Recensione Su Il Sole 24 Ore del volume “Un Paese Che Invecchia”, Carocci Editore, Spoke 7
Nell’articolo “L’inverno demografico e la questione del lascito tra generazioni”, pubblicato su Il Sole 24 Ore il 17 febbraio 2026 e firmato da Sebastiano Maffettone, il tema dell’invecchiamento demografico viene affrontato come una questione che va oltre i numeri. Il punto di partenza è infatti l’idea di “lascito” tra generazioni: ciò che una società consegna a chi verrà dopo non è soltanto un patrimonio economico, ma anche un insieme di scelte, regole e servizi che determinano opportunità, protezioni e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza. All’interno di questa cornice, Maffettone richiama il volume “Un Paese che invecchia” (editore Carocci), a cura di Enrico Biale, Carlo Burcilli e Anna Elisabetta Galeotti. Il libro raccoglie contributi interdisciplinari che osservano l’impatto congiunto di due tendenze ormai strutturali: da un lato l’aumento della longevità, dall’altro il calo della natalità. È un doppio movimento che cambia la composizione della popolazione e, con essa, modifica i bisogni sociali e sanitari, i rapporti tra generazioni e la sostenibilità delle politiche pubbliche. Il valore del volume, così come emerge dall’articolo, sta nel proporre un approccio che non riduce l’invecchiamento a emergenza o a problema “di categoria”, ma lo legge come trasformazione che attraversa società, economia e welfare. In questo senso, parlare di longevità significa parlare anche di lavoro e redditi, di protezione sociale, di servizi territoriali, di equità nell’accesso alle cure e di capacità delle istituzioni di governare cambiamenti profondi senza produrre nuove fratture. È proprio qui che il collegamento con Age-It diventa particolarmente rilevante. Il volume, infatti, si inserisce nel patrimonio di riflessioni e di evidenze che alimentano le attività dello Spoke 7, con un’attenzione specifica alle sfide socio-sanitarie dell’invecchiamento: la spesa sanitaria e la sua sostenibilità nel medio-lungo periodo; il lavoro di cura, sia familiare sia professionale, e il suo impatto su persone, reti di supporto e servizi; le disuguaglianze, che tendono a sommarsi e a pesare di più con l’avanzare dell’età; e, infine, l’evoluzione dei servizi di assistenza, chiamati a rispondere a bisogni più complessi e a traiettorie di vita sempre più eterogenee. Letto in questa prospettiva, il “lascito tra generazioni” diventa una domanda molto concreta: quanto un sistema di welfare è in grado di accompagnare una popolazione più longeva senza scaricare costi e fragilità sulle famiglie? Come si distribuiscono responsabilità e risorse tra pubblico, privato e reti informali? Quali scelte riducono le disuguaglianze anziché amplificarle? E quali investimenti – in prevenzione, servizi territoriali, supporto alla non autosufficienza – costruiscono davvero una società più equa per tutte le età? Leggi la Recensione de Il 24 ore










