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Aperte le candidature per il Dottorato in Life Course Research: 22 posizioni per il 42° ciclo

Sono aperte le candidature per il 42° ciclo del Dottorato in Life Course Research, relativo all’anno accademico 2026-2027. Il programma, coordinato dall’Università degli Studi di Firenze, mette a disposizione 22 posizioni, di cui 20 con borsa di studio e due senza borsa. La scadenza per presentare la domanda è fissata alle ore 12:00 del 6 agosto 2026. Il Dottorato propone un approccio interdisciplinare allo studio delle traiettorie individuali lungo il corso della vita, attraverso tre curricula: biomedico; psicologico; socio-demografico. Le attività coinvolgono, oltre all’Università di Firenze, numerosi atenei e istituzioni partner, tra cui la Scuola Normale Superiore, l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, le università di Bari, Torino, Trento, Milano-Bicocca e Napoli Federico II e l’Università Vita-Salute San Raffaele. Tra i temi di ricerca figurano l’invecchiamento, la fragilità, le malattie croniche, le disuguaglianze di salute, le traiettorie psicologiche e i processi di resilienza e vulnerabilità. Il curriculum psicologico comprende, in particolare, le aree dedicate alle traiettorie e transizioni nel ciclo di vita e ai processi di resilienza e vulnerabilità nelle traiettorie psicologiche. La selezione prevede la valutazione del curriculum, dei titoli e di un progetto di ricerca redatto in inglese, seguito da un colloquio da remoto. Il progetto non dovrà superare i 10.000 caratteri, inclusi spazi, abstract, riferimenti e note. Per l’ammissione è inoltre richiesta una conoscenza della lingua inglese almeno di livello B2. I percorsi prevedono periodi obbligatori di studio o ricerca all’estero: almeno sei mesi per le borse Pegaso della Regione Toscana e almeno tre mesi per le altre posizioni. I colloqui sono programmati per il 21 settembre 2026. Le candidature devono essere presentate attraverso la procedura online dell’Università degli Studi di Firenze entro il 6 agosto 2026 alle ore 12:00. Consulta il sito 

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Interventi multidominio per l’invecchiamento sano: una meta-analisi ne conferma i benefici sulla funzionalità fisica e sul benessere psicologico

Una nuova revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su The Journal of Nutrition, Health and Aging, ha valutato l’efficacia degli interventi multidominio nel migliorare la salute delle persone anziane. I risultati indicano benefici soprattutto sulla funzionalità fisica, sulla fragilità e sul benessere psicologico, mentre gli effetti osservati sulle capacità cognitive risultano più circoscritti. Lo studio, intitolato Effects of multidomain interventions on health outcomes in older adults: A systematic review and meta-analysis, è firmato da Eleonora Pagan, Chukwuma Okoye, Luca Cuffaro e colleghi, con la supervisione scientifica di Carlo Ferrarese e Giuseppe Bellelli. Un approccio integrato alla salute della persona anziana Gli interventi multidominio combinano contemporaneamente attività rivolte ad almeno tre differenti dimensioni della salute. Possono comprendere, per esempio, esercizio fisico, stimolazione cognitiva, interventi nutrizionali, supporto psicologico, partecipazione sociale e gestione dei fattori di rischio. Questo approccio parte dal presupposto che l’invecchiamento non interessi singoli organi o funzioni in modo isolato. Fragilità, riduzione della mobilità, disturbi dell’umore e declino cognitivo possono infatti influenzarsi reciprocamente e richiedere strategie integrate, personalizzate e interdisciplinari. La ricerca ha preso in considerazione persone di almeno 60 anni, senza forme moderate o severe di demenza, confrontando gli interventi multidominio con le cure standard o con gruppi di controllo. La revisione è stata condotta secondo le linee guida PRISMA, attraverso una ricerca nelle banche dati PubMed ed Embase comprendente gli studi disponibili fino al 30 aprile 2024. Analizzati 38 studi e 57 confronti La meta-analisi ha incluso complessivamente 38 studi e 57 confronti. L’età mediana dei partecipanti era di circa 75 anni e oltre il 60% del campione era composto da donne. La durata degli interventi variava da due mesi a tre anni, con una durata mediana di sei mesi. Tutti i programmi analizzati comprendevano una componente di attività fisica; circa il 79% includeva attività cognitive e oltre l’81% prevedeva anche interventi nutrizionali. Nella maggior parte degli studi erano inoltre presenti ulteriori componenti, come il sostegno psicologico, la partecipazione sociale o il controllo dei fattori di rischio. Miglioramenti nella funzionalità fisica I risultati più solidi riguardano la dimensione motorio-funzionale. Gli interventi multidominio hanno prodotto miglioramenti significativi nelle prestazioni fisiche misurate attraverso la Short Physical Performance Battery, uno strumento utilizzato per valutare equilibrio, velocità del cammino e capacità di alzarsi da una sedia. Sono emersi anche effetti favorevoli sui criteri di fragilità e miglioramenti più contenuti in altri indicatori, come la forza della presa della mano. Lo studio segnala tuttavia che alcuni benefici tendono a ridursi con il prolungarsi del periodo di osservazione. Un dato che sottolinea l’importanza di sviluppare programmi capaci non soltanto di produrre risultati iniziali, ma anche di sostenere nel tempo la partecipazione, la continuità e l’aderenza delle persone coinvolte. Effetti positivi sui sintomi depressivi Sul piano psicologico, la meta-analisi ha rilevato una riduzione significativa dei sintomi depressivi, valutati attraverso la Geriatric Depression Scale. Il risultato conferma il valore di interventi che non si limitano alla dimensione fisica, ma considerano anche il benessere emotivo e relazionale della persona anziana. L’integrazione tra attività motoria, stimolazione cognitiva, alimentazione, partecipazione sociale e sostegno psicologico può quindi contribuire a costruire percorsi di prevenzione maggiormente aderenti alla complessità dell’invecchiamento. Più circoscritti i risultati sulla cognizione Più moderati risultano invece gli effetti relativi alle capacità cognitive. Un miglioramento significativo è stato osservato soprattutto attraverso il Montreal Cognitive Assessment, test utilizzato per individuare precocemente eventuali difficoltà cognitive. I benefici non sono risultati altrettanto consistenti per tutti gli altri strumenti di valutazione considerati. Questo elemento suggerisce la necessità di approfondire quali combinazioni di interventi, con quale intensità e per quali gruppi di persone possano produrre risultati cognitivi più stabili. Dalle evidenze alla pratica geriatrica Secondo gli autori, i risultati sostengono una più ampia introduzione degli interventi multidominio nei servizi geriatrici e nei programmi di prevenzione rivolti alla popolazione anziana. Le conclusioni devono tuttavia essere interpretate con cautela. Gli studi analizzati presentano infatti una notevole eterogeneità nella composizione, nell’intensità e nella durata degli interventi. Alcune stime relative agli esiti cognitivi e funzionali si sono inoltre ridimensionate escludendo gli studi caratterizzati da un rischio più elevato di distorsione metodologica. La meta-analisi indica dunque una direzione precisa, senza suggerire l’esistenza di un’unica soluzione valida per tutti. Combinare attività fisica, nutrizione, stimolazione cognitiva e sostegno psicologico può contribuire a preservare l’autonomia e il benessere, ma resta necessario individuare le combinazioni più efficaci per le diverse persone e comprendere come mantenerne i benefici nel lungo periodo. La ricerca conferma così la necessità di superare gli interventi frammentati e di adottare una visione integrata dell’invecchiamento, capace di mettere in relazione salute fisica, cognitiva, psicologica e sociale. Consulta la pubblicazione

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Dottorato in Scienze Biomolecolari: aperta una posizione di ricerca sul ruolo del complesso di Golgi nello sviluppo dei tumori

È aperta una posizione di dottorato in Scienze Biomolecolari (42° ciclo) presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dedicata allo studio delle alterazioni strutturali del complesso di Golgi durante la mitosi e il loro ruolo nello sviluppo tumorale. Il progetto sarà sviluppato all’interno del laboratorio Golgi Mitotic Checkpoint del CNR-IEOMI di Napoli, coordinato dal ricercatore Antonino Colanzi. La ricerca si concentrerà su uno degli organelli fondamentali della cellula: il complesso di Golgi, struttura coinvolta nella modifica, nello smistamento e nel trasporto delle proteine. Negli ultimi anni è emerso come il Golgi non rappresenti soltanto un elemento strutturale della cellula, ma anche una vera e propria piattaforma di segnalazione capace di integrare informazioni provenienti dal ciclo cellulare, dal microambiente tumorale e da diversi segnali di stress. Durante la divisione cellulare, il cosiddetto Golgi ribbon va incontro a una fisiologica frammentazione che consente alla cellula di entrare in mitosi. Secondo le ipotesi alla base del progetto, questo stesso meccanismo potrebbe essere riattivato in modo anomalo nelle cellule tumorali, contribuendo a favorire processi associati alla progressione della malattia, tra cui la resistenza ai trattamenti chemioterapici, la capacità invasiva e l’alterazione dei meccanismi di immunosorveglianza. L’obiettivo del dottorato sarà approfondire questi processi attraverso un approccio che integra biologia cellulare di base e oncologia traslazionale, con l’intento di comprendere meglio i meccanismi molecolari che regolano la proliferazione delle cellule tumorali e di individuare potenziali bersagli per future strategie terapeutiche. Il progetto offrirà ai dottorandi l’opportunità di lavorare con metodologie avanzate già consolidate nel laboratorio, tra cui imaging quantitativo, biologia molecolare, proteomica e analisi funzionali delle cellule tumorali, in un contesto di ricerca multidisciplinare e internazionale. Il corso di dottorato mette a disposizione 23 posti, di cui 18 finanziati con borsa di studio. Le candidature potranno essere presentate fino alle ore 14:00 del 17 luglio 2026. PRESENTA DOMANDA BANDO COMPLETO  

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Innovazione e finanziamenti 2026: due webinar dell’Università di Firenze per le imprese

L’Università di Firenze promuove “Innovazione e finanziamenti 2026: come collaborare con l’Università di Firenze”, un webinar rivolto alle piccole e medie imprese interessate a sviluppare progetti di innovazione insieme all’Ateneo. L’iniziativa illustrerà le opportunità di collaborazione con l’Università, mostrando come accedere a competenze specialistiche, laboratori e ricerca applicata per trasformare idee innovative in progetti concreti. Durante l’incontro saranno inoltre presentati esempi di collaborazione e casi di successo realizzati con imprese del territorio. La partecipazione è gratuita e il webinar sarà proposto in due appuntamenti: 9 luglio 2026 (13:30-15:00) e 21 luglio 2026 (16:00-17:30). L’iscrizione è aperta tramite modulo online. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a brevetti@unifi.it oppure iuf@csavri.unifi.it.

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Meet in Italy for Life Sciences 2026: a Roma il principale appuntamento nazionale dedicato alle Scienze della Vita

Il 13 e 14 ottobre 2026 Roma ospiterà una nuova edizione di Meet in Italy for Life Sciences (MIT4LS), il principale evento nazionale di networking dedicato al settore delle Scienze della Vita. Promossa dal Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI, la manifestazione rappresenta uno dei principali punti di incontro tra ricerca, imprese, istituzioni, investitori e professionisti del comparto biomedicale e sanitario, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove collaborazioni scientifiche, industriali e tecnologiche. L’iniziativa si rivolge a ricercatori, università, centri di ricerca, startup, PMI innovative, grandi imprese, enti pubblici e investitori interessati a sviluppare progetti congiunti e a valorizzare i risultati della ricerca attraverso il trasferimento tecnologico e l’innovazione. Anche quest’anno il programma prevede un ricco calendario di conferenze, workshop tematici, incontri di matchmaking tra imprese e ricercatori, un’ampia Area Expo dedicata alle organizzazioni del settore e numerose occasioni di networking. Tra i temi al centro dell’edizione 2026 figurano l’innovazione nelle life sciences, la competitività della ricerca, la sostenibilità dei sistemi sanitari, la medicina del futuro e il rafforzamento della collaborazione tra mondo accademico, industria e istituzioni. MIT4LS rappresenta inoltre un’importante opportunità per startup e gruppi di ricerca interessati a presentare le proprie tecnologie, individuare nuovi partner progettuali e accedere a opportunità di finanziamento nazionali ed europee. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. È già possibile prenotare il proprio posto e consultare il programma in continuo aggiornamento sul sito ufficiale della manifestazione. Gli organizzatori segnalano inoltre che sono aperte le opportunità di sponsorship, gli spazi espositivi dell’Area Expo e la Call for Workshop. Per informazioni è possibile contattare la Segreteria Organizzativa all’indirizzo meet2026@mzevents.it. Iscriviti e Partecipa

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Lombardia, via libera al Geriatra di Comunità: un nuovo passo verso una sanità territoriale più vicina agli anziani fragili

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una risoluzione che introduce la figura del Geriatra di Comunità, individuandola come elemento strategico per rafforzare la sanità territoriale e migliorare la presa in carico delle persone anziane fragili. L’iniziativa rappresenta un importante riconoscimento del ruolo della geriatria nell’evoluzione del Servizio sanitario, in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente diffusione delle condizioni di fragilità e multimorbilità. La risoluzione si inserisce nel percorso di riorganizzazione previsto dal DM 77, che punta a rafforzare l’assistenza di prossimità attraverso le Case della Comunità, l’integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari e una maggiore continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Tra gli impegni indicati dal Consiglio Regionale figurano l’avvio di sperimentazioni organizzative del Geriatra di Comunità all’interno delle Case della Comunità e delle reti territoriali, la promozione dello screening della fragilità e della valutazione multidimensionale della persona anziana, il rafforzamento della presenza della geriatria negli ospedali per acuti e nei Pronto Soccorso, lo sviluppo e il collegamento in rete delle Frailty Unit, il sostegno alla formazione e al reclutamento di nuovi specialisti e l’istituzione di un Gruppo di Lavoro regionale con funzioni consultive in materia di geriatria. L’obiettivo è favorire un modello assistenziale capace di intercettare precocemente la fragilità, coordinare gli interventi dei diversi professionisti e accompagnare la persona anziana lungo tutto il percorso di cura, evitando la frammentazione dei servizi e riducendo il ricorso improprio all’ospedalizzazione. L’approvazione della risoluzione rappresenta un segnale significativo anche dal punto di vista culturale. Il documento riconosce infatti che la fragilità non può essere affrontata esclusivamente come una somma di patologie, ma richiede competenze specialistiche, valutazioni multidimensionali e un approccio integrato che coinvolga ospedali, medicina territoriale, servizi sociali e caregiver. La sfida, ora, sarà tradurre gli indirizzi della risoluzione in interventi concreti, sostenibili e misurabili, affinché la figura del Geriatra di Comunità possa contribuire a costruire un sistema di assistenza sempre più efficace nel rispondere ai bisogni di una popolazione che vive più a lungo e presenta esigenze assistenziali sempre più complesse.

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Uno studio Age-It pubblicato su Nature Aging: una nuova strategia per contrastare il declino del sistema ematopoietico legato all’invecchiamento

La prestigiosa rivista Nature Aging ha pubblicato lo studio “Therapeutic inhibition of telomeric DNA damage response rescues hematopoietic dysfunction driven by telomere shortening and aging“, firmato da Alessia Oppezzo, Sara Sepe, Giada Cicio e colleghi, sotto la supervisione del Prof. Fabrizio d’Adda di Fagagna, tra i principali esperti internazionali nello studio dei telomeri, della senescenza cellulare e dei meccanismi biologici dell’invecchiamento. Lo studio affronta uno dei processi chiave dell’invecchiamento: il progressivo deterioramento del sistema ematopoietico, responsabile della produzione delle cellule del sangue e del corretto funzionamento del sistema immunitario. Con l’avanzare dell’età, infatti, i telomeri – le strutture che proteggono le estremità dei cromosomi – si accorciano progressivamente e accumulano danni. Questo fenomeno favorisce la comparsa della senescenza cellulare, uno stato in cui le cellule smettono di dividersi e rilasciano molecole pro-infiammatorie che contribuiscono al declino dei tessuti. I ricercatori hanno individuato un ruolo cruciale della cosiddetta risposta al danno del DNA telomerico (telomeric DNA damage response, tDDR), un meccanismo che viene attivato quando i telomeri risultano compromessi. Lo studio dimostra che questa risposta non rappresenta soltanto un indicatore del danno cellulare, ma contribuisce direttamente al deterioramento delle cellule staminali ematopoietiche durante l’invecchiamento. Per verificare questa ipotesi, il gruppo di ricerca ha utilizzato una strategia sperimentale basata su oligonucleotidi antisenso telomerici (tASO), progettati per inibire specifici RNA non codificanti coinvolti nell’attivazione della tDDR. L’intervento ha permesso di ridurre la risposta al danno nei tessuti ematopoietici, limitare i processi di senescenza e infiammazione e migliorare la funzionalità delle cellule staminali responsabili della produzione delle cellule del sangue. I risultati sono stati osservati in modelli murini con deficit di telomerasi, che riproducono alcune caratteristiche dell’invecchiamento associato all’accorciamento dei telomeri, ma anche in topi anziani fisiologicamente invecchiati. Inoltre, il trattamento sperimentale ha migliorato ex vivo la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche ottenute da donatori umani anziani, suggerendo una potenziale rilevanza anche per future applicazioni cliniche. Secondo gli autori, questi risultati identificano la risposta al danno del DNA telomerico come un importante fattore responsabile del declino ematopoietico associato all’età e indicano l’inibizione della tDDR mediante tASO come una promettente strategia terapeutica per le patologie legate ai telomeri e, più in generale, per contrastare alcuni effetti biologici dell’invecchiamento.

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Al via il bando “Bio-Reentry”: FRRB sostiene il rientro in Italia dei ricercatori impegnati all’estero

La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) ha aperto il bando “Bio-Reentry: Grant for Returning Researchers”, una nuova iniziativa finalizzata ad attrarre in Italia ricercatrici e ricercatori attualmente attivi presso istituzioni estere, favorendo il trasferimento di competenze, reti di collaborazione internazionali e progettualità innovative nel sistema della ricerca biomedica lombardo. L’obiettivo del programma è rafforzare la competitività scientifica della Lombardia e del Paese, contrastando il fenomeno della “fuga dei cervelli” e promuovendo il rientro di profili altamente qualificati. Attraverso il finanziamento di progetti di ricerca, il bando punta a creare nuove opportunità di sviluppo per ricercatori con esperienza internazionale, favorendone l’inserimento stabile presso università, IRCCS, enti di ricerca e strutture del Servizio Sanitario Regionale lombardo. Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma online di FRRB. Il bando è aperto dal 15 giugno 2026 (ore 14:00) e resterà disponibile fino al 1° dicembre 2026 (ore 12:00). La pubblicazione degli esiti è prevista entro il 30 marzo 2027. Tutti i requisiti di ammissibilità, le modalità di partecipazione e la documentazione necessaria sono disponibili nella documentazione ufficiale pubblicata dalla Fondazione. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia regionale di investimento nella ricerca biomedica, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del territorio di attrarre talenti, valorizzare l’eccellenza scientifica e promuovere collaborazioni internazionali in grado di generare innovazione e migliorare la qualità della ricerca e dell’assistenza sanitaria. Scopri di più sul bando 

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AIXAS 2026: aperta la call for papers per il workshop sull’intelligenza artificiale al servizio di una società che invecchia – deadline 24 luglio

È aperta la call for papers della quinta edizione di Artificial Intelligence for an Ageing Society (AIXAS 2026), il workshop internazionale dedicato all’applicazione dell’intelligenza artificiale alle sfide dell’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa si svolgerà dal 6 al 9 ottobre 2026 a Perugia, nell’ambito della 24ª International Conference of the Italian Association for Artificial Intelligence (AIxIA 2026), e rappresenterà un’occasione di confronto tra ricercatori, esperti di intelligenza artificiale, scienze cognitive e discipline affini impegnati nello sviluppo di tecnologie innovative per una società che invecchia. Il workshop si propone di favorire il dialogo interdisciplinare su soluzioni basate sull’AI in grado di sostenere l’autonomia, il benessere e l’inclusione delle persone anziane. La call richiama temi quali active and healthy ageing, prolungamento della vita indipendente e inclusione sociale, evidenziando il ruolo centrale dell’intelligenza artificiale nello sviluppo di strumenti e tecnologie per rispondere alle trasformazioni demografiche in atto. Particolare attenzione sarà riservata ad ambiti quali sistemi di monitoraggio delle attività, riconoscimento di oggetti e azioni, interazione uomo-robot, ambienti intelligenti, Ambient Assisted Living (AAL), personalizzazione dei servizi basati sull’AI, analisi avanzata dei dati, mobilità e trasporti, oltre agli aspetti etici legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella società dell’invecchiamento. La call è aperta a contributi scientifici in due categorie: short paper (5-7 pagine, oltre alla bibliografia) e regular paper, da predisporre secondo il formato CEUR-ART. La scadenza per la sottomissione dei lavori è fissata al 24 luglio 2026, mentre la comunicazione degli esiti della revisione è prevista entro il 30 agosto 2026. I contributi accettati saranno pubblicati nella collana CEUR Workshop Proceedings. Il workshop si svolgerà esclusivamente in presenza, offrendo un’opportunità di confronto tra comunità scientifica e ricercatori interessati allo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione. Scopri di più e candidati alla call for papers  

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Confcooperative Sanità: il 23 giugno a Roma l’Assemblea nazionale dedicata al futuro del Servizio sanitario nazionale

Sarà dedicata al ruolo della cooperazione sanitaria nelle trasformazioni del Servizio sanitario nazionale l’Assemblea Nazionale di Confcooperative Sanità, in programma martedì 23 giugno, a partire dalle ore 10.00, presso il Palazzo della Cooperazione di Roma. L’appuntamento, dal titolo “Cooperazione sanitaria elemento chiave. Pensare, curare, sostenere la sanità”, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della cooperazione sanitaria per un confronto sulle prospettive di sviluppo del sistema sanitario e sul contributo della cooperazione nell’organizzazione dei servizi di cura. Ad aprire i lavori saranno le prolusioni di Mons. Vincenzo Paglia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita e Presidente della Fondazione Età Grande, e del professor Stefano Zamagni, economista dell’Università di Bologna. Seguiranno la relazione del presidente di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, e l’intervento del Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci. La mattinata proseguirà con due panel di approfondimento. Il primo, “L’ingranaggio della cooperazione sanitaria”, sarà dedicato al ruolo di medici, farmacisti e operatori delle cooperative nell’organizzazione dei servizi di cura e nello sviluppo della sanità territoriale. Tra i relatori è previsto l’intervento di Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università di Firenze e Presidente della Fondazione Age-It, insieme al vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera Luciano Ciocchetti e alla dirigente di Agenas Valeria Manzenti. Il secondo panel, “L’ingranaggio della mutualità sanitaria”, affronterà il tema della sanità integrativa, delle società di mutuo soccorso e della governance del sistema sanitario, con gli interventi del presidente della 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato Francesco Zaffini e del presidente FIASO Giuseppe Quintavalle. Nel pomeriggio l’Assemblea entrerà nella fase statutaria con gli interventi dei delegati, l’elezione del Consiglio nazionale e del Presidente nazionale di Confcooperative Sanità, cui seguirà l’intervento del Presidente neoeletto. I lavori si concluderanno alle ore 16.30. Scopri il programma

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