Agosto 2026

21 settembre 2026, TEAMCARE/ProMIS: un webinar sul Curriculum europeo per i team interprofessionali territoriali

Sono aperte le iscrizioni al webinar “Curriculum europeo per specialisti dei team interprofessionali territoriali per l’assistenza centrata sulla persona”, in programma il 21 settembre 2026, dalle 13:30 alle 14:30. L’iniziativa è organizzata dal ProMIS nell’ambito del progetto “La Workforce al centro del rafforzamento dei servizi sanitari”, finanziato dal Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021-2027. Il webinar rientra in un ciclo di incontri dedicati alla valorizzazione di esperienze, strumenti e buone pratiche nazionali ed europee a supporto del rafforzamento dei servizi sanitari e sociosanitari. Al centro dell’appuntamento sarà il Curriculum europeo per gli specialisti dei Community-Based Interprofessional Teams for Person-Centred Care, sviluppato nell’ambito del progetto TEAMCARE, di cui ProMIS è partner. Durante il webinar sarà inoltre presentata l’esperienza pilota realizzata dall’Università di Genova nei servizi territoriali liguri, mettendola in relazione con le più recenti iniziative nazionali dedicate allo sviluppo delle competenze degli operatori territoriali. L’incontro rappresenta un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti sulle competenze necessarie per promuovere modelli di assistenza maggiormente integrati, territoriali e centrati sulla persona. Le iscrizioni resteranno aperte fino alle ore 12:00 del 17 settembre 2026. Per partecipare è necessario accedere alla Piattaforma di Formazione del ProMIS, previa registrazione, e selezionare la formazione disponibile nella sezione dedicata alla FAD sincrona. Maggiori informazioni:https://us.list-manage.com/17kMN4dLtae?e=88cbd9f028&c2id=4210451dcafa904cd860c2f6e86b06a8 Iscrizioni:https://us.list-manage.com/FbaWVj9FaBp?e=88cbd9f028&c2id=4210451dcafa904cd860c2f6e86b06a8

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Digital Health, intelligenza artificiale e telemedicina nella presa in carico del paziente geriatrico: congresso a Bologna il 2 ottobre

Il 2 ottobre 2026, dalle 9:00 alle 16:00, l’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore di Bologna ospiterà il congresso “Ruolo Digital Health nella presa in carico del paziente geriatrico”, una giornata di confronto dedicata all’impiego delle tecnologie digitali nella diagnosi, nel monitoraggio e nell’assistenza delle persone anziane e con patologie croniche. La partecipazione è gratuita e l’evento è in corso di accreditamento ECM. Il programma è articolato in tre sessioni dedicate rispettivamente a Digital Health, intelligenza artificiale e telemedicina, con il coinvolgimento di professionisti provenienti da università, aziende sanitarie, IRCCS e fondazioni attive nell’ambito della ricerca e dell’innovazione sanitaria. La prima sessione, dedicata alle applicazioni della Digital Health, sarà moderata da Carlo Descovich, Direttore UOC Governo Clinico, Ricerca, Formazione e Sistema Qualità dell’Azienda USL di Bologna. Gli interventi affronteranno il ruolo della data governance e delle piattaforme di dati a supporto della programmazione e della ricerca, il framework DARE per la prevenzione digitale continua lungo l’arco della vita e le opportunità e i limiti delle tecnologie assistive rivolte alle persone anziane. Interverranno Paolo Tubertini, Lorenzo Chiari e Francesca Gasparini. Intelligenza artificiale e monitoraggio digitale La seconda sessione sarà dedicata all’intelligenza artificiale in sanità e sarà moderata da Carlos Chiatti, Programme Manager di Italian Ageing – Age-It Scarl. Paolo Napoletano, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Fondazione Anthem, approfondirà il rapporto tra AI e innovazione digitale in sanità. Aurora Saibene affronterà invece gli aspetti tecnici, etici e giuridici connessi all’adozione delle nuove tecnologie nel settore sanitario. A seguire, Luca Palmerini, dell’Università di Bologna, presenterà un contributo dedicato all’utilizzo combinato di wearable e intelligenza artificiale per il monitoraggio e la predizione di eventi avversi. La presenza di Age-It nella moderazione della sessione si inserisce nel confronto più ampio sulle opportunità offerte dall’innovazione digitale per accompagnare i cambiamenti connessi all’invecchiamento della popolazione e all’evoluzione dei modelli assistenziali. Telemedicina e telegeriatria La sessione pomeridiana sarà invece dedicata alla telemedicina, con la moderazione di S. Linarello, Direttrice UOC Cure Intermedie. Nunzia Siena ed Elisa Ferriani dell’AUSL di Bologna presenteranno il “Progetto Agenas grandi anziani”, sviluppato nel contesto dell’Azienda sanitaria bolognese. Successivamente Marco Domenicali, Direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università di Bologna, approfondirà potenzialità e limiti della telegeriatria. La giornata si concluderà con la tavola rotonda “La cura tra umano e digitale: prossimità, telemedicina e intelligenza artificiale”, moderata da D. Valenti, Direttrice del Dipartimento dell’Integrazione dell’AUSL Bologna. Il confronto sarà dedicato al rapporto tra strumenti tecnologici e dimensione di prossimità nella presa in carico delle persone anziane. Il congresso è rivolto al personale di enti e istituzioni sanitarie e di ricerca interessato alla diagnosi e all’assistenza delle persone anziane e affette da cronicità. Sono previsti fino a 130 partecipanti e la partecipazione è gratuita, previa iscrizione attraverso il link indicato dagli organizzatori.

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TEAMCARE verso l’adozione sostenibile: il 10 settembre a Napoli la Conferenza finale del progetto

Il 10 settembre 2026 si terrà a Napoli la Conferenza finale del progetto europeo TEAMCARE, dedicata al passaggio dalla sperimentazione alla diffusione su più ampia scala di modelli formativi per l’assistenza interprofessionale, territoriale e centrata sulla persona. L’appuntamento si svolgerà presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in via Forno Vecchio 36. La Conferenza riunirà rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni sanitarie, enti di formazione, reti europee e soggetti interessati all’adozione dei risultati sviluppati dal progetto. TEAMCARE nasce per rispondere alle trasformazioni demografiche, digitali e organizzative che stanno interessando i sistemi sanitari e sociosanitari europei, con particolare attenzione allo sviluppo di nuove competenze professionali e alla collaborazione tra diverse figure coinvolte nell’assistenza. Tra i principali risultati del progetto figurano un framework integrato delle competenze, un curriculum europeo modulare, strumenti di micro-credential, una piattaforma digitale di apprendimento e risorse formative aperte. Un ruolo centrale nella giornata sarà affidato alla sessione “From project results to sustainable adoption: MoU, Twinning Partnerships and next adopters (Signature Ceremony)”, in programma dalle 15:00 alle 16:00 e moderata da Paolo Michelutti, RSCN Project Manager. L’incontro sarà dedicato alle condizioni necessarie per trasformare i risultati del progetto in percorsi concreti di adozione da parte di nuove organizzazioni e territori. Dai quattro progetti pilota ai nuovi adopter I quattro pilot di TEAMCARE hanno mostrato come il training package possa essere adattato a differenti contesti educativi, organizzativi e regolatori, mantenendo un quadro comune di competenze e un’impostazione interprofessionale. La fase successiva riguarda quindi la possibilità di trasferire e contestualizzare questo patrimonio in altre istituzioni e sistemi territoriali. Tra gli strumenti individuati per favorire questo processo figurano le Twinning Partnerships, partnership strutturate che mettono in relazione le organizzazioni coinvolte nei pilot con enti o territori interessati a diventare nuovi adopter. Il meccanismo prevede un percorso di trasferimento di conoscenze e confronto operativo: le nuove organizzazioni possono partire dall’esperienza maturata nei siti pilota per valutare la fattibilità locale, adattare il training package e affrontare eventuali ostacoli di natura organizzativa, finanziaria, normativa o legati all’accreditamento. Accanto alle Twinning Partnerships, la sessione approfondirà il ruolo del Memorandum of Understanding (MoU). I due strumenti hanno funzioni complementari: il MoU definisce un quadro istituzionale volto a sostenere la diffusione e l’utilizzo futuro dei risultati TEAMCARE, mentre la Twinning Partnership traduce l’interesse in un percorso più operativo di cooperazione, adattamento e potenziale implementazione. L’incontro si concluderà con una cerimonia simbolica di firma del MoU e con una call rivolta ai soggetti interessati ad avviare nuove partnership. Alla sessione sono previsti i contributi di Giuseppe Aleo (RCSI), dedicato alla trasferibilità dei risultati TEAMCARE e alle strategie di sostenibilità e scaling-up; Giuseppe Liotta (Università di Roma Tor Vergata), con il punto di vista di un potenziale adopter; e Margherita Smarra (SAGE), che affronterà il passaggio dall’interesse istituzionale all’implementazione sostenibile, con attenzione ai requisiti organizzativi e al coinvolgimento degli stakeholder. Il confronto sarà guidato da alcune questioni operative: quali risultati TEAMCARE siano più rilevanti per i nuovi adopter, quali componenti del training package debbano essere adattate localmente, quali organizzazioni coinvolgere, quale supporto possa essere fornito dai siti pilota e quali siano i primi passi necessari per costruire una Twinning Partnership. La sessione si inserisce in una giornata più ampia dedicata a pilot experience, strumenti per l’adozione, strategie europee di scaling-up e implicazioni per le politiche sanitarie e formative, con l’obiettivo di costruire percorsi di continuità oltre la conclusione formale del progetto. La Conferenza si terrà il 10 settembre 2026 a Napoli.Per registrarsi è disponibile il modulo online:https://forms.gle/LZTqiA9zhHaFQcpb9

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Rockfish, i pesci che possono vivere oltre due secoli

Alcune specie di rockfish del Pacifico, pesci appartenenti al genere Sebastes, sono tra i vertebrati più longevi conosciuti. Il caso più significativo è quello del rougheye rockfish (Sebastes aleutianus), la cui durata di vita può superare i 200 anni. All’interno dello stesso genere, tuttavia, esistono specie che vivono poco più di un decennio. Questa forte variabilità ha permesso a un gruppo internazionale di ricerca di studiare le basi evolutive della longevità attraverso un confronto tra organismi strettamente imparentati. Nello studio, pubblicato il 12 novembre 2021 sulla rivista Science, sono stati assemblati e analizzati i genomi di 88 specie di rockfish, caratterizzate da aspettative di vita, dimensioni corporee e habitat differenti. Le analisi hanno individuato, nelle specie più longeve, ripetuti segnali di selezione positiva in geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA. Una maggiore capacità di preservare l’integrità del genoma potrebbe contribuire a limitare nel tempo l’accumulo di danni cellulari, uno dei processi associati all’invecchiamento. I ricercatori hanno inoltre identificato 137 geni associati alla longevità, con funzioni riconducibili alla segnalazione dell’insulina, alla crescita corporea e all’adattamento ambientale. Un ruolo specifico è emerso anche per la regolazione del sistema immunitario: nelle specie longeve è stata osservata un’espansione del numero di copie dei geni della famiglia delle butirrofiline, implicati nella modulazione delle risposte immunitarie e infiammatorie. La durata della vita dei rockfish non sembra dipendere, tuttavia, da un unico insieme di geni. Dimensioni raggiunte alla maturità e profondità dell’habitat spiegano circa il 59% delle differenze osservate tra le specie. Vivere in acque più profonde e fredde e raggiungere dimensioni maggiori può quindi aver favorito indirettamente l’evoluzione di una maggiore longevità. Il valore di questo modello risiede soprattutto nella possibilità di effettuare confronti evolutivi diretti tra specie molto simili, ma caratterizzate da durate della vita comprese tra circa 11 e oltre 200 anni. Lo studio consente così di distinguere i meccanismi potenzialmente connessi direttamente alla longevità dagli adattamenti legati alle dimensioni corporee e alle condizioni ambientali. I risultati indicano che la longevità estrema dei rockfish deriva probabilmente dall’interazione tra manutenzione del DNA, regolazione immunitaria, metabolismo, crescita e ambiente. Trattandosi di uno studio genomico comparativo, le associazioni individuate non dimostrano da sole un rapporto causale né possono essere trasferite direttamente all’invecchiamento umano. Offrono però un modello utile per comprendere come differenti strategie biologiche di lunga vita possano essersi sviluppate nel corso dell’evoluzione. Consulta lo studio pubblicato su Science e la relativa scheda bibliografica su PubMed.

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Scoperta Imprenditoriale II: 505 Milioni Per Ricerca E Sviluppo Nel Mezzogiorno

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito termini e modalità per l’accesso a “Scoperta imprenditoriale II (2026)”, misura che mette a disposizione oltre 505 milioni di euro per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni del Mezzogiorno. Le risorse sono destinate a interventi da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, coerenti con le aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente o orientati a nuove traiettorie tecnologiche e applicative. I progetti dovranno puntare alla realizzazione o all’innovazione di prodotti, processi e servizi, favorendo un avanzamento tecnologico concreto. Le agevolazioni combinano un finanziamento agevolato al 40% con contributi a fondo perduto differenziati in base alla tipologia di beneficiario: fino al 40% per le piccole imprese, 35% per le medie, 30% per le grandi imprese e fino al 60% per gli enti di ricerca. Una quota pari al 60% delle risorse è riservata ai progetti proposti da PMI e reti di imprese. 📅 La fase di precompilazione delle domande partirà il 24 settembre 2026, mentre lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà alle ore 10.00 del 7 ottobre 2026. Per maggiori informazioni:Consulta la pagina ufficiale del MIMIT

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Bb-Future: Una Serie Di Policy Digest Sulle Sfide Europee Della Long-Term Care

L’invecchiamento della popolazione europea sta determinando una crescente domanda di assistenza a lungo termine, con ricadute rilevanti sulle famiglie, sui lavoratori e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e di protezione sociale. Nella fase conclusiva del progetto europeo BB-Future, coordinato dal Munich Research Institute for the Economics of Aging and SHARE Analyses, è stata avviata la pubblicazione di una serie di Policy Digest dedicati ai principali risultati del progetto e alle loro implicazioni per le politiche pubbliche. I Digest vengono pubblicati ogni venerdì e sintetizzano evidenze e indicazioni utili ai decisori politici sui temi legati all’invecchiamento, alla domanda di cura e all’organizzazione dei sistemi di assistenza. È inoltre possibile iscriversi alla mailing list per ricevere ogni settimana i nuovi contenuti scrivendo a info@bb-future.eu. Scopri di più

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Age-It – Nuovo studio sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica: il danno ai telomeri come possibile bersaglio terapeutico

Un nuovo studio pubblicato il 12 agosto 2026 su EMBO Molecular Medicine individua nella risposta al danno del DNA a livello dei telomeri un possibile bersaglio terapeutico per la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una patologia progressiva associata all’invecchiamento e alla disfunzione telomerica. Il gruppo di ricerca, coordinato da Fabrizio d’Adda di Fagagna, ha utilizzato un modello murino caratterizzato da telomeri criticamente corti per studiare il ruolo della telomeric DNA damage response (tDDR) nello sviluppo della fibrosi. Il trattamento con specifici oligonucleotidi antisenso telomerici (tASOs) ha ridotto i segnali di danno al DNA, l’infiammazione e la fibrosi polmonare, anche in animali anziani e in condizioni di malattia avanzata, senza modificare la lunghezza dei telomeri. I risultati suggeriscono quindi che non sia soltanto l’accorciamento dei telomeri, ma anche la risposta cellulare al loro danneggiamento, a contribuire direttamente ai processi patologici della fibrosi polmonare. Gli autori indicano l’inibizione selettiva della tDDR come una potenziale strategia terapeutica, che dovrà essere ulteriormente studiata prima di una possibile applicazione clinica. La ricerca è stata sostenuta anche nell’ambito del PNRR – Investimento PE8, Progetto Age-It, insieme ad altri programmi nazionali ed europei di finanziamento. Consulta lo studio su Spinger Nature

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