“Ripensare i borghi e le grandi città” – L’editoriale di Francesco Billari su Il Corriere della Sera

Ripensare i borghi e le grandi città: verso un nuovo equilibrio territoriale

Il tema dello spopolamento dei borghi e della crescente pressione demografica sulle grandi città torna al centro del dibattito. Nel suo editoriale sul Corriere della Sera del 24 agosto 2025, Francesco Billari invita a riflettere su come ridisegnare l’organizzazione territoriale dell’Italia, oggi sempre più distante dalla geografia sociale per la quale era stata pensata.

Borghi in declino

Tra il 2014 e il 2024 le aree interne italiane hanno perso circa 700.000 abitanti, pari al 5 % della popolazione. Una tendenza che mette a rischio servizi essenziali e coesione sociale. Secondo Billari, invertire il processo è possibile puntando su un’immigrazione mirata, soprattutto di famiglie con bambini, e incentivando unioni amministrative tra comuni e frazioni, così da superare frammentazioni storiche e rafforzare le reti di servizi.

Città in trasformazione

Sul fronte opposto, Milano e Roma si configurano come vere regioni metropolitane europee, entrambe oltre i 4 milioni di abitanti. La concentrazione di risorse e opportunità genera però un problema crescente: i costi di vita sempre più elevati per famiglie, studenti e lavoratori, con effetti che rischiano di minarne l’attrattività. Qui la proposta è avvicinarsi ai modelli di governance adottati in altre capitali europee, più adatti a gestire realtà metropolitane di questa scala.

Un sistema da ripensare

Il sistema amministrativo attuale, concepito in un’Italia diversa per struttura demografica, tecnologica e sociale, appare oggi inadeguato. Il dibattito su Roma Capitale, sottolinea Billari, dovrebbe essere l’occasione per ripensare non solo la città, ma l’intero assetto territoriale nazionale.

In questo contesto, i dati e le ricerche di Age-IT rappresentano un riferimento importante: il partenariato fornisce analisi e strumenti capaci di sostenere politiche innovative, con l’obiettivo di rendere i borghi più attrattivi e le metropoli più vivibili. 

 

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera QUI

Torna in alto