Il 2 ottobre 2026, in occasione della Festa dei Nonni, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA) ha approvato il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana. Il provvedimento, che si inserisce nel percorso di attuazione della legge delega 33/2023, prevede oltre 1,5 miliardi di euro per il triennio 2025-2027, a valere sul Fondo per la non autosufficienza.
L’obiettivo è rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, semplificare l’accesso all’assistenza e garantire una presa in carico coordinata delle persone anziane non autosufficienti, con particolare attenzione alla permanenza nel proprio domicilio e al sostegno alle famiglie.
Un modello di assistenza integrata per gli over 70
Il Piano è rivolto alle persone con almeno 70 anni in condizioni di fragilità e non autosufficienza e punta a superare la frammentazione dei servizi territoriali attraverso un modello di assistenza personalizzato.
Uno degli strumenti principali saranno i Punti unici di accesso (PUA), previsti presso le Case della Comunità, che fungeranno da riferimento per le persone anziane e le loro famiglie. L’attivazione progressiva del nuovo sistema è prevista a partire dal 1° gennaio 2027.
Attraverso i PUA sarà possibile avviare una valutazione multidimensionale, realizzata da équipe di professionisti sanitari e sociali, per identificare i bisogni assistenziali della persona. Sulla base della valutazione potrà essere predisposto un Piano assistenziale individualizzato (PAI), che definirà gli interventi necessari, le figure professionali coinvolte e il percorso di assistenza.
Assistenza domiciliare e sostegno ai caregiver
Tra le priorità del Piano figurano il potenziamento dell’assistenza domiciliare, il rafforzamento del personale sociosanitario e lo sviluppo di servizi capaci di rispondere in modo continuativo ai bisogni delle persone non autosufficienti.
Particolare attenzione è rivolta anche ai caregiver familiari, attraverso interventi di accompagnamento e supporto nella gestione delle responsabilità assistenziali.
L’integrazione tra sanità e servizi sociali costituisce un elemento centrale del nuovo modello, con l’obiettivo di favorire la continuità assistenziale e ridurre la frammentazione dei percorsi di cura.
Dalla programmazione all’attuazione territoriale
Il provvedimento si colloca nel quadro della riforma nazionale delle politiche per la popolazione anziana avviata con la legge 33/2023 e si affianca agli strumenti di programmazione già previsti per il triennio 2025-2027.
Nella stessa riunione del 2 ottobre, il CIPA ha inoltre approvato le Linee guida sul Senior Cohousing e sul Cohousing intergenerazionale, ampliando gli indirizzi nazionali dedicati alle soluzioni abitative e alla qualità della vita delle persone anziane.
La fase decisiva sarà ora l’attuazione del Piano a livello regionale e territoriale, attraverso l’organizzazione dei servizi, il coordinamento tra i soggetti coinvolti e la definizione delle procedure operative per la valutazione e la presa in carico.
L’effettiva integrazione tra assistenza sanitaria e sociale rappresenterà un passaggio fondamentale per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e per garantire percorsi di cura più accessibili, personalizzati e continuativi.
Approfondimenti:
Il Sole 24 Ore – Non autosufficienza, il Piano per gli over 70
