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Fecondità e futuro demografico: il Policy Brief di Age-It propone un approccio strutturale alla natalità

Il Policy Brief “La bassa fecondità in Italia tra politiche pro-nataliste e interventi strutturali”, curato da Daniele Vignoli, Raffaele Guetto ed Elisa Brini dell’Università di Firenze nell’ambito dello Spoke 1 del progetto Age-It, analizza le cause profonde della denatalità italiana e propone una revisione complessiva delle politiche familiari. L’obiettivo è spostare l’attenzione da misure emergenziali e frammentarie verso un approccio strutturale, capace di rimuovere i vincoli economici e sociali che ostacolano la genitorialità. L’Italia vive da decenni un calo persistente delle nascite: il tasso di fecondità totale è sceso a 1,18 figli per donna nel 2024, minimo storico, mentre cresce l’età media alla maternità e il divario tra fecondità desiderata e realizzata. A fronte di un diffuso desiderio di genitorialità, il contesto sociale ed economico resta poco favorevole: precarietà lavorativa, incertezza abitativa, stagnazione dei salari e carenza di servizi pubblici per l’infanzia rendono difficile la transizione alla vita familiare. Il documento sottolinea come la denatalità non possa essere interpretata solo come esito di scelte individuali, ma come effetto di vincoli strutturali che limitano le opportunità di realizzare i propri progetti di vita. L’analisi mette in evidenza quattro fattori chiave che incidono sulla fecondità: la crescente instabilità del mercato del lavoro, il ritardo nella parità di genere, la carenza di servizi educativi e di cura, e un sistema di welfare ancora centrato sul sostegno familiare privato. Nonostante l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale e il potenziamento dei congedi parentali, il sistema resta frammentato e disomogeneo tra Nord e Sud, mentre la normativa sulla procreazione medicalmente assistita rimane tra le più restrittive in Europa. Studi recenti mostrano come i bonus una tantum o gli incentivi monetari abbiano effetti temporanei e limitati, a differenza di misure strutturali come l’ampliamento dei servizi per l’infanzia e la stabilità occupazionale, che possono incidere più profondamente sulle scelte riproduttive. Le raccomandazioni di policy formulate dagli autori convergono su alcuni assi strategici: promuovere la conciliazione tra lavoro e famiglia in un’ottica di parità di genere; garantire stabilità economica e abitativa ai giovani; ampliare l’accesso equo e inclusivo alla PMA; e favorire una cultura della salute riproduttiva lungo tutto l’arco della vita. Solo politiche coordinate, durature e coerenti potranno creare un ambiente realmente favorevole alla genitorialità e invertire la tendenza demografica. Il Policy Brief invita quindi a un cambio di paradigma: non più interventi pro-natalisti isolati, ma una riforma strutturale del welfare familiare, in grado di sostenere autonomia giovanile, uguaglianza di genere e sicurezza economica. È in questo quadro – conclude il documento – che la natalità può tornare a essere una scelta possibile, sostenuta da condizioni di vita stabili e da un impegno pubblico continuo e credibile.

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Verso un sistema sostenibile di cura per l’invecchiamento: le raccomandazioni di policy dello Spoke 5 di Age-It

Il Policy Brief “Recommendations on care provision at national and regional level”, elaborato nell’ambito del Work Package 6 dello Spoke 5 del progetto Age-It, affronta una delle sfide più rilevanti per le società europee: la sostenibilità dei sistemi di assistenza a lungo termine per le persone anziane fragili. Il documento raccoglie le principali evidenze e raccomandazioni emerse da cinque contributi di ricerca coordinati da università e centri di studio italiani, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per la programmazione delle politiche pubbliche e per l’innovazione dei servizi socio-sanitari a livello nazionale e regionale. La struttura del Policy Brief riflette una prospettiva multilivello: dall’assistenza informale al caregiver familiare fino alla programmazione sanitaria regionale. In apertura, Marco Albertini, Eva Bei e Federico Toth (Università di Bologna) offrono un’analisi comparata delle politiche europee a sostegno dei caregiver, sottolineando come l’Italia mostri ancora ampie lacune rispetto ai Paesi del Nord Europa. Gli autori suggeriscono di ampliare le misure economiche e i congedi di cura, migliorare l’accesso ai servizi di sollievo e rafforzare la formazione e il supporto psicologico per i caregiver, considerati una componente essenziale del sistema di long-term care. Il secondo contributo, firmato da Cristina Ugolini e Marta Giachello (Università di Bologna), esamina la qualità delle cure territoriali e la necessità di un sistema di valutazione uniforme su scala nazionale. L’adozione di indicatori comuni, la standardizzazione della valutazione multidimensionale dei bisogni e la partecipazione attiva dei caregiver emergono come condizioni indispensabili per migliorare l’equità e l’efficacia dell’assistenza di prossimità. Nella terza sezione, Anna Tiso e Chiara Verbano (Università di Padova) propongono l’introduzione di sistemi di performance measurement nei progetti di Lean and Safety Management applicati all’assistenza ambulatoriale territoriale. Tali strumenti, basati su indicatori di efficacia, sicurezza, tempestività e centralità del paziente, possono garantire un miglioramento continuo della qualità dei servizi e una maggiore sostenibilità organizzativa. Il contributo di Giulia Ganugi, Fiorentina Longobardi, Elena Macchioni e Riccardo Prandini (Università di Bologna) esplora invece il ruolo delle strutture residenziali nel sistema di welfare locale. Gli autori propongono il modello dei Centri Residenziali Multiservizio (CRM), hub integrati di servizi territoriali in grado di superare la tradizionale separazione tra assistenza domiciliare e residenziale. Tra le raccomandazioni figurano l’introduzione di standard minimi nazionali, l’uso di tecnologie digitali per la cura, la partecipazione delle famiglie e l’adeguamento dei contratti di lavoro e delle politiche migratorie per far fronte alla carenza di personale. Infine, Nicola Caravaggio, Giuliano Resce e Idola Francesca Spanò (Università del Molise) applicano metodologie di machine learning per prevedere l’andamento della spesa sanitaria regionale, individuando le variabili più rilevanti – tra cui invecchiamento demografico, progresso tecnologico e PIL pro capite – e formulando raccomandazioni per una distribuzione più equa e predittiva delle risorse. Nel complesso, il documento propone una visione integrata della cura, capace di connettere dimensione individuale, territoriale e sistemica. Le raccomandazioni – dal rafforzamento dei diritti dei caregiver alla digitalizzazione dei servizi, fino all’uso dell’intelligenza artificiale per la programmazione sanitaria – delineano un percorso verso un modello di long-term care più equo, sostenibile e basato sull’evidenza scientifica. Un contributo significativo al dibattito europeo sulle politiche per l’invecchiamento e sulla costruzione di una società longeva solidale e resiliente.

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Call for Papers – Spoke 1 di Age-It: “Diseguaglianze, invecchiamento e assetti sociali” al X Convegno SISEC 2026

In vista del X Convegno della Società Italiana di Sociologia Economica (SISEC), che si terrà a Firenze dal 28 al 31 gennaio 2026, il gruppo di ricerca del Task 4.4 “Social Impact and Active Aging” dello Spoke 1 del progetto Age-It – Ageing Well in an Ageing Society promuove la sessione tematica 7.15 “Diseguaglianze, invecchiamento e assetti sociali: quali scenari per l’Italia futura?”. La sessione, curata da Adriana Cerasuolo, Giuseppe Gargiulo e Giustina Orientale Caputo dell’Università Federico II di Napoli, si propone di esplorare le molteplici connessioni tra dinamiche demografiche, trasformazioni economiche e mutamenti sociali che stanno ridisegnando l’esperienza dell’invecchiamento nella società italiana contemporanea. Attraverso un approccio interdisciplinare, la call invita ricercatori e ricercatrici a proporre contributi teorici ed empirici che analizzino le nuove forme di disuguaglianza e di vulnerabilità connesse all’età, al genere, al territorio e al capitale sociale. Particolare attenzione sarà dedicata ai temi dell’invecchiamento attivo, della sostenibilità dei sistemi di welfare e pensionistici, della partecipazione sociale ed economica nelle diverse fasi della vita, nonché alle trasformazioni del lavoro e delle reti di cura che accompagnano il progressivo mutamento demografico. L’obiettivo è offrire una riflessione condivisa su come le politiche pubbliche, le istituzioni e le comunità possano rispondere in modo innovativo e inclusivo alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione. La partecipazione alla call rappresenta un’occasione per contribuire al dibattito scientifico su uno dei temi centrali per il futuro del Paese, valorizzando il lavoro svolto dal programma PNRR Age-It, che promuove una lettura sistemica e integrata dei processi legati alla longevità. Ulteriori dettagli sul Convegno SISEC 2026 e sulle modalità di invio delle proposte sono disponibili sul sito ufficiale del convegno e al link diretto alla Call for Papers, con scadenze e istruzioni aggiornate per la presentazione dei contributi.

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“Age-itiamoci! Invecchiare bene in una società che invecchia” – 1 ottobre 2025, Bologna

In occasione della Giornata Mondiale delle Persone Anziane, mercoledì 1 ottobre 2025 si è svolto a Bologna, nella suggestiva cornice della Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, l’evento “Age-itiamoci! Invecchiare bene in una società che invecchia”, un incontro pubblico dedicato ai temi della longevità, della salute e dell’invecchiamento attivo. Promosso nell’ambito del progetto PNRR Age-It – Ageing Well in an Ageing Society, con il patrocinio dell’Università di Bologna e del Comune di Bologna, l’evento ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra scienza, istituzioni e cittadinanza, con l’obiettivo di condividere conoscenze e prospettive sulle sfide e le opportunità di una società che invecchia. Organizzato dai ricercatori Stefano Salvioli e Maria Conte del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale (DIMES) dell’Alma Mater, e moderato dal divulgatore Patrizio Roversi, l’incontro ha riunito esperti di discipline diverse – dalla biologia all’epidemiologia, dalla medicina alla sociologia – impegnati nel progetto nazionale Age-It. Attraverso un linguaggio accessibile e un approccio divulgativo, i relatori hanno illustrato le più recenti ricerche sui meccanismi biologici dell’invecchiamento, le strategie di prevenzione delle fragilità e le politiche per l’invecchiamento attivo, mettendo in luce come le conoscenze scientifiche possano tradursi in interventi concreti per migliorare la qualità della vita nelle età più avanzate. La discussione ha evidenziato la necessità di una visione integrata dell’invecchiamento, che superi la separazione tra salute, ambiente sociale e innovazione tecnologica, e che promuova la partecipazione attiva delle persone anziane alla vita collettiva. In questo quadro, il programma Age-It si conferma un laboratorio nazionale di ricerca e innovazione dedicato a comprendere e accompagnare la trasformazione demografica in corso, con un approccio interdisciplinare e inclusivo. “Age-itiamoci!” ha così offerto non solo un momento di divulgazione scientifica, ma anche un’occasione di partecipazione civica, rafforzando il legame tra ricerca e comunità e riaffermando il ruolo della conoscenza come strumento per costruire una società più equa, longeva e consapevole.

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Trieste NEXT, 26 settembre 2025: Invecchiamento attivo e neuroscienze: dalla ricerca alla pratica quotidiana

Il 26 settembre 2025, nell’ambito del festival Trieste Next – il Festival della Ricerca Scientifica di Trieste – si è tenuto il panel “Invecchiamento attivo: neuroscienze in pratica”, a cura della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) in collaborazione con il partenariato esteso AGE-IT – Ageing Well in an Ageing Society. L’incontro, ospitato presso la Sala Biasutti della Regione Friuli Venezia Giulia, ha rappresentato un importante momento di confronto tra ricerca scientifica e pratiche di vita quotidiana per promuovere un invecchiamento sano, autonomo e socialmente attivo. Il dibattito ha affrontato una delle principali sfide dell’invecchiamento demografico: il declino cognitivo, che può compromettere memoria, attenzione e capacità di adattamento. Al centro della discussione, la riserva cognitiva – la capacità del cervello di compensare gli effetti dell’età attraverso esperienze formative, stimoli intellettuali e relazioni sociali – è stata descritta come un vero e proprio fattore di resilienza cerebrale. Gli esperti hanno sottolineato come elementi quali l’istruzione, l’esercizio cognitivo, la qualità del sonno e la vita attiva possano incidere positivamente sulle funzioni mentali, contribuendo a preservare autonomia e benessere nelle età più avanzate. Sono intervenuti Ariella Cuk, presidente di Lunga Vita Attiva Trieste; Sara Mondini, docente di Psicologia all’Università di Padova; ed Enrico Sella, psicologo e ricercatore del Dipartimento di Psicologia generale dello stesso Ateneo. A moderare l’incontro Stefania Lucia, psicologa e ricercatrice del Laboratorio di Neuroscienze Cognitive della SISSA, che ha guidato il dialogo tra prospettive scientifiche e applicazioni pratiche. L’evento ha messo in luce il valore della collaborazione tra scienza, tecnologia e società nel costruire modelli di longevità attiva basati su evidenze neuroscientifiche. Dalla ricerca emergono indicazioni concrete: stimolare mente e corpo, mantenere una vita relazionale ricca, e promuovere ambienti cognitivamente ed emotivamente stimolanti. L’incontro di Trieste Next ha così offerto una prospettiva interdisciplinare e operativa su come le neuroscienze possano contribuire a una società più longeva, consapevole e capace di valorizzare tutte le fasi della vita.

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Simposio nazionale “Tackling and overcoming non-response in cohort and survey studies”, 26 novembre 2025, Solna (Svezia)

Il prossimo 26 novembre 2025 si terrà a Solna, presso il Biomedicum Eva & Georg Klein del Karolinska Institutet, il simposio nazionale “Tackling and overcoming non-response in cohort and survey studies”, promosso congiuntamente dalle infrastrutture di ricerca NEAR (National E-infrastructure for Aging Research) e REWHARD (Relations, Work and Health across the life-course – A Research Data Infrastructure). L’incontro, aperto alla comunità scientifica e agli stakeholder istituzionali, si svolgerà in modalità ibrida con partecipazione gratuita, previa iscrizione entro il 17 novembre 2025. Al centro del dibattito, uno dei temi metodologicamente più rilevanti per la ricerca sull’invecchiamento: il fenomeno del non-response, ossia la progressiva riduzione dei tassi di risposta nei sondaggi e negli studi di coorte, che può compromettere la rappresentatività dei dati e la solidità delle conclusioni scientifiche. Il simposio offrirà un’occasione di confronto tra esperti, ricercatori e decisori pubblici per analizzare le cause della diminuzione della partecipazione e discutere strategie efficaci per contrastarla. La prima parte dei lavori sarà dedicata all’esame delle principali determinanti del calo delle risposte, con interventi di Nicklas Källebring (IPSOS Public Affairs), Sebastian Lundmark (SOM Institute) e Dan Hedlin (Università di Stoccolma), moderati da Serhiy Dekhtyar e seguiti da una tavola rotonda coordinata da Hugo Westerlund (REWHARD). Nella seconda sessione verranno presentate esperienze concrete di ricerca su larga scala, con relazioni sui programmi SNAC (Swedish National Study on Aging and Care), CLSA (Canadian Longitudinal Study on Ageing), ELSA (English Longitudinal Study of Ageing) e SHARE (Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe). Questi contributi illustreranno approcci differenti alla gestione del non-response e al recupero dei partecipanti nei follow-up longitudinali, evidenziando come incentivi, strategie comunicative e metodologie statistiche possano ridurre gli effetti del bias e migliorare la qualità complessiva dei dati raccolti. L’iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla qualità e la sostenibilità dei sistemi informativi dedicati all’invecchiamento, tema di grande interesse anche per il programma AGE-IT. La capacità di mantenere nel tempo tassi elevati di partecipazione rappresenta infatti una condizione indispensabile per produrre evidenze solide e comparabili sui processi di longevità, salute e inclusione sociale. Il programma prevede un approfondimento sulle cause del calo dei tassi di risposta negli studi longitudinali e campionari, con la presentazione di strategie e buone pratiche per gestire la non-risposta. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. È possibile registrarsi entro il 17 novembre cliccando QUI      

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Advancing Healthy Ageing: A Policy Agenda for Longevity Societies

Il portale Population Europe ha recentemente pubblicato il contributo “Advancing Healthy Ageing: Policy Agenda for Longevity Societies”, un’analisi che propone orientamenti e priorità per le politiche pubbliche europee dedicate all’invecchiamento in salute. Il documento invita governi, istituzioni e comunità scientifica a considerare la longevità come una trasformazione strutturale della società, e non solo come una sfida sanitaria o demografica. Un’agenda politica per l’invecchiamento in salute Il testo sottolinea la necessità di costruire un’agenda politica coerente e proattiva capace di integrare il tema della salute lungo tutto l’arco della vita. L’invecchiamento viene descritto come un processo che riguarda l’intera popolazione e che richiede una risposta coordinata tra settori, politiche e livelli di governance. Secondo Population Europe, le società longeve devono affrontare il cambiamento demografico con strumenti che valorizzino il potenziale delle persone anziane, promuovendo la loro partecipazione attiva e garantendo condizioni di salute e benessere adeguate. Le persone anziane come risorsa per le società europee Uno dei messaggi centrali del documento è il riconoscimento del contributo delle persone anziane alla vita economica e sociale. La longevità, se sostenuta da buone condizioni di salute, può rappresentare un’opportunità di crescita e coesione, anziché un fattore di pressione sui sistemi di welfare. Promuovere l’invecchiamento in salute significa quindi creare le condizioni perché le persone anziane possano continuare a svolgere ruoli attivi nelle famiglie, nelle comunità e nei contesti lavorativi e di volontariato. Disuguaglianze e accesso ai servizi Il documento evidenzia che l’esperienza dell’invecchiamento non è uniforme: disuguaglianze economiche, territoriali e di genere influenzano profondamente le condizioni di salute e la qualità della vita nella tarda età. Per questo motivo, le politiche devono mirare a ridurre i divari che separano i diversi gruppi sociali, assicurando pari accesso ai servizi sanitari, alle opportunità di prevenzione e ai contesti di sostegno sociale. Un approccio inclusivo all’invecchiamento in salute è considerato essenziale per la coesione delle società europee. Il ruolo della ricerca e dell’evidenza Population Europe richiama con forza l’importanza di basare le decisioni politiche su dati e prove scientifiche. La ricerca demografica e sociale rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere le dinamiche dell’invecchiamento, monitorare l’efficacia delle politiche e orientare le risorse in modo più efficiente. Un uso sistematico dei dati e della valutazione d’impatto permette di identificare buone pratiche, misurare i progressi compiuti e correggere le strategie dove necessario. Cooperazione e integrazione tra settori Un altro elemento chiave del documento è la necessità di integrare le politiche per l’invecchiamento tra diversi settori e livelli amministrativi — sanitario, sociale, abitativo, educativo e occupazionale.Solo attraverso un coordinamento tra istituzioni nazionali, regionali e locali è possibile garantire continuità negli interventi e un approccio coerente alle sfide poste dalla longevità. Questa prospettiva mira a costruire sistemi di governance più coesi e orientati alla salute pubblica, capaci di affrontare il tema dell’invecchiamento non come emergenza ma come processo strutturale e permanente. Un quadro di orientamento, non un piano operativo Il testo non presenta un elenco di misure concrete, ma piuttosto una cornice strategica che invita alla collaborazione tra governi, enti di ricerca e società civile. L’obiettivo è promuovere un dialogo europeo costante sulla longevità e costruire una cultura politica e istituzionale che riconosca l’invecchiamento in salute come priorità collettiva. Verso un futuro di longevità sostenibile La riflessione proposta da Population Europe suggerisce una direzione chiara: considerare l’invecchiamento non come un costo, ma come una trasformazione da governare con lungimiranza, equità e innovazione. Per il programma AGE-IT, che si propone di studiare e valorizzare le dinamiche dell’invecchiamento in Italia, questo documento rappresenta un riferimento importante. L’agenda europea per l’invecchiamento in salute costituisce infatti una base condivisa su cui costruire politiche inclusive, basate su evidenze scientifiche e capaci di rafforzare la sostenibilità dei sistemi sociali e sanitari. Consulta il sito del nuovo Policy Briefing QUI

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Seminario “Le implicazioni economiche e sociali della transizione demografica in Toscana” – 17 novembre 2025, Firenze

Il 17 novembre 2025, dalle ore 9:30, si terrà a Firenze presso la Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati (Piazza Duomo 10) il seminario “Le implicazioni economiche e sociali della transizione demografica in Toscana”, promosso da IRPET – Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana, in collaborazione con il progetto nazionale AGE-IT – Ageing Well in an Ageing Society, finanziato dal PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca”. L’iniziativa si propone di analizzare in chiave multidisciplinare le sfide poste dai profondi mutamenti demografici in atto, con particolare attenzione alla realtà toscana: il calo della natalità, l’invecchiamento della popolazione e le trasformazioni della struttura sociale ed economica regionale. Apertura dei lavori I lavori saranno aperti da Claudio Lucifora (Università Cattolica, IRPET e Age-It) e Nicola Sciclone (IRPET), che introdurranno le sessioni e delineeranno il quadro generale delle dinamiche demografiche e delle principali implicazioni per le politiche pubbliche e il welfare regionale. Sessione 1 – Dinamiche demografiche, denatalità, invecchiamento e politiche di welfare Chair: Claudio Lucifora (Università Cattolica, IRPET e Age-It) La prima sessione approfondirà gli aspetti strutturali della denatalità, i fattori socioeconomici che influenzano le scelte familiari e occupazionali, e l’impatto delle politiche di welfare. Maria Luisa Maitino (IRPET) presenterà I risultati dell’Indagine sulla denatalità, analizzando le tendenze recenti del calo delle nascite e le differenze territoriali. Carlos J. Gil-Hernández (DISIA – Università di Firenze) illustrerà la relazione tra fecondità, condizione occupazionale e reddito, evidenziando come la precarietà lavorativa e le disparità di reddito incidano sulle scelte riproduttive. Nicola Sciclone (IRPET) discuterà l’impatto dei servizi educativi per la prima infanzia su fecondità e occupazione femminile, mostrando i legami tra politiche di conciliazione, partecipazione delle donne al mercato del lavoro e dinamiche demografiche. Sabrina Iommi (IRPET) concluderà la sessione con un intervento su Gli effetti della partecipazione culturale degli anziani su salute e benessere, mettendo in luce il ruolo delle attività culturali nella promozione dell’invecchiamento attivo e della coesione sociale. Sessione 2 – L’impatto economico della transizione demografica Chair: Nicola Sciclone (IRPET) La seconda parte del seminario sarà dedicata alle conseguenze economiche dell’invecchiamento della popolazione, con focus sulla crescita, sui consumi e sulla sostenibilità dei sistemi di welfare. Claudio Lucifora (Università Cattolica, IRPET e Age-It) aprirà la sessione con un intervento su Longevità e prospettive per la Silver economy, esaminando il potenziale di sviluppo economico connesso ai nuovi bisogni della popolazione anziana. Leonardo Ghezzi (IRPET) presenterà un’analisi su Invecchiamento della popolazione e struttura dei consumi in Toscana, evidenziando i cambiamenti nella domanda di beni e servizi indotti dalla transizione demografica. Letizia Ravagli (IRPET) proporrà un modello di copertura universale contro il rischio di non autosufficienza, volto a rafforzare la sostenibilità del sistema di assistenza a lungo termine. Silvia Duranti (IRPET) concluderà la sessione con un contributo su Gli effetti della transizione demografica su crescita economica e mismatch occupazionale, soffermandosi sull’evoluzione della forza lavoro e sulle implicazioni per le politiche formative e occupazionali. Discussione e conclusioni A seguire, interverranno rappresentanti istituzionali e del mondo accademico per discutere le implicazioni delle analisi presentate e le possibili risposte di policy: Fabrizio Colonna (Banca d’Italia), Daniele Vignoli (DISIA, Università di Firenze), Francesca Giovani (Direzione Generale Lavoro e Formazione, Regione Toscana). La registrazione integrale dell’incontro sarà disponibile sul canale YouTube di IRPET nei giorni successivi all’evento

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Seminario Finale Del Progetto Vai – Vulnerabilità Abitativa E Di Salute Degli Anziani In Italia – 17 Ottobre 2025, Ancona

Il prossimo 17 ottobre 2025, presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM), si terrà il seminario di disseminazione finale del progetto di ricerca VAI – Vulnerabilità abitativa e di salute degli Anziani in Italia. L’incontro sarà un momento di confronto pubblico e scientifico, aperto a ricercatori, decisori politici, operatori sociali e cittadini interessati ai temi dell’invecchiamento e delle disuguaglianze. Il progetto VAI Finanziato nell’ambito del bando a cascata del programma nazionale AGE-IT (Ageing Well in an Ageing Society), il progetto VAI ha avuto una durata di 13 mesi (ottobre 2024 – ottobre 2025) e si è proposto di studiare le condizioni di vulnerabilità abitativa e di salute nella popolazione anziana in Italia. Coordinato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali (DiSES) dell’UNIVPM, il progetto ha coinvolto anche altri dipartimenti dell’ateneo – Disclimo e Dicea – insieme a IRES Emilia-Romagna, in un approccio fortemente interdisciplinare. L’integrazione di metodologie quantitative e qualitative ha permesso di analizzare le fragilità connesse all’abitare e alla salute, con una particolare attenzione al rapporto tra ricerca empirica e indicazioni di policy. Obiettivi e risultati L’invecchiamento della popolazione italiana pone nuove sfide sul fronte della qualità dell’abitare, dell’accessibilità ai servizi e della tutela della salute. In questo quadro, VAI ha cercato di: identificare i principali fattori di vulnerabilità che colpiscono gli anziani sul piano abitativo e sanitario; mettere in luce le disuguaglianze territoriali e socio-economiche che incidono sui percorsi di invecchiamento; proporre raccomandazioni utili per orientare politiche pubbliche più eque ed efficaci, volte a ridurre gli svantaggi e a favorire condizioni di vita dignitose in età avanzata. Il seminario di Ancona Il seminario del 17 ottobre rappresenterà l’occasione per condividere i risultati emersi con la comunità scientifica e con gli attori sociali. Interverranno i ricercatori del gruppo VAI, referenti scientifici di altri progetti collegati e stakeholder impegnati nelle politiche sociali e sanitarie. L’incontro si svolgerà in presenza presso la Facoltà di Economia dell’UNIVPM e sarà trasmesso anche online, per favorire una partecipazione più ampia. In entrambi i casi è richiesta la conferma di partecipazione scrivendo a m.arlotti@univpm.it. Informazioni utili Il programma completo del seminario e i dettagli organizzativi sono disponibili nella locandina ufficiale dell’evento.

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Healthy aging week 2025 – Fondazione Ferrero – dal 10 al 15 novembre, Alba (Cuneo)

Dal 10 al 15 novembre 2025, la Fondazione Ferrero ospiterà ad Alba la Healthy Aging Week, una settimana di incontri, conferenze e attività dedicata al tema dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa riunirà esperti internazionali, istituzioni accademiche, società scientifiche e rappresentanti del mondo socio-sanitario per esplorare, in un’ottica interdisciplinare, le sfide e le opportunità legate alla longevità. Il programma prevede sessioni di approfondimento su temi centrali quali salute e prevenzione, innovazione tecnologica e digitale, sostenibilità ambientale, dinamiche familiari e relazioni intergenerazionali. L’obiettivo è quello di favorire un dialogo ampio tra discipline diverse, promuovendo una cultura della longevità che valorizzi le potenzialità delle persone anziane e rafforzi i legami sociali nelle comunità. La Healthy Aging Week si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione Ferrero per lo studio e la promozione dell’invecchiamento attivo e della salute lungo tutto l’arco della vita. Attraverso iniziative come questa, la Fondazione intende contribuire alla diffusione di buone pratiche, alla sensibilizzazione pubblica e al rafforzamento della cooperazione tra ricerca scientifica, politiche sociali e realtà territoriali. L’evento rappresenta un’occasione di confronto aperto non solo per studiosi e professionisti, ma anche per decisori politici, operatori del settore e cittadini interessati a comprendere meglio le sfide di una società che invecchia. Per consultare il programma completo e le modalità di partecipazione: Fondazione Ferrero – Healthy Aging

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