Un confronto nazionale sulla fragilità, i diritti e il futuro della cura Il 26 e 27 novembre 2025 si è tenuta a Bologna la 17ª edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile, un appuntamento che anche quest’anno ha richiamato più di 1.500 partecipanti e oltre 300 relatori tra professionisti socio-sanitari, ricercatori, istituzioni e caregiver. L’evento, promosso dal Gruppo Maggioli, si conferma come la principale piattaforma italiana dedicata al dialogo sui bisogni delle persone non autosufficienti — circa quattro milioni nel Paese — e sulle trasformazioni necessarie per costruire un welfare capace di sostenere la fragilità come questione pubblica. In apertura, la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato l’urgenza di riconoscere i diritti delle persone con disabilità e di chi vive situazioni di non autosufficienza ed ha richiamato l’urgenza di un approccio pubblico e condiviso alla cura, collaborando con Age-It, il programma PNRR dedicato alla ricerca sull’invecchiamento. La ministra ha inoltre sottolineato come la cura non possa più essere considerata una responsabilità esclusivamente familiare, ma debba diventare un impegno collettivo che coinvolge istituzioni, servizi e comunità locali. Il Forum ha infatti mostrato come l’invecchiamento demografico, l’aumento delle condizioni di cronicità e la crescente domanda di assistenza richiedano un ripensamento complessivo delle politiche sociali, dei modelli di servizio e dei sistemi di supporto ai caregiver. Al centro, i bisogni delle persone fragili e dei caregiver Uno dei contributi più rilevanti è stato presentato dal prof. Marco Albertini dell’Università di Bologna, che ha illustrato i risultati di una ricerca dedicata ai bisogni emergenti delle persone anziane, delle persone con disabilità e dei caregiver familiari. Lo studio ha evidenziato una forte relazione tra qualità della cura e condizioni di benessere di chi assiste: stress, carichi di lavoro non bilanciati e scarsa integrazione dei servizi incidono direttamente sulla salute e sulla qualità della vita delle persone fragili. Il Forum ha inoltre portato l’attenzione sui dati della Regione Emilia-Romagna, dove le proiezioni demografiche indicano che nei prossimi decenni circa 370.000 cittadini avranno bisogno di assistenza continuativa. Questo scenario conferma la necessità di rafforzare i servizi domiciliari, i percorsi personalizzati e il coordinamento tra professionisti sanitari, sociali e comunitari. Le testimonianze dei caregiver presenti hanno reso evidente il bisogno di sostegni economici più stabili, formazione dedicata, sollievo assistenziale e strumenti digitali che semplifichino la gestione quotidiana della cura. Innovazione, tecnologie e comunità: le nuove traiettorie dell’assistenza L’edizione 2025 ha dedicato un’attenzione significativa anche ai modelli innovativi di assistenza: telemedicina, dispositivi digitali per il monitoraggio, soluzioni di domotica assistiva e piattaforme per la gestione integrata dei percorsi di cura. Gli interventi degli esperti hanno sottolineato come l’adozione tecnologica debba essere accompagnata da una solida infrastruttura organizzativa e da competenze professionali adeguate, per evitare che l’innovazione aumenti le disuguaglianze invece di ridurle. Il confronto tra professionisti sanitari, amministratori locali, organizzazioni del terzo settore e ricercatori ha evidenziato la necessità di un modello di welfare che integri politiche pubbliche, innovazioni digitali e reti di prossimità. La prospettiva condivisa è quella di spostare il baricentro della cura verso un sistema più aperto, accessibile e comunitario, in cui servizi domiciliari, équipe multidisciplinari e tecnologie di supporto consentano alle persone fragili di mantenere autonomia e qualità della vita il più a lungo possibile. Una sfida collettiva per il futuro del welfare Il Forum della Non Autosufficienza 2025 si è confermato un luogo di analisi e confronto, ma soprattutto di proposta. Da più interventi è emersa la necessità di riforme strutturali che riconoscano pienamente la fragilità come condizione sociale e non soltanto privata. Le voci dei ricercatori, tra cui quelle del prof. Marco Albertini e dei numerosi professionisti coinvolti, hanno sottolineato l’urgenza di strumenti più efficaci di governance, investimenti nei servizi territoriali, supporto continuativo ai caregiver e una maggiore integrazione tra sanità, sociale e comunità. L’edizione di quest’anno ha lasciato un messaggio chiaro: la non autosufficienza è una delle principali sfide sociali dei prossimi decenni e richiede un impegno congiunto di istituzioni, professionisti, famiglie e comunità. Solo attraverso un approccio coordinato e multidimensionale sarà possibile garantire dignità, diritti e autonomia alle persone fragili, costruendo un welfare realmente inclusivo e sostenibile. Guarda il servizio su TGR Emilia Romagna qui Leggi l’articolo su La Repubblica qui