È online sul Journal of Economic Psychology l’articolo “Aging and financial risk-taking: A meta-analysis” di Erica Ordali e Chiara Rapallini, un lavoro nato e sviluppato all’interno del progetto Age-it che affronta un tema cruciale per le società longeve: l’evoluzione, con l’età, dell’attitudine al rischio nelle decisioni finanziarie. L’analisi propone una revisione meta-analitica delle evidenze empiriche provenienti sia dall’economia sia dalla psicologia, mettendo ordine in risultati spesso non univoci.
Il punto centrale: contano (molto) le misure usate
Uno dei contributi più rilevanti dello studio è il messaggio metodologico: le differenze osservate tra studi sono in larga parte spiegate dagli strumenti di misurazione delle preferenze di rischio. In particolare:
gli studi basati su dati di indagine (survey) e su lotterie tendono a confermare una relazione positiva tra età e avversione al rischio;
i compiti psicologici evidenziano invece il ruolo del processo di apprendimento e richiamano l’attenzione su variabili individuali, suggerendo che capacità cognitive e stato di salute possano influenzare le preferenze osservate.
Questo risultato è importante perché riduce il rischio di conclusioni “automatiche” (ad esempio: “con l’età si diventa sempre più avversi al rischio”) senza prima chiarire che cosa stiamo misurando e con quali strumenti.
Cosa aggiunge la meta-regressione
Nella meta-regressione che considera gli studi basati su sondaggi, gli autori segnalano due indicazioni operative:
l’importanza di utilizzare dati longitudinali (non solo confronti tra gruppi di età in un singolo momento);
il peso di cognizione e salute nello spiegare una quota significativa dell’eterogeneità tra risultati disponibili.
Perché conta per ricerca e policy
Le scelte finanziarie influenzano risparmio, investimento e protezione dal rischio lungo tutto l’arco di vita. In una popolazione che invecchia, capire se e come cambiano le preferenze di rischio — e quanto tali cambiamenti dipendano da strumenti di misura, apprendimento, salute e funzionamento cognitivo — è essenziale per progettare interventi, comunicazione e strumenti di supporto realmente mirati.
Accesso gratuito all’articolo
Gli autori segnalano la possibilità di leggere o scaricare gratuitamente l’articolo tramite fino al 18 marzo 2026 CLICCANDO QUI
