Nel contesto del Second General Meeting del programma AGE-IT, svoltosi a Napoli dal 29 al 31 ottobre 2025, si è tenuta la sessione speciale “Population Ageing: An Interdisciplinary Reflection in Honour of Antonio Golini”, un momento di confronto scientifico dedicato all’eredità accademica di uno dei più importanti demografi italiani. La sintesi ufficiale della sessione, preparata da Graziella Caselli e Viviana Egidi, restituisce la ricchezza dei contributi presentati e mette a disposizione della comunità scientifica un quadro aggiornato dei filoni di ricerca che hanno caratterizzato la carriera del Prof. Golini .
Mortality and Health: l’evoluzione degli studi sulla sopravvivenza
L’intervento inaugurale, firmato da Caselli ed Egidi, ha ripercorso il ruolo pionieristico di Golini nello studio della mortalità e della salute fin dagli anni Sessanta, evidenziando il superamento dell’approccio puramente descrittivo a favore di una lettura integrata dei rapporti tra salute, condizioni socioeconomiche e dinamiche territoriali. Tra i contributi più innovativi spiccano la costruzione delle prime tavole regionali di mortalità italiane e l’interpretazione della morte come processo, che ha aperto la strada a nuove analisi sulla relazione tra rischio di malattia e rischio di morte.
Migrazioni, lavoro e trasformazioni demografiche
La seconda presentazione, a cura di Corrado Bonifazi e Giuseppe Gesano, ha approfondito il legame fra mobilità, struttura della forza lavoro e transizioni demografiche. I relatori hanno illustrato come Golini abbia anticipato temi oggi centrali, dalla necessità di prolungare la vita lavorativa alla valorizzazione delle competenze nelle diverse fasi dell’età adulta, fino all’impatto dell’immigrazione sul riequilibrio della struttura per età del Paese.
Dinamiche territoriali e “malessere demografico”
Annalisa Busetta e Sara Basso hanno ricostruito l’evoluzione del concetto di demographic malaise, introdotto da Golini e Mussino alla fine degli anni Ottanta come chiave interpretativa dei divari territoriali. La presentazione ha mostrato come tale concetto, aggiornato con nuovi indicatori multidimensionali, continui a rappresentare uno strumento utile per individuare aree di intervento strategico e per leggere le trasformazioni demografiche a livello comunale.
Geroscienza e nuovi modelli di cura
L’intervento conclusivo, affidato a Fabrizia Lattanzio, ha spostato l’attenzione sulle intersezioni tra demografia e geriatria, illustrando i recenti avanzamenti della Geroscience nello studio dell’invecchiamento biologico, dei biomarcatori e dei meccanismi di fragilità, tra cui il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado (inflammaging). La presentazione ha introdotto i concetti di traiettorie differenziate di invecchiamento, di intrinsic capacity e di Precision Gero-Medicine, evidenziando il contributo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella gestione della multimorbilità.
Un patrimonio scientifico che continua a generare ricerca
La sessione ha messo in luce l’ampiezza e la profondità dell’eredità scientifica di Antonio Golini, evidenziandone l’attualità in un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione richiede analisi integrate e strumenti innovativi. La sintesi delle presentazioni, ora disponibile per la comunità AGE-IT e per i soci AISP, offre un utile riferimento per ricercatrici e ricercatori impegnati nello studio dell’invecchiamento e delle sue molteplici implicazioni.
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