July 2026

Lombardia, via libera al Geriatra di Comunità: un nuovo passo verso una sanità territoriale più vicina agli anziani fragili

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una risoluzione che introduce la figura del Geriatra di Comunità, individuandola come elemento strategico per rafforzare la sanità territoriale e migliorare la presa in carico delle persone anziane fragili. L’iniziativa rappresenta un importante riconoscimento del ruolo della geriatria nell’evoluzione del Servizio sanitario, in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente diffusione delle condizioni di fragilità e multimorbilità. La risoluzione si inserisce nel percorso di riorganizzazione previsto dal DM 77, che punta a rafforzare l’assistenza di prossimità attraverso le Case della Comunità, l’integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari e una maggiore continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Tra gli impegni indicati dal Consiglio Regionale figurano l’avvio di sperimentazioni organizzative del Geriatra di Comunità all’interno delle Case della Comunità e delle reti territoriali, la promozione dello screening della fragilità e della valutazione multidimensionale della persona anziana, il rafforzamento della presenza della geriatria negli ospedali per acuti e nei Pronto Soccorso, lo sviluppo e il collegamento in rete delle Frailty Unit, il sostegno alla formazione e al reclutamento di nuovi specialisti e l’istituzione di un Gruppo di Lavoro regionale con funzioni consultive in materia di geriatria. L’obiettivo è favorire un modello assistenziale capace di intercettare precocemente la fragilità, coordinare gli interventi dei diversi professionisti e accompagnare la persona anziana lungo tutto il percorso di cura, evitando la frammentazione dei servizi e riducendo il ricorso improprio all’ospedalizzazione. L’approvazione della risoluzione rappresenta un segnale significativo anche dal punto di vista culturale. Il documento riconosce infatti che la fragilità non può essere affrontata esclusivamente come una somma di patologie, ma richiede competenze specialistiche, valutazioni multidimensionali e un approccio integrato che coinvolga ospedali, medicina territoriale, servizi sociali e caregiver. La sfida, ora, sarà tradurre gli indirizzi della risoluzione in interventi concreti, sostenibili e misurabili, affinché la figura del Geriatra di Comunità possa contribuire a costruire un sistema di assistenza sempre più efficace nel rispondere ai bisogni di una popolazione che vive più a lungo e presenta esigenze assistenziali sempre più complesse.

Lombardia, via libera al Geriatra di Comunità: un nuovo passo verso una sanità territoriale più vicina agli anziani fragili Read More »

Uno studio Age-It pubblicato su Nature Aging: una nuova strategia per contrastare il declino del sistema ematopoietico legato all’invecchiamento

La prestigiosa rivista Nature Aging ha pubblicato lo studio “Therapeutic inhibition of telomeric DNA damage response rescues hematopoietic dysfunction driven by telomere shortening and aging“, firmato da Alessia Oppezzo, Sara Sepe, Giada Cicio e colleghi, sotto la supervisione del Prof. Fabrizio d’Adda di Fagagna, tra i principali esperti internazionali nello studio dei telomeri, della senescenza cellulare e dei meccanismi biologici dell’invecchiamento. Lo studio affronta uno dei processi chiave dell’invecchiamento: il progressivo deterioramento del sistema ematopoietico, responsabile della produzione delle cellule del sangue e del corretto funzionamento del sistema immunitario. Con l’avanzare dell’età, infatti, i telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – si accorciano progressivamente e accumulano danni. Questo fenomeno favorisce la comparsa della senescenza cellulare, uno stato in cui le cellule smettono di dividersi e rilasciano molecole pro-infiammatorie che contribuiscono al declino dei tessuti. I ricercatori hanno individuato un ruolo cruciale della cosiddetta risposta al danno del DNA telomerico (telomeric DNA damage response, tDDR), un meccanismo che viene attivato quando i telomeri risultano compromessi. Lo studio dimostra che questa risposta non rappresenta soltanto un indicatore del danno cellulare, ma contribuisce direttamente al deterioramento delle cellule staminali ematopoietiche durante l’invecchiamento. Per verificare questa ipotesi, il gruppo di ricerca ha utilizzato una strategia sperimentale basata su oligonucleotidi antisenso telomerici (tASO), progettati per inibire specifici RNA non codificanti coinvolti nell’attivazione della tDDR. L’intervento ha permesso di ridurre la risposta al danno nei tessuti ematopoietici, limitare i processi di senescenza e infiammazione e migliorare la funzionalità delle cellule staminali responsabili della produzione delle cellule del sangue. I risultati sono stati osservati in modelli murini con deficit di telomerasi, che riproducono alcune caratteristiche dell’invecchiamento associato all’accorciamento dei telomeri, ma anche in topi anziani fisiologicamente invecchiati. Inoltre, il trattamento sperimentale ha migliorato ex vivo la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche ottenute da donatori umani anziani, suggerendo una potenziale rilevanza anche per future applicazioni cliniche. Secondo gli autori, questi risultati identificano la risposta al danno del DNA telomerico come un importante fattore responsabile del declino ematopoietico associato all’età e indicano l’inibizione della tDDR mediante tASO come una promettente strategia terapeutica per le patologie legate ai telomeri e, più in generale, per contrastare alcuni effetti biologici dell’invecchiamento.

Uno studio Age-It pubblicato su Nature Aging: una nuova strategia per contrastare il declino del sistema ematopoietico legato all’invecchiamento Read More »

Al via il bando “Bio-Reentry”: FRRB sostiene il rientro in Italia dei ricercatori impegnati all’estero

La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) ha aperto il bando “Bio-Reentry: Grant for Returning Researchers”, una nuova iniziativa finalizzata ad attrarre in Italia ricercatrici e ricercatori attualmente attivi presso istituzioni estere, favorendo il trasferimento di competenze, reti di collaborazione internazionali e progettualità innovative nel sistema della ricerca biomedica lombardo. L’obiettivo del programma è rafforzare la competitività scientifica della Lombardia e del Paese, contrastando il fenomeno della “fuga dei cervelli” e promuovendo il rientro di profili altamente qualificati. Attraverso il finanziamento di progetti di ricerca, il bando punta a creare nuove opportunità di sviluppo per ricercatori con esperienza internazionale, favorendone l’inserimento stabile presso università, IRCCS, enti di ricerca e strutture del Servizio Sanitario Regionale lombardo. Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma online di FRRB. Il bando è aperto dal 15 giugno 2026 (ore 14:00) e resterà disponibile fino al 1° dicembre 2026 (ore 12:00). La pubblicazione degli esiti è prevista entro il 30 marzo 2027. Tutti i requisiti di ammissibilità, le modalità di partecipazione e la documentazione necessaria sono disponibili nella documentazione ufficiale pubblicata dalla Fondazione. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia regionale di investimento nella ricerca biomedica, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del territorio di attrarre talenti, valorizzare l’eccellenza scientifica e promuovere collaborazioni internazionali in grado di generare innovazione e migliorare la qualità della ricerca e dell’assistenza sanitaria. Scopri di più sul bando 

Al via il bando “Bio-Reentry”: FRRB sostiene il rientro in Italia dei ricercatori impegnati all’estero Read More »

Scroll to Top