche uniche. Uno studio pubblicato su Nature ha mostrato come questa molecola favorisca una forma di inibizione da contatto precoce, impedendo alle cellule di proliferare in modo incontrollato e riducendo il rischio di trasformazione tumorale. Quando questo meccanismo viene alterato in laboratorio, le cellule diventano più vulnerabili allo sviluppo di tumori, suggerendo un legame diretto tra HMW-HA e protezione oncologica. Tuttavia, la ricerca evidenzia anche che questo non è l’unico fattore coinvolto: processi legati alla stabilità del genoma, alla risposta allo stress cellulare e alla regolazione del metabolismo contribuiscono in modo integrato alla straordinaria resilienza della specie. Tra mito e realtà: un modello per la ricerca, non un’eccezione assoluta È importante chiarire che il ratto talpa nudo non è completamente immune al cancro. Studi più recenti hanno documentato rari casi di tumori, ridimensionando l’idea iniziale di immunità totale. Più correttamente, si parla di una resistenza biologica eccezionale, che rende questa specie un modello particolarmente utile per comprendere i meccanismi che rallentano l’invecchiamento e limitano l’insorgenza di patologie. Il valore scientifico del ratto talpa nudo non risiede quindi in una condizione “perfetta”, ma nella possibilità di studiare processi protettivi amplificati e potenzialmente trasferibili, almeno in parte, alla ricerca umana. In questo senso, il suo studio contribuisce a orientare nuove strategie per la prevenzione e la promozione di un invecchiamento sano, confermando il ruolo della ricerca di base come leva fondamentale per affrontare le sfide demografiche contemporanee. Leggi l’articolo su Nature cliccando qui

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L’italia che invecchia: da sfida a opportunità – su Panorama della Sanità un articolo di Alessandra Petrucci

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. Leggi l’articolo su Panorama della Sanità

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Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza: il 27 aprile a Bologna la presentazione del progetto Migr–Aging

Un focus sull’invecchiamento nelle popolazioni migranti Il 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, si terrà a Bologna l’evento “Invecchiamento migrante, diritti e cittadinanza”, organizzato nell’ambito delle attività del progetto Migr–Aging. L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, con partecipazione in presenza presso l’Aula Ardigò di Palazzo Hercolani e collegamento online tramite piattaforma Teams. L’iniziativa si propone di affrontare un tema emergente nel dibattito scientifico e politico: l’invecchiamento delle popolazioni migranti e le sue implicazioni in termini di diritti, accesso ai servizi e inclusione sociale . Presentazione dei risultati e confronto interdisciplinare Dopo l’apertura e i saluti istituzionali affidati a Marco Alberio, responsabile scientifico del progetto, e Marco Albertini, coordinatore del Partenariato Esteso Age-It Bologna, l’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei risultati della ricerca (15:15–16:00), a cura dello stesso Alberio insieme ad Alice Lomonaco. Seguirà una tavola rotonda (16:20–17:30), coordinata da Albertini, che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo sociale, tra cui Gianluca Cappelli Bigazzi (Vice Console d’Italia in Spagna), Adriana Camilleri (Presidente Comites Portogallo) e Antonella Raspadori (SPI CGIL Bologna). Il confronto offrirà una prospettiva articolata sul tema della cittadinanza e dei diritti in relazione ai percorsi migratori . Diritti, cittadinanza e sfide per le politiche pubbliche Il fenomeno dell’invecchiamento migrante rappresenta una sfida crescente per i sistemi di welfare e per le politiche pubbliche, chiamate a rispondere a bisogni complessi e spesso poco visibili. In questo contesto, l’evento si configura come un’occasione di riflessione sulle modalità di riconoscimento dei diritti, sull’accesso ai servizi e sulle forme di partecipazione sociale delle persone anziane con background migratorio. Il dibattito si inserisce pienamente nelle linee di ricerca del programma Age-It, contribuendo ad ampliare la comprensione delle dinamiche di inclusione sociale e delle trasformazioni demografiche in atto nelle società contemporanee. L’incontro si terrà lunedì 27 aprile 2026, dalle ore 15:00 alle 18:00, in modalità ibrida: in presenza, presso l’Aula Ardigò, Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45, Bologna); online, tramite piattaforma Teams cliccando qui ID riunione: 358 232 650 545 073 Passcode: Xk9EW7C4 Per ulteriori informazioni è possibile contattare marco.alberio2@unibo.it o alice.lomonaco2@unibo.it

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