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Webinar “Products, services, and built environment to support health and well-being” – 26 settembre, Università di Firenze

Il prossimo appuntamento della Age.Florence Webinar Series, promosso dal Dipartimento di Architettura (DIDA) dell’Università di Firenze, si terrà venerdì 26 settembre 2025 dalle ore 15:00 alle 16:00. L’incontro sarà dedicato a un tema cruciale per l’invecchiamento sano e attivo: il rapporto tra prodotti, servizi e ambiente costruito nella promozione della salute e del benessere. La Age.Florence Webinar Series rappresenta uno spazio di confronto e scambio tra i Dipartimenti dell’Università di Firenze e la più ampia rete di studiosi e studiose coinvolti nel Partenariato Esteso Age-It, impegnato nello sviluppo di politiche, pratiche e soluzioni innovative per affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione. Durante l’incontro interverranno: Francesca Tosi, che introdurrà il tema del Human-Centred Design per la cura e l’assistenza, illustrando metodi di indagine e soluzioni progettuali sviluppate con e per le persone; Alessia Brischetto, con un intervento su Inclusione e innovazione tecnologica, volto a esplorare scenari di intervento che integrano esperienza materiale e digitale per l’invecchiamento attivo; Mattia Pistolesi, che presenterà esempi di Tecnologie innovative per l’invecchiamento; Nicoletta Setola, con un approfondimento sul rapporto tra ambiente costruito e invecchiamento in salute; Elena Bellini, che discuterà la progettazione di nuovi spazi di attesa finalizzati a promuovere invecchiamento sano e attivo. L’appuntamento si concluderà con una sessione di domande e risposte, aperta al dialogo tra relatori e partecipanti. Il webinar, accessibile online tramite piattaforma Google Meet, offrirà a ricercatori, professionisti e cittadini interessati un’occasione di approfondimento sulle intersezioni tra design, tecnologia e ambienti di vita, nella prospettiva di soluzioni integrate e sostenibili per il benessere delle persone anziane. Per partecipare è possibile collegarsi direttamente al link dell’evento. Ulteriori informazioni sui prossimi appuntamenti della serie sono disponibili sul sito dell’Università di Firenze e del programma Age-It. Locandina dell’evento QUI

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Seminario “Caregiver familiari nel sistema della cura: formazione, tecnologia e qualità dell’assistenza” – 26 settembre 2025

Il 26 settembre 2025, dalle 10.00 alle 12.30, presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna (Aula B, via Filippo Re 6) e in diretta online su Zoom, si terrà il seminario “Caregiver familiari nel sistema della cura: formazione, tecnologia e qualità dell’assistenza”, evento di restituzione del progetto CARE.IN.FOR.. L’iniziativa, che rientra nelle attività dello Spoke 5 del programma Age-It, sarà un momento di confronto dedicato al ruolo strategico della formazione e dell’innovazione tecnologica per sostenere i caregiver familiari e professionali, figure centrali nella tenuta del sistema delle cure a lungo termine. Il programma si aprirà con la presentazione del contributo di Age-It (Azione 5: Formazione dei caregiver) a cura di Rabih Chattat, Professore Ordinario di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, seguita dall’intervento di Marco Albertini, Professore Ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro, sul tema della formazione e tecnologia come risorse per la sostenibilità del sistema di cura. Sono previsti inoltre i contributi di Licia Boccaletti (Anziani e non solo soc. coop. soc.), che approfondirà ostacoli e opportunità nella formazione dei caregiver, e di Samuele Verucchi sul corso online co-progettato con i caregiver all’interno del progetto CARE.IN.FOR.. La mattinata si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla formazione come leva per sviluppare partnership di cura, con interventi di rappresentanti di associazioni, enti di ricerca e istituzioni regionali, tra cui Federico Boccaletti (Associazione CAR.ER. APS), Marco Socci (IRCCS INRCA – Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento), Manuela Facco (Regione Liguria) e Elsa Muscu e Laura Casu (Consorzio SOL.CO. Nuoro). La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro il 20 settembre 2025 sul sito QUI

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“Ripensare i borghi e le grandi città” – L’editoriale di Francesco Billari su Il Corriere della Sera

Ripensare i borghi e le grandi città: verso un nuovo equilibrio territoriale Il tema dello spopolamento dei borghi e della crescente pressione demografica sulle grandi città torna al centro del dibattito. Nel suo editoriale sul Corriere della Sera del 24 agosto 2025, Francesco Billari invita a riflettere su come ridisegnare l’organizzazione territoriale dell’Italia, oggi sempre più distante dalla geografia sociale per la quale era stata pensata. Borghi in declino Tra il 2014 e il 2024 le aree interne italiane hanno perso circa 700.000 abitanti, pari al 5 % della popolazione. Una tendenza che mette a rischio servizi essenziali e coesione sociale. Secondo Billari, invertire il processo è possibile puntando su un’immigrazione mirata, soprattutto di famiglie con bambini, e incentivando unioni amministrative tra comuni e frazioni, così da superare frammentazioni storiche e rafforzare le reti di servizi. Città in trasformazione Sul fronte opposto, Milano e Roma si configurano come vere regioni metropolitane europee, entrambe oltre i 4 milioni di abitanti. La concentrazione di risorse e opportunità genera però un problema crescente: i costi di vita sempre più elevati per famiglie, studenti e lavoratori, con effetti che rischiano di minarne l’attrattività. Qui la proposta è avvicinarsi ai modelli di governance adottati in altre capitali europee, più adatti a gestire realtà metropolitane di questa scala. Un sistema da ripensare Il sistema amministrativo attuale, concepito in un’Italia diversa per struttura demografica, tecnologica e sociale, appare oggi inadeguato. Il dibattito su Roma Capitale, sottolinea Billari, dovrebbe essere l’occasione per ripensare non solo la città, ma l’intero assetto territoriale nazionale. In questo contesto, i dati e le ricerche di Age-IT rappresentano un riferimento importante: il partenariato fornisce analisi e strumenti capaci di sostenere politiche innovative, con l’obiettivo di rendere i borghi più attrattivi e le metropoli più vivibili.    Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera QUI

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Road to Longevity: il 25 settembre a Torino la seconda tappa del Roadshow nazionale sulla prevenzione delle cronicità

Il 25 settembre 2025 si terrà a Torino la seconda tappa del Roadshow Nazionale del Silver Economy Network, intitolata “Road to Longevity: strategie e modelli innovativi di prevenzione per ridurre l’impatto delle cronicità”. L’evento avrà luogo presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino (Via Vincenzo Vela 17), con inizio alle ore 10:00. Focus su prevenzione, tecnologie e cronicità Il Roadshow, giunto alla sua terza edizione, è promosso dal Silver Economy Network e dedicato alla promozione di modelli innovativi di prevenzione e gestione delle cronicità legate all’invecchiamento. In Italia, la prevalenza di condizioni croniche interessa circa il 70% della popolazione adulta e oltre il 40% degli over 75 (dati “Scenario Longevità 2024”), generando un impatto significativo sui sistemi sanitari, economici e sociali. L’iniziativa torinese si concentrerà su: Tecnologie per il monitoraggio precoce e continuo; Soluzioni personalizzate per il benessere e la prevenzione secondaria; Integrazione tra pubblico e privato in ottica di sanità preventiva.   Un evento per imprese, enti e operatori della longevità La tappa del 25 settembre offrirà un’occasione di confronto tra imprese del settore salute, rappresentanti istituzionali, operatori e ricercatori, per condividere strumenti e pratiche in grado di ridurre l’onere delle cronicità nella popolazione anziana. La partecipazione è gratuita previa iscrizione tramite il portale ufficiale del Silver Economy Network.   Maggiori informazioni e iscrizioni clicca qui

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FORITAAL 2025, Roma dal 13 al 16 ottobre 2025: 14esimo Italian Forum of Ambient Assisted Living

Il 14° Forum Italiano sull’Ambient Assisted Living (ForItAAL 2025) è l’appuntamento annuale che riunisce professionisti, aziende, organizzazioni di utenti finali, responsabili politici, istituti di ricerca e mondo accademico. ForItAAL 2025 sarà ospitata dall’Area di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 13 al 16 ottobre 2025 sotto forma di conferenza in presenza. ForItAAL offre una piattaforma per discutere le sfide poste dalla trasformazione digitale e dalle tecnologie intelligenti nel campo dell’invecchiamento attivo e sano. L’obiettivo principale è promuovere l’innovazione, condividere conoscenze ed esplorare opportunità nei settori dell’Assistenza Domiciliare Attiva, dell’Invecchiamento Attivo e Sano e della Vita Intelligente. Alla discussione contribuiranno stimati relatori nazionali e internazionali. La call for papers è aperta fino al 30 giugno 2025, con comunicazione agli autori il 31 luglio e consegna camera-ready prevista per il 15 settembre. Consulta il sito di ForItAAL QUI

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XIII Summer School di Scienze Politiche: Invecchiamento e politiche pubbliche – Dal 14 al 17 luglio tra Campobasso e Isernia

Dal 14 al 17 luglio 2025 si è svolta tra Campobasso e Isernia la XIII edizione della Summer School di Scienze Politiche dell’Università degli Studi del Molise, quest’anno dedicata al tema “Care Sustainability and Public Policies in an Ageing Society”. L’iniziativa, organizzata dalla filiera didattica di Scienze Politiche in collaborazione con i Dipartimenti di Giurisprudenza ed Economia, si è avvalsa del contributo scientifico del progetto Age-It, partner strategico per l’approfondimento delle dinamiche demografiche e delle trasformazioni sociali legate all’invecchiamento. La Summer School nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione è una delle principali sfide del nostro tempo, con forti ricadute su welfare, occupazione, governance territoriale e sostenibilità dei sistemi di cura. In particolare, l’Italia e l’Europa meridionale si trovano ad affrontare una duplice tendenza: la contrazione demografica e l’aumento progressivo della quota di over 65, che in Italia supererà il 34% della popolazione entro il 2065. Attraverso un approccio interdisciplinare che ha coinvolto demografia, scienze politiche, diritto, economia, sociologia e gerontologia, la Summer School ha proposto agli studenti un percorso articolato in lezioni, tavole rotonde, seminari e laboratori pratici, con l’obiettivo di fornire strumenti concettuali e operativi per analizzare le traiettorie dell’invecchiamento e immaginare politiche pubbliche efficaci, sostenibili e territorialmente differenziate. Tra i temi affrontati: l’invecchiamento attivo e le sue traiettorie individuali; la pianificazione sanitaria e assistenziale nei contesti locali; il lavoro di cura e le sue implicazioni giuridiche; il fenomeno del “geo-ageing”, ovvero l’invecchiamento differenziato su base territoriale; le nuove forme di partecipazione e di lavoro in età avanzata. Age-It ha contribuito con contenuti scientifici, docenze e testimonianze, confermando il proprio ruolo centrale nella promozione della ricerca applicata e nella formazione avanzata sui temi dell’invecchiamento. La presenza di esperti di rilievo internazionale come Karen Glaser (King’s College London), Maria Patrin (Hertie School) e Giovanni Lamura (INRCA), oltre ai numerosi docenti delle Università partner di Age-It, ha arricchito il confronto con esperienze europee e prospettive comparative. Le attività si sono svolte in lingua inglese per le sessioni plenarie e in italiano per i laboratori pomeridiani, ospitati nella Sala “E. Fermi” della Biblioteca di Ateneo di Campobasso, con chiusura il 17 luglio a Isernia, nella Sala Raucci di Palazzo San Francesco, con una sessione specifica sul tema “Invecchiamento e governance locale”, rivolta anche ai sindaci e agli amministratori pubblici del territorio. La XIII Summer School si è confermata un laboratorio dinamico per riflettere sul futuro delle politiche sociali in una società che invecchia, in continuità con la missione strategica di Age-It nel promuovere conoscenza, innovazione e collaborazione interdisciplinare.

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AGE-IT-IAMOCI, invecchiare bene in una società che invecchia – Evento a Bologna Mercoledì 1 ottobre

Il 1 ottobre 2025, dalle ore 16:00 alle 18:00, si terrà a Bologna, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore 6), l’evento pubblico AGE-IT-IAMOCI – INVECCHIARE BENE IN UNA SOCIETÀ CHE INVECCHIA, promosso dall’Università di Bologna con il patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e del programma nazionale Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato nell’ambito del PNRR.  L’iniziativa nasce come momento di incontro pubblico tra l’Università e la cittadinanza di Bologna in occasione della Giornata Mondiale delle Persone Anziane con l’obiettivo di riflettere su come l’innovazione nei modelli di assistenza possa contribuire a migliorare l’offerta di cura per la popolazione anziana, attraverso approcci integrati, multidisciplinari e territoriali.   Saluti IstituzionaliProf.ssa Maria Letizia Guerra, delegata del Rettore per l’Impegno Pubblico InterventiProf. Marco Albertini: Il Progetto Age-It, Bologna per l’invecchiamentoDott.ssa Maria Conte: La longevità estrema: tra mito, fantasia e realtàProf. Roberto Impicciatore: Il grande adattamento. La demografia dell’invecchiamento.Prof. Marco Alberio: Invecchiare migrando. Migrare invecchiando.  Esperienze e vissuti dei pensionati che lasciano l’ItaliaProf. Gianluca Fiorentini: Invecchiamento e spesa (socio)sanitaria: una sfida per il servizio sanitario nazionaleProf. Rabih Chattat: Il supporto dei familiari delle persone con demenza: una priorità per il sistema di curaProf. Federico Toth: Le politiche locali a supporto dei caregiver informali Conduce Patrizio Roversi Consulta il sito dell’evento e segui in streaming QUI

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Venerdì 10 Ottobre, Secondo Convegno Nazionale LEAA: “Per Una Educazione All’invecchiamento Attivo. Incontrare E Agire Buone Pratiche Educative E Formative”

Venerdì 10 Ottobre 2025, dalle 10:00 alle 18:00, presso l’Università degli Studi di Firenze, si terrà il Secondo Convegno Nazionale “Per una educazione all’invecchiamento attivo. Incontrare e agire buone pratiche educative e formative”, organizzato dal Comitato Scientifico Learning, Education and Active Ageing (LEAA). A un anno dal primo convegno, verrà presentato il volume che raccoglie le buone prassi emerse, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’ageing nei territori.Il convegno intende rilanciare il dibattito su apprendimento continuo, dialogo intergenerazionale, volontariato sociale e responsabilità civile, avviando un percorso condiviso per la progettazione e la sistematizzazione delle azioni educative, formative e apprenditive per l’ageing. Nel pomeriggio si terranno workshop dedicati alla co-progettazione, al monitoraggio e alla valutazione di buone pratiche. L’iscrizione è obbligatoria al seguente link: https://forms.gle/SKgnfiGCWYPKozRZ7, entro il giorno Lunedì 1 Settembre 2025. Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo di posta elettronica ageit.leaa@forlilpsi.unifi.it

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Crisi d’impresa e settore sanitario in Giappone: tre seminari internazionali a Firenze con il Prof. Sakuramoto

Il Giappone, paese con uno dei più avanzati sistemi di gestione dell’invecchiamento della popolazione, rappresenta oggi un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione dei bisogni sanitari e le relative ricadute sui modelli organizzativi ed economici, pubblici e privati. In questo contesto si inserisce il ciclo di seminari “Japanese Seminars. Crisi di impresa e settore sanitario”, in programma a Firenze nel mese di settembre 2025 presso il Polo delle Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Firenze. L’iniziativa si articola in tre appuntamenti, con la partecipazione del Prof. Masaki Sakuramoto — docente emerito della Toyo University e professore a contratto presso l’Università di Musashino di Tokyo, nonché membro onorario del corpo accademico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il Prof. Sakuramoto dialogherà con studiosi italiani per offrire una panoramica aggiornata sul diritto fallimentare giapponese, con un focus specifico sulle procedure che coinvolgono ospedali e strutture sanitarie. Nel dettaglio, i seminari affronteranno i seguenti temi: 2 settembre, ore 14.00: Panoramica sul diritto fallimentare giapponese 10 settembre, ore 14.00: Caratteristiche delle procedure fallimentari relative agli enti sanitari 12 settembre: Sessione di discussione con dottorandi e assegnisti di ricerca L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG) dell’Università di Firenze e rientra tra le attività formative del Dottorato in Scienze Giuridiche. È obbligatoria per i curricula “Discipline civilistiche” e “Impresa, lavoro, processo e autonomia nella gestione dei conflitti”. Il contributo del Giappone, in quanto contesto ad alta longevità, offre preziosi spunti per la riflessione internazionale sui modelli di risposta alle crisi di impresa in ambito sanitario. Proprio su questi temi, il programma nazionale AGE-IT – Ageing Well in an Ageing Society riconosce l’importanza di integrare competenze giuridiche, sanitarie ed economiche per affrontare in maniera sistemica le sfide dell’invecchiamento. I seminari rappresentano un’occasione di confronto strategico anche per i ricercatori coinvolti in AGE-IT, in particolare per chi opera negli ambiti della sostenibilità dei sistemi di cura e della governance delle istituzioni sanitarie.

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Una nuova equità tra le generazioni: Age-It propone un nuovo contratto sociale per una società longeva

Il programma nazionale Age-It pubblica il suo primo policy briefing dal titolo “What Intergenerational Fairness Should Look Like”, in collaborazione con Population Europe. Il documento – firmato da Agar Brugiavini, Vincenzo Galasso e Andrea Ungar – propone una revisione strutturale del concetto di equità intergenerazionale, orientando il dibattito europeo verso una visione più dinamica, inclusiva e fondata sull’intero corso di vita. Frutto di un incontro di esperti organizzato dal progetto Age-It, il briefing raccoglie analisi e proposte maturate in ambito accademico, clinico e politico, con l’obiettivo di aggiornare il patto sociale tra le generazioni, oggi messo sotto pressione da invecchiamento demografico, instabilità economica e trasformazioni familiari. Oltre l’età anagrafica: la complessità dell’equità intergenerazionale Secondo gli autori, il riferimento all’età cronologica come criterio guida per l’accesso a risorse o diritti risulta sempre più inadeguato. L’età, pur facilmente misurabile, non riflette la reale diversità delle condizioni di vita, di salute o di vulnerabilità. Gli squilibri tra gruppi di età non sono infatti solo anagrafici, ma derivano dall’intersezione di fattori come il livello di istruzione, lo stato di salute, la storia lavorativa e le responsabilità familiari. In questo quadro, Vincenzo Galasso (Università Bocconi) propone un indice sperimentale di giustizia intergenerazionale che consente di misurare – pur parzialmente – le disparità tra giovani e anziani in settori chiave: lavoro, accesso ai beni pubblici, rappresentanza politica, benessere relazionale. Le prime evidenze indicano che gli anziani tendono a beneficiare di maggiore stabilità economica, accesso più ampio ai servizi e maggiore influenza politica, mentre i giovani affrontano precarietà, esclusione e minore partecipazione democratica. Discriminazioni strutturali: il peso dell’ageism Il briefing denuncia l’impatto persistente di ageism e youngism, ovvero discriminazioni sistemiche basate sull’età, spesso incorporate nei protocolli istituzionali. Gli adulti più anziani, ad esempio, sono frequentemente esclusi da trial clinici o da interventi preventivi sulla base dell’età, anziché delle condizioni funzionali reali. Al tempo stesso, i giovani faticano ad accedere a supporti psicologici o a essere presi sul serio nei contesti clinici. Come sottolineato da Andrea Ungar, è urgente adottare criteri obiettivi basati sulla diversità funzionale, superando l’automatismo che lega età a capacità. Politiche più giuste devono riconoscere la complessità della vulnerabilità e promuovere servizi tarati su bisogni individuali. Le radici delle diseguaglianze: il lungo ciclo della vita L’ingiustizia tra generazioni non si manifesta solo in età avanzata, ma ha origini precoci. Fin dall’infanzia, le condizioni materiali, educative e familiari determinano traiettorie disuguali. Come evidenzia Agar Brugiavini, in molti Paesi del Sud Europa le donne interrompono precocemente la carriera lavorativa per esigenze di cura, e spesso non vi fanno più ritorno. Il risultato è una popolazione femminile anziana con pensioni basse e poca autonomia economica. A queste diseguaglianze si sommano le disparità territoriali: i servizi per gli anziani e per l’infanzia sono distribuiti in modo diseguale tra regioni, influenzando aspettativa di vita e benessere. È emerso, ad esempio, che le aree con maggiore spesa pubblica per i bambini tendono ad avere anche migliori indicatori di salute in età avanzata. La generazione “sandwich” e il valore invisibile della cura Una parte importante del documento è dedicata al ruolo centrale svolto dalla generazione di mezzo – in particolare dalle donne tra i 40 e i 60 anni – che si fanno carico di figli, genitori anziani e, talvolta, nipoti. Questa “generazione sandwich”, come analizzato da Pieter Vanhuysse, fornisce cura in forma gratuita ma sistemica, a fronte di un sostegno pubblico spesso assente o inefficace. Il briefing invita a riconoscere la cura familiare come una responsabilità collettiva e pubblica, da integrare nei sistemi di welfare. L’attuale modello, che presume una disponibilità illimitata di tempo e risorse da parte delle famiglie, è insostenibile e diseguale. Per una nuova governance della longevità Il documento si chiude con una proposta chiara: ridefinire il contratto sociale europeo alla luce della longevità, della frammentazione istituzionale e del mutamento dei legami familiari. Le politiche su sanità, lavoro, educazione e previdenza devono essere integrate, fondate su indicatori aggiornati e capaci di misurare aspetti come caregiving informale, isolamento sociale, salute cognitiva e transizioni di vita. L’equità tra generazioni non si costruisce opponendo giovani e anziani, ma investendo nel benessere lungo tutto il ciclo di vita, promuovendo partecipazione civica, lavoro dignitoso, sistemi di cura condivisi e rappresentanza bilanciata. Age-It, in quanto programma nazionale di riferimento sul tema dell’invecchiamento attivo e della coesione generazionale, ha svolto un ruolo cruciale nella promozione e nello sviluppo di questo policy briefing, confermandosi nodo strategico tra ricerca scientifica, governance pubblica e innovazione sociale. Punti chiave per l’azione Il policy briefing si conclude con una serie di raccomandazioni operative rivolte a decisori pubblici, istituzioni e stakeholder, finalizzate a promuovere un modello di equità intergenerazionale centrato sulla solidarietà, la prevenzione delle diseguaglianze e il riconoscimento del contributo di ogni fase della vita. Ecco i principali indirizzi: 1. Investire precocemente nel ciclo di vitaL’invecchiamento inizia alla nascita: un’adeguata spesa pubblica nell’infanzia è essenziale per ridurre le diseguaglianze future. 2. Rafforzare il sostegno ai giovani adultiI giovani affrontano ostacoli crescenti all’accesso a lavoro stabile, casa e indipendenza economica. Le politiche devono affrontare questi svantaggi strutturali. 3. Bilanciare la rappresentanza generazionaleI sistemi politici devono garantire una voce ai giovani nelle decisioni che plasmano il loro futuro, anche se numericamente minoritari. 4. Riformulare la narrazione sull’invecchiamentoL’invecchiamento non va inteso come declino, ma come processo dinamico di contributi, adattamenti e partecipazione. 5. Allineare i criteri di accesso ai servizi ai bisogni funzionaliL’età anagrafica non deve essere l’unico criterio per l’accesso a cure o diritti: è necessario considerare la condizione funzionale delle persone. 6. Riconoscere la cura come responsabilità pubblicaLa cura informale – fornita da famiglie a giovani e anziani – deve essere valorizzata, sostenuta e integrata nei sistemi di welfare. 7. Coordinare le politiche intersettorialiSanità, educazione, lavoro e protezione sociale devono essere integrate per rispondere ai bisogni di tutte le età in modo coerente. 8. Migliorare la misurazione delle transizioni di vitaServono indicatori più efficaci su cura informale, benessere sociale, status funzionale e coesione intergenerazionale, per valutare l’impatto delle politiche. Leggi il policy briefing completo QUI

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